cane ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 5 anni fa

letteratura medievale caratteristiche-10 punti?

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  • Anonimo
    5 anni fa
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    Per letteratura medievale si intende l'insieme della produzione letteraria del Medioevo in Europa, vale a dire del periodo storico compreso tra la caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476) e il 1492, anno della scoperta dell'America e, in Italia, della morte di Lorenzo il Magnifico.

    Questa letteratura è costituita tanto da opere religiose quanto da scritti laici, e rappresenta un campo di studi vasto e complesso. Essa rivela l'esistenza di numerose forme che sono all'origine dei generi letterari moderni. Per la sua importanza e ricchezza e per il suo dilatarsi in un arco di tempo e di spazio tanto vasto, risulta difficile avvicinarsi ad essa senza semplificarla, e può essere preferibile studiarla dividendola per lingue / paesi e per generi.

    La letteratura medievale è innanzitutto letteratura di un'élite feudale, e rispecchia quindi i suoi ideali: pietas, fedeltà e coraggio. In quel periodo la società è rigorosamente strutturata dal sistema feudale e questa situazione si riflette nella letteratura: vi troviamo numerose scene di guerra, come anche l'onnipresenza della fede cristiana. Ciononostante, a partire dalla fine del XII secolo, i borghesi ottengono privilegi economici e giuridici che fanno concorrenza ai poteri dei signori. Si vedono allora nascere nuove forme, più satiriche come nel Roman de Renart, o più liriche come nella poesia dei secoli XIV e XV, erede della lirica cortese.

    La maggior parte degli autori di quest'epoca ci è sconosciuta: questo anonimato non è soltanto causato dalla mancanza di documenti disponibili, ma anche da una concezione del ruolo dell'autore che differisce totalmente dalla concezione romantica attuale. Gli autori medievali si riferiscono molto spesso agli antichi padri della Chiesa e tendono maggiormente a riordinare o abbellire le storie già lette o già sentite che a inventarne di nuove: anche quando lo fanno, infatti, spesso attribuiscono la loro opera a un autore illustre o immaginario. È così che ignoriamo il nome di autori di molti testi importanti, in particolare dell'Alto Medioevo; il nome degli autori infatti inizia a interessare al pubblico solo a partire dal XII secolo.

    La maggior parte dei testi pervenutici è diversa dalla versione originale dell'autore dell'opera, perché essi possono essere sia la trascrizione di testi recitati o cantati, sia la copia di testi già scritti. Nella di un'opera, la "fedeltà" all'autore, in genere anonimo, è molto aleatoria. D'altro canto, gli amanuensi si permettono spesso di correggere come gli sembra opportuno. Una volta creato, un testo resta quindi aperto: ogni successivo narratore o copista ne diventa co-autore modificandolo secondo i suoi gusti o quelli del tempo.

    La letteratura medievale ha una reputazione mediocre nel XVI e nel XVII. Durante il Rinascimento, per esempio, essa viene vista come "oscura", "oscurantista", "barbara". Nel XIX secolo, essa viene riscoperta dai romantici, che l'apprezzano secondo il suo valore. Anche oggi si continua a leggerla e interpretarla. I miti che ha creato sono ancora fonti d'ispirazione, come per esempio quello di Tristano ed Isotta, all'origine della concezione occidentale dell'amore.

    Benché la donna nel Medioevo sia ancora socialmente inferiore all'uomo (la misoginia è diffusissima, anche se certe correnti di pensiero, come il catarismo, concedono alle donne uno status e dei diritti più grandi), nella Provenza dell'amore cortese le donne riescono ad avere successo sfruttando il loro talento letterario e la loro influenza politica: sono le trobairitz, donne colte, aristocratiche, poetesse e muse allo stesso tempo.

    Altre donne invece trovano una via di realizzazione grazie alla stessa religione che tende a opprimerle: molte pubblicarono le loro riflessioni, rivelazioni e preghiere, alcune furono poi fatte sante, come Chiara di Assisi, Brigitta di Svezia e Caterina di Siena.

    Ciononostante, può capitare che le meditazioni religiose di queste donne non siano giudicate ortodosse dalla Chiesa, e che le visioni mistiche di autrici quali Giuliana di Norvegia e Hildegard von Bingen costringano le istituzioni a un'esperienza spiacevole.

    Ci sono poi anche donne che scrivono testi laici: gli scritti di Maria di Francia e di Christine de Pizan sono tuttora studiate per lo spaccato di vita medievale che offrono.

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