Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureLingue · 4 anni fa

Perché i non-toscani si ostinano a non voler lasciare per sempre l'italiano per l'inglese? Non è chiusura mentale ed egoismo?

Molti diranno "perché non sono un sottoprodotto coloniale e non devo essere costretto ad abbandonare la mia lingua madre per una lingua proveniente dall'esterno". Se i nostri avi avessero ragionato così, con questa ostinazione, oggi sardi, piemontesi, campani, siciliani, veneti, lombardi, emilianoromagnoli, ecc., non userebbero l'italiano, che ricordiamo nasce come dialetto fiorentino standardizzato arbitrariamente per secoli e usato solo nello scritto per secoli prima di diventare la lingua parlata del popolo.

Questo significa che l'italiano è di fatto una lingua arrivata dall'esterno per tutti gli italiano a sud e a nord dell'Italia centrale.

Se oggi abbandoniamo l'italiano per l'inglese, sarà la stessa cosa che è successo in passato, così in futuro gli italiani possono scrivere in inglese e farsi conoscere in tutto il mondo, oppure diffondere musica italiana con più facilità perché di fondo tutti scriverebbero canzoni in inglese. O magari si darebbe più visibilità ai nostri film (perché sarebbero recitati tutti in inglese e mezzo mondo capirebbe), invece oggi per fare qualche film in italiano siamo costretti a finanziarlo con i soldi delle tasse regionali o statali, in quando si dà per scontato che potrebbe non esserci un ritorno economico, visto che gli italiani sono pochi rispetto agli anglofoni. Un film in inglese trasmesso in America, se va male va come il film italiano che è andato bene.

Una lingua vale l'altra. I vostri avi non erano italofoni.

Aggiornamento:

@tiger non è solo per quello. Il mondo delle scienze internazionali parla inglese. Molti trattati sono scritti solo in inglese e gli italiani restano sempre indietro, tranne i benestanti che possono permettersi di viaggiare e imparare inglese. Oppure possono frequentare prestigiose scuole. Se l'educazione fosse impartita in inglese a partire dall'asilo, le possibilità di ciascun individuo sarebbero di apertura al mondo fin da subito, anche per quelli che non hanno grandi possibilità economiche.

5 risposte

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  • proca
    Lv 5
    4 anni fa
    Risposta preferita

    gli ignoranti sono come le barche in balia del mare , hanno bisogno di ancorarsi a qualcosa perchè hanno paura di perdere il controllo

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  • 4 anni fa

    l'italiano è stato imposto dall'alto, non dall'esterno. i nobili di tutta italia conoscevano l'italiano da nord a sud. Poi l'italiano viene spesso chiamato dialetto fiorentino standardizzato, immagino si possa considerare un approssimazione valida ma ci sono dentro molti altri dialetti come il milanese messo in modo massiccio da manzoni o il siciliano presente nelle opere di dante. Detto questo la situazione è comunque simile a quello che dici tu e mi dispiacerebbe abbandonare l'italiano per due motivi: 1 l'italiano rappresenta un po' l'eredità del latino e il latino non si merita di sparire per sempre. e poi l'inglese è una lingua più "ignorante" dell'italiano nata come lingua orale del popolo e non come scritta di cultura, motivo per cui ha un sistema di scrittura e pronuncia che non corrispondono e quindi mi dispiacerebbe che questa lingua diventasse l'unica.

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  • 4 anni fa

    Ipotesi fantasiosa, per riderci, del tutto infondata.

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  • 4 anni fa

    tralasciando l'elucubrazione, direi che l'idea di fondo è valida.

    io comunque sono una squattrinata eppure ho imparato l'inglese, imparare l'inglese o qualsiasi altra lingua con internet non è più una questione di soldi ma di voglia.

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  • 4 anni fa

    e quindi solo per diffondere i film , e le canzoni devo cambiare lingua? i nostri film e le nostra musica la conoscerebbero lo stesso se ci fosse il talento, è quello che manca ai musicisti e registi italiani di oggi, il cinema italiano del passato è famoso anche all'estero, perché c'era il talento, a hollywood tra i registi con più oscar ci sono fellini e de sica che ne hanno vinti ciascuno come spielgberg

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