Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 5 anni fa

Per favore riassunto del libro:Il bambino col pigiama a righe????

1 risposta

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  • 5 anni fa
    Risposta preferita

    Il protagonista di questo libro è Bruno un bambino di nove anni che è costretto al trasferimento da Berlino ad “auscit” a causa del lavoro del padre. La passione di bruno è esplorare e scoprire cose nuove. Con questo personaggio l’autore ci fa vivere una vicenda, che è stata sicuramente una delle peggiori avvenute nel corso della storia, attraverso gi occhi di un bambino, che sicuramente non capisce la gravità della situazione. Un bambino che subisce forti condizionamenti dai parenti ( in modo particolare dal padre), ma il cui modo di pensare ed agire resta innocente ed ingenuo. Il padre di Bruno lavora nell’esercito, ed’è a causa del suo lavoro che la famiglia è costretta al trasferimento, infatti “il Furio” dice che ha grandi progetti per lui. È un uomo molto rigido e attento al rispetto delle regole. Viene sempre ammirato dal piccolo Bruno, che lo vede come un idolo.

    Shmuel è l’amico di Bruno che vive dall’altra parte della rete con tutte l altre persone che indossano il pigiama a righe, è nato lo stesso giorno di Bruno, ed ‘è il suo unico amico in quel brutto posto chiamato “auscit”. Shmuel è l’unico motivo che spinge bruno ad andare avanti e a resistere alle noiose giornate che gli si prospettavano di fronte. In breve tempo diventa il suo miglior amico. Gli altri due componenti della famiglia sono Gretel e la madre, queste sono entrambe coscienti di quello che si verifica dietro la rete e degli orrori che si svolgono al suo interno, ma nonostante questo partecipano passivamente alle vicende. Con questo libro l’autore ci vuole dare l’idea della diversità con cui i due bambini vivono la vicenda. Infatti vivendo da parti diverse della rete vivono in due mondi completamente diversi, nonostante questo ne Shmuel ne Bruno sono completamente coscienti di quello che accade loro intorno. Le terribili cose che avvengono all’interno della rete vengono amplificate viste dal punto di vista di un bambino. E nonostante vivono in due mondi completamente diversi l’amicizia che unisce i due bambini è simbolo dell’uguaglianza tra gli uomini, uguaglianza che magari non viene compresa dal padre, ma che si vede in maniera evidente attraverso la figura dei bambini.

    COMMENTO:

    Questo libro mi è piaciuto molto, ha sicuramente un finale non scontato, e la sua lettura si adatta non solo ai ragazzi, ma anche agli adulti, è molto commuovente, gia dal titolo: che è naturalmente riferito al modo di vestire di Shmuel e di tutte quelle altre persone al di là della rete, che Bruno chiama appunto in pigiama Aiuta a non dimenticare il segno che l’olocausto ha lasciato all’umanità. Ci fa capire che tutti hanno dei sogni da piccoli e che inizialmente siamo tutti uguali, ma a causa dei pregiudizi verso le religioni, il colore della pelle e le altre nazionalità, spingono l’uomo a disprezzare gli altri, e come in questo caso, persino ad uccidere. E mette in chiara luce che il male che noi infliggiamo agli altri in qualche modo si ripercuote anche sulle persone a noi care. Bambini. Che hanno voglia di giocare, che non capiscono i grandi, che non sanno cosa sta accadendo attorno a loro. Perché vivono di favole che proprio i grandi desiderano annientare e basta, con il loro egoismo e con il loro egocentrismo.

    Certo si tratta di bambini che non sanno, a cui non viene spiegato, che non possono capire da soli, ragazzini che seguono l’istinto, che si accontentano di poco, giocando con quello che trovano, amando nella maniera più pura possibile.Un romanzo che prende spunto da una realtà recente, quella del nazismo, ma poi si distacca completamente dalla storia comune e cerca di arrivare al cuore delle persone, di questi due bambini che si trovano nel dolore ed hanno bisogno l’uno dell’altro, che si danno appuntamento vicino al filo spinato, ad un passo dall’altro, ma costretti ad essere separati da quella linea arrugginita, fino al grande gesto, quando il bambino libero, che vive al di fuori, decide di entrare nel campo di concentramento per andare incontro all’amico e alla sua nuova vita e non il contrario, come sarebbe pensabile per un qualsiasi uomo.

    Una frase che mi ha colpito molto è stata: “Bruno cercò di tornare alla lettura, ma aveva perso ogni interesse per quel libro, ormai. Rimase a guardare la pioggia e si chiese se anche Shmuel, dovunque fosse, stesse pensando a lui e se le loro conversazioni gli mancassero quanto mancavano a lui." In questo frammento si può notare il tono malinconico di un'amicizia reale, il protagonista si era realmente legato al bambino Ebreo, e non vede nessuna differenza tra loro due.

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