StellaS! ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 6 anni fa

Lo sforzo di raccontarCi le cose?

Quale scrittore, nonostante il suo impegno inocula in te una progressiva insofferenza?

Hai provato (veramente) (davvero) (seriamente) a leggerlo fino all'ultima pagina senza aspettative...

16 risposte

Classificazione
  • 6 anni fa
    Risposta preferita

    E' pregiudizio ritenere che un autore amatissimo dalle masse sia quasi sicuramente scadente (no, forse è snobismo)?

    O pensare che, se è piaciuto a "quella" persona, difficilmente potrà piacere a me?

    Fatto sta che i miei pregiudizi si sono rivelati fondati, e veramente non credo di essermi autoconvinta di aver ragione solo per non dovermi dare torto (in queste due categorie rientrano tutti quegli autori - tra cui Baricco, Kundera, la Woolf e varie scrittrici con varie turbe - che in effetti mi stavano antipaticissimi anche prima di leggerli).

    La progressiva insofferenza nasce, invece, dopo inizi quasi scoppiettanti: mi è successo, tra tanti, con McEwan, De Luca, Piccolo, e, di recente, Wallace.

    A un certo punto avviene una sorta di frattura, il palloncino si sgonfia penosamente, e una frase, una parola, mi rivelano all'improvviso la verità (mi capita anche nel reale, è questione di attimi).

    Si insinua un fastidio che diventa sempre più intollerabile.

    De Luca mi piace molto come persona, lo trovo anche affascinante, ma nei suoi scritti è artefatto, pomposo, insincero. Con la traduzione dall'yiddish de "L'ultimo capitolo della Famiglia Moskat" di Singer, poi, ha toccato il fondo: non leggerò mai più niente di suo.

    Piccolo lo ascoltavo ieri alla radio, detestabile anche quando parla, come tutte le persone che "devono" risultare brillanti a ogni costo e in ogni situazione. Ho letto due suoi libretti, che avrebbero dovuto strapparmi qualche sorriso - magari anche amaro - e che invece ho trovato pietosi.

    Di recente ho approcciato Wallace, davvero senza pregiudizi, è uno degli autori che mi mancano della narrativa contemporanea americana e volevo colmare questa lacuna. Terribile! Presuntuoso, antipatico!

    «E ogni volta che prendiamo una buca o passiamo sulle rotaie si sente un tremendo cling-clang di massa proveniente dalle macchine fotografiche che tutti quanti hanno appese al collo.

    Io la macchina fotografica non me la sono portata, e per questo provo un orgoglio perverso.»

    (Nessun commento).

  • 6 anni fa

    Ci sono scrittori che mi piacciono molto come De Lillo che riescono in alcuni casi a crearmi insofferenza quando iniziano a girare intorno ad argomenti banali . Quando il baseball diventa metafora della vita capisci che non e' più' letteratura. In Italia non abbiamo il baseball, per fortuna,altrimenti baricco ci s si comprerebbe la villa a capri a forza di girarci intorno

  • ?
    Lv 7
    6 anni fa

    La Mazzantini

    "Venuto al mondo" è stato veramente troppo

  • Anonimo
    6 anni fa

    Baricco.

    E poi Saramago

    E infine Cechov

    Ps: perché dai il meglio di te in mia formosa assenza?

    Maledetta!

    Col telefono è un calvario scrivere risposte degne delle tue domande!

    (Lo vedi? Formosa sarebbe dovuto esser 'forzosa')

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  • Vavax
    Lv 7
    6 anni fa

    Ehmmm...

    ...la Fallaci. Talmente faziosa nella sua presunzione che anche il giusto m'appare sbagliato.

  • ?
    Lv 7
    6 anni fa

    Baricco è il mio ripugno letterario e definirlo 'progressiva insofferenza' non rende l'ampiezza del mio sincero odio.

    La progressiva ed irreversibile insofferenza ce l'ho con De Luca.

    Ma poi, si può leggere qualcosa, qualunque cosa, senza aspettative?

    (Uh, si, l'ho fatto con Bolano ma era un'assenza d'aspettative inoculata in origine: il suo ultimo romanzo-monstre è incompiuto :)

  • Anonimo
    6 anni fa

    Concordo con Vavax sulla Fallaci, anche se non è che mi sia mai stata particolarmente simpatica.

    Confidavo tanto in Borges, che purtroppo con "L'Aleph" ha fatto un buco nell'acqua, ma credo che in futuro proverò a rileggere altro di suo.

    Mi aspettavo tantissimo da Guido Morselli ma ho odiato la sua depressione stagnante ed autocompiaciuta.

    Ho un'antipatia a pelle per molti americani, quelli troppo americani, esagerati, volgari, pompati... Penso a Bukowski, DeLillo, Wallace, Palahniuk, Auster (anche se quest'ultimo tutto sommato non è male).

    Di progressive insofferenze ancora non ne ho avute, ho chiuso alcuni rapporti letterari, ma serenamente, senza rancore, accettando che una fase della mia vita si fosse conclusa.

  • 6 anni fa

    Ce ne sono diversi che non riesco a soffrire: Nick Hornby (non condivido mai niente dei sui gusti musicali e letterari di cui parla nei suoi libri); Alessandro Baricco; Francesco Piccolo; Margaret Mazzantini, Daria Bignardi, tanto per fare degli esempi.

  • Non so che risponderti perché: quando un autore ,o meglio, quando di un libro fatico a finirlo, metto su un bel segnalibro e lì rimarrà. I motivi sono tanti, e non conoscendo bene tutta la letteratura di uno specifico autore non posso pronunciarmi...

    Ad esempio, rimanendo in Italia, quello che ho letto di Dino Buzzati, mi è piaciuto, anche se qualche sua novella l'ho trovata inquietante, ma l'ho letta fino all'ultimo.

    Devo dire su Baricco che avevo cominciato "Castelli di rabbia" tanti anni fa e l'ho mollato subito... forse non ero pronto... lo cercherò in pdf

    "Ho tanti libri cartacei e di più in pdf o altri formati, ma non avendo ancora deciso di comperare un tablet, trovo scomodissimo leggerli sul pc... (certo, ho un Ereader da 6' che però fa schifo, non adatta bene i formati ed è lentissimo)"

    Ho raccontato qualcosa di me...:D

    Ciao

  • Anonimo
    6 anni fa

    La nostra mente è come un archivio inconscio.. Spesso, le nostre idee, sono connesse, ma disordinate!! Non è facile esprimersi per quello che si è!!

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