Riassunto dettagliato di De Amicis sull'oceano?

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E' per l'esame di letteratura sull'emigrazione, 10 punti al migliore!

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  • 5 anni fa
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    Pubblicato per la prima volta nel 1889 e subito accolto da grande successo, Sull'Oceano racconta la navigazione da Genova a Montevideo compiuta dall'autore sul piroscafo Nord America nella primavera del 1884. Insieme a De Amicis erano imbarcati 1800 passeggeri che speravano di trovare nel Sud America una vita migliore. Più che un libro di viaggio, Sull'Oceano è dunque un vero e proprio romanzo sociale, il primo, e uno dei pochissimi, che affronta il tema dell'emigrazione proposto nella sua fase più lacerante, quella della partenza e del distacco dalla patria. Quasi un controcanto a quella piccola epopea dell'arrivo nella nuova terra che è il racconto Dagli Appennini alle Ande, uno dei più celebri tra quelli inclusi in Cuore.

    Questo poco noto romanzo di Edmondo De Amicis narra dei ventidue giorni di navigazione che lo scrittore trascorse realmente a bordo del piroscafo Nord America, che partì da Genova nel marzo 1884 e raggiunse Montevideo, capitale dell’Uruguay. Lo scrittore imperiese ci regala un diario di bordo fedele, spaventato e a volte sin troppo zelante, difetto spesso contestatogli dal Carducci, della vera anima che spinge la prua dell’imbarcazione: la speranza. La speranza è tutto ciò che fa sviluppare la struttura narrativa, le emozioni, il tempo, e rimane specchio fedele dell’attesa, fobia comune a tutti quelli che affrontano il mare. Della trama posso raccontarvi ben poco, perché raramente segue un filo logico o temporale, in quanto, essendo racconti reali in presa diretta, intreccia e rappresenta le difficoltà, i sogni e le sfortune di altri milleottocento passeggeri, testimoni dei diversi strati della società di allora, che possedeva del Nuovo Mondo conoscenze poco maggiori da quelle post colombiane. Potrei citare la storia del moribondo contadino piemontese che porta con sé tutta la sua vita, ovvero il suo bestiame, abbagliato dal desiderio di farlo pascolare nelle sterminate pampas argentine, o quella della festa tenutasi per festeggiare il superamento della linea dell’equatore, vero archetipo delle paure e dei dubbi sulla conclusione di un così lungo viaggio. La qualità che De Amicis aggiunge a questa cronaca è la sua discrezione: una forma di timidezza che ha lo scopo di offrirci i fatti proprio come lui li incontrò, sorprendendoci di ciò che lo stupì e intimorendoci di ciò che lo deluse, effetti di un innato altruismo verso le vicende di stampo giornalistico. Quest’opera, che oggi verrebbe definito BLOG, un diario di viaggio nel quale ognuno di noi può decidere autonomamente di inserire pensieri e foto nella rete, pone un duro confronto: l’emigrazione del ventunesimo secolo affonda le sue radici comuni nella disperazione, nella guerra e nella mancanza di prospettive, la fuga che ci racconta De Amicis parte anch’essa da condizioni di miseria, ma non lascia dietro di sé la rinuncia a qualche cosa, quanto l’aspettativa di una vita di migliore. Dopo un iniziale successo “Sull’Oceano” ebbe l’incolpevole difetto di uscire quasi contemporaneamente al planetario successo di “Cuore” venendone schiacciato nella popolarità e quindi nel ricordo. Grazie a chi ne rischia la riedizione intuendone la forza e l’attualità.

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