Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoPolitica e governo - Altro · 5 anni fa

LA CRISI NON è PASSEGGERA, NE CASUALE. VEDIAMO PERCHE'....?

1 risposta

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  • 5 anni fa
    Risposta preferita

    niente male semplice e schematico.

    per me boh non lo so dove vogliono arrivare fatto sta che ora come ora hanno deciso che la parziale ripresa economica del paese si fa sulle nostre spalle, vale a dire eliminazione dei diritti sindacali e lavorativi (v. jobs act), contratti a termine e ricattabilità (idem), demanzionamento addirittura (a che serve assumere una signora delle pulizie e una bidella se la bidella può pulire i cessi?), eliminazione dei servizi pubblici (appaltando a privati che ci devono guadagnare sopra rendendoli difficilmente accessibili a molti), disinteressamento verso diritti fondamentali quali una casa e tutto il welfare più in generale (non hai una casa?càzzi tuoi, l'hai occupata o non puoi più pagare l'affitto? ti sfrattiamo, sei disabile vecchio o malato? càzzi tuoi ti sfrattiamo uguale, case popolari? macchè, ti ritrovi a vivere in stazione senza cibo e servizi igenici? vai alla caritas che problema c'è ecc. ecc.).

    Insomma come succede in molti paesi per aumentare la competività bisognerà mettere la gente nella condizione di dover per forza lavorare, in primo luogo, in secondo luogo di dover lavorare ai prezzi e condizioni imposti senza poter dire a, in terzo luogo di stare talmente male da dover anelare a posti di lavoro migliori che si ottengono con l'autoschiavizzazione e l'insana competività verso qualunque collega di lavoro.

    Molto importante questo ultimo punto perchè previene ed alimenta i due punti prima, vale a dire che se per campare dignitosamente devi sputare in faccia al tuo collega si prevengono problemi come l'aggregazione la solidarietà reciproca gli scioperi e tante altre sciocchezzuole che potrebbero intralciare, il tutto in un disegno di atomizzazione della società in atto ormai da tempo per il quale ogni individuo è solo e slegato dal contesto in cui opera.

    ecco, quindi, quando vi dicono meritocrazia leggete i sottotitoli.

    per ogni meritevole ci sono che ne so 50 persone sotto un ponte molti disoccupati centinaia e centinaia di precari qualche posto fisso mal pagato qualche dipendente comunale e forse qualche sottoposto messo un pò meglio, è un pò come giocare al lotto con la differenza che per vincere fòtti metà dei tuoi amici e conoscenti fate un pò voi.

    poi se vi va bene il precariato ebbè ce l'avete presente tutti quei bei cinesini nelle fabbriche che lavorano minimo 10 ore al giorno che dormono lì e non vedono mai la luce del sole... ecco, quelli sono dei lavoratori modello, stanno zitti, non si lamentano, non parlano tra di loro e nemmeno scioperano, al massimo si suicidano talmente che son bravi.

    riflettete gente riflettete

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    E tutto nacque quel lontano dì con l'industrializzazione quando decisero che senza di loro dovevamo morire di fame.

    Ora secondo me stanno ancora in parte al primo punto cioè a cercar di costringere la gente a lavorare per forza pena il diventare barboni a vita esiliati dalla società a mangiare pasta al sugo della caritas per tutta la vita e fare l'elemosina per entrare in metro.

    Alleati in questo caso (oltre i contratti sopra descritti, l'eliminazione di servizi gratuiti, welfare ecc.) sono tutte quelle cose che impediscono l'appropriazione diretta di beni soprattutto se di prima necessità, cioè l'abbassamento della tollerabilità verso il furto nelle sue forme (anche leggere), l'aumento del controllo poliziesco in generale per prevenire anche l'insorgere di pensieri del genere in persone non avvezze, forme di controllo a distanza come telecamere che appunto più che curare dissuadono e rendono la sopravvivenza senza lavoro più difficile anche solo nell'immaginario collettivo, tornelli e controlli sui mezzi pubblici ad esempio svolgono la stessa funzione.

    Perchè, il punto è questo, non sono cose non superabili, fino a quanta trent'anni fa ma pure venti o di meno la gente campava uguale ci si aiutava se c'era un problema, sono ostacoli non superabili singolarmente.

    Mi spiego meglio, in una società in cui ognuno è singolo ognuno è atomo che non ha relazioni continuative con persone nella sua stessa condizione sociale e dunque con i suoi stessi bisogni, un problema che è collettivo diventa un problema dell'individuo e quando un individuo cerca di risolvere un problema del genere da solo, soprattutto in luoghi con persone a lui ostili (che può essere il barbone che ruba in un supermercato al centro o il ragazzino di periferia che cerca di tornare a casa con la metro senza pagare ma viene fermato dai controllori in zone più o meno ricche o centrali) va a finire generalmente male.

    Per questo inviterei chi ha avuto la pazienza ed il coraggio di leggere fino qui a riflettere anche sulle finalità del controllo che spesso viene proposto, al di là di falsi moralismi che nè io nè molti altri credo sentano propri.

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