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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoPolitica e governo - Altro · 5 anni fa

Quanto incide l'aborto sul tasso di natalità?

Se non ci fosse l'aborto (magari solo nei casi in cui la madre rischierebbe la vita o il bambino avrebbe patologie gravi alla nascista), come sarebbe il tasso di natalità (senza contare gli stranieri), positivo, negativo? Cambierebbe qualcosa?

3 risposte

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  • 5 anni fa
    Risposta preferita

    Beh, premetto che sono contrario all'aborto in ogni caso, ma vorrei fare qualche conto con i numeri ufficiali, perché per rispondere correttamente non ci si può basare su opinioni personali.

    DATI SUGLI ABORTI IN ITALIA

    Dal 1978, anno in cui è stato legalizzato l'aborto, fino al 2013, in base ai dati delle relazioni annuali del Ministero della Sanità abbiamo avuto 5.541.421 aborti volontari. Nel 2012 ci sono state 107.192 interruzioni volontarie di gravidanza. Nel 2013 ce ne sono state 102.644 (dati provvisori).

    In questi dati non vengono ovviamente inclusi né gli aborti clandestini (difficile dire quanti siano, diciamo che vengono stimati 12-15 mila casi tra le italiane nel 2012 secondo l'Istituto Superiore di Sanità) e gli aborti (spesso non percepiti come tali) dovuti all'uso della pillola del giorno dopo e della spirale. Va ricordato che questi due metodi anticoncezionali sono potenzialmente abortivi in quanto impediscono l'annidamento dell'embrione (se presente).

    DATI SULLE NASCITE

    In Italia abbiamo avuto 509 mila le nascite nel 2014, cinquemila in meno rispetto al 2013, il livello minimo dall'Unità d'Italia. I morti sono 597 mila unità, circa quattromila in meno dell'anno precedente.

    Il saldo nascite/morti è quindi negativo, ma la popolazione è aumentata a causa dell'immigrazione e dell'allungamento dell'età media.

    Il tasso di natalità è di 1,39 figli per donna (uno dei più bassi del mondo). Ricordo che il tasso di natalità "naturale", quello che in demografia viene considerato necessario per mantenere costante la popolazione, è di 2,1 figli per donna.

    http://www.istat.it/it/archivio/149003

    http://www.lastampa.it/2015/02/12/italia/nascite-a...

    Cosa dicono questi numeri?

    Che l'aborto incide moltissimo nelle statistiche demografiche ed economiche.

    Con 5 milioni e mezzo di persone in più la crisi sarebbe un po' meno grave.

    Basta fare dei ragionamenti molto semplici: in Italia abbiamo una popolazione che invecchia, in cui si fanno sempre meno figli e in età sempre più avanzata. Vuol dire che buona parte della spesa pubblica sarà sempre più destinata alla sanità e alle pensioni. Di conseguenza sarà sempre più difficile reperire fondi per sostenere gli investimenti.

    Altra considerazione. Un paese con un alto tasso di natalità è un paese giovane, con molti figli, con pochi soldi pubblici destinati a sanità e pensioni e molti agli investimenti. Inoltre se la popolazione aumenta, per forza di cose aumenterà la domanda di beni di consumo e di servizi. Ciò genera un automatico aumento del PIL.

    In Italia stiamo assistendo al fenomeno contrario. Si accorpano gli istituti scolastici, si assumono sempre meno insegnanti. Di conseguenza ne risentiranno coloro che producono prodotti per bambini, per la scuola. Via via , come effetto domino, ne risentiranno tutti i settori, dall'abbigliamento, agli elettrodomestici, l'arredamento, l'edilizia, ecc. ecc.

    Ovviamente la crisi in Italia dipende anche da molti altri fattori (situazione politica e finanziaria internazionale, euro, lobbies varie, ecc.) nessuno lo nega.

    Ma allo stesso modo non si può negare che con 5 milioni e mezzo di italiani in più le cose sarebbero meno gravi. Consideriamo poi che ci sono oltre 3 milioni di "maggiorenni potenziali", cioè abortiti prima del 1995. "Potenziali persone" che avrebbero dai 18 ai 35 anni. Tutti "consumerebbero", molti lavorerebbero, pagherebbero tasse e contributi.

    Queste cose però nei nostri tg non le sentiamo. Secondo il paradigma ufficiale "l'aborto è una conquista sociale" e non si può mettere in discussione nemmeno dal punto di vista economico. E' un "dogma di fede laica". Bisogna sempre dire che le cose vanno meglio rispetto al passato, in questo campo. Un po' come succedeva in 1984 di George Orwell.

    Ma se si ragiona con obiettività si vede che l'aborto non conviene economicamente.

    La matematica non è un'opinione.

  • 5 anni fa

    Poco.

    Quello che incide sul tasso di natalità è il peso fiscale che va ad incidere sul bilancio delle famiglie e che impedisce il libero sviluppo dei nuclei famigliari.

    Anche senza l' aborto il dato di natalità rimarrebbe molto negativo (e si eliminerebbe solo un diritto senza risolvere il problema). E il problema è di natura economica, e solo in secondo piano di natura sociale... E come tale andrebbe trattato.

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    • Viandante
      Lv 6
      5 anni faSegnala

      Come peso fiscale (e mi scuso perché sono stato vago) intendevo l' insieme delle spese che gravano sulle famiglie in rapporto agli stipendi e alle tasse

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  • 5 anni fa

    Praticamente zero.

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