Religione: Potreste spiegarmi con quali forme espressive fate vivere il biblico: ''..... non ti mostrare eccessivamente saggio'' ?

Religione.

Ecclesiaste 7, 16 = ''Non divenire troppo giusto e non ti mostrare eccessivamente saggio. Perché dovresti causarti desolazione?''

Con quali quotidiane forme di approccio praticate quel ''non ti mostrare eccessivamente saggio'' ?

Con un linguaggio che, nella maggioranza dei casi, sia enigmatico ed inavvicinabile, a beneficio della sola persona che lo scrive?

O con un linguaggio che in molti possono capire, indirizzato, dunque, alla maggioranza ?

A beneficio di chi parlate?

Avete bisogno di uno che vi interpreti, quando scrivete?

Aggiornamento:

@ Gentilissimo Lo Sporco, non avevo affatto messo in dubbio il ''Non giurare'' di Cristo. Ci mancherebbe :-) Lo rispiego qui: trasmettendoci di ''non giurare'', Cristo ci ricordò di dire la verità. Uno che dice la verità non ha bisogno di giurare, offrendo garanzie su ciò che dice. Il più è del malvagio. Il ''sì'' significhi sì, il ''no'', no. Uno che ricorra spesso al giuramento, invece, lascia capire che quando non giura potrebbe anche dire fesserie.

Aggiornamento 2:

Il tuo ''equivoco'' nei miei confronti nasce semplicemente dal fatto che non riesci ad accettare che la lapidazione realmente era una misura richiesta da Dio nei confronti dei trasgressori di un tempo. Prova a chiederlo al sacerdote della chiesa cattolica che frequenti od anche ai sacerdoti di altre chiese e vedrai, saranno tutti d' accordo con me.

Aggiornamento 3:

@ Gentilissimo Enzo, ti leggo sempre con piacere. Relativamente a me, ti dico che fino alla seconda decina di anni (compresa) mi esprimevo anche con vocaboli di centinaia di anni fa. Li andavo a studiare apposta perché mi piacevano. Poi, varie situazioni hanno sempre più informato il mio cuore che quelle forme non erano quelle che Cristo desiderava da me. Sebbene non lo fossi, rischiavo spesso di esser preso per un ''montato''.

Aggiornamento 4:

Questo, ora, non significa che io non studi o non faccia approfondimenti anche difficili ( mi piacciono le lingue antiche in cui fu scritta la Bibbia ) ma mi sforzo affinché anche discussioni su temi ''difficili'' risultino a beneficio del popolo. Potrei optare anche per altre versioni di me stesso, nello stile della scrittura. Se, però, vengo capito per me ha più valore degli stili di cui anche potrei far uso.

Aggiornamento 5:

1 Corinzi 2, 1- 5= E così io, quando venni da voi, fratelli, non venni con superiorità di parola o di sapienza dichiarandovi il sacro segreto di Dio. 2 Poiché decisi di non sapere nulla fra voi eccetto Gesù Cristo, e lui al legno. 3 E venni da voi con debolezza e con timore e con molto tremore; 4 e la mia parola e ciò che predicai non consistettero in persuasive parole di sapienza, ma in dimostrazione di spirito e potenza, 5 affinché la vostra fede fosse non nella sapienza degli uomini,

Aggiornamento 6:

ma nella potenza di Dio.

Aggiornamento 7:

1 Corinzi 14, 19 = ''Ma nella chiesa preferisco dire cinque parole intelligibili per istruire anche gli altri, che dirne diecimila in altra lingua"

Aggiornamento 8:

@ Renato M = ''non ti mostrare eccessivamente saggio'', o ''non fare il saggio in modo eccessivo'' o ''non fare troppo il saggio'' o ''non fare il saggio troppo'' si equivalgono.

4 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    5 anni fa
    Risposta preferita

    Non dice così: in realtà dice: "Non fare troppo il saggio". Tutto ciò che è troppo è sbagliato.

    Essere saggio è sempre giusto, ma "fare il saggio" può non aiutare la persona che hai davanti. Bisogna saper distinguere volta per volta, caso per caso, cosa sia meglio fare.

  • Enzo
    Lv 5
    5 anni fa

    La parola è medio di Verità. In questo credo molto, ho tempra di umanista, e sempre davanti l'esempio del latino.

    Non si tratta di scrivere 'complicato', ma di scrivere in maniera tale che il messaggio sia all'altezza della dignità dell'uomo, cioè non riducibile prosaicamente, a messaggio lineare, portabile, frantumabile, perché ciò non corrisponde alla profondità delle nostre meditazioni, che la parola deve comunicare ad altri, aventi essi pure la stessa profondità interiore.

    Deve sempre restare un non-detto.

    C'è un'attinenza, certamente, col passo citato. Un linguaggio 'aperto', rappresentativo, è un messaggio che non possa essere ricevuto passivamente dall'interlocutore: e che nell'interpellare sempre chi legge, esso faccia possibilmente di chi scrive soltanto un portavoce: "Lui deve crescere e io diminuire", disse il massimo dei profeti.

    Dovendo poi avere sempre davanti l'esempio del Redentore, ricordiamo anche quelle parole: "Parlo loro in parabole, affinché non capiscano...": un passo che viene in genere interpretato come paradosso o metafora di altro (possibile mai, si dice, che Egli voglia proprio che alcuni non capiscano?); e che invece significa pressappoco quello che ho provato a dire.

  • ?
    Lv 7
    5 anni fa

    Ah, per essere poco saggio a me basta essere "nature".

  • Finalmente incominci a capire le mie risposte.

    Questo é quello che dissi a qualcuno e significa quello che hai detto tu.

    Chiunque dice io sono nel giusto in realtá sta nel torto e chiunque dice io sono nel torto probabilmente é una persona sincera.

    Gesú diceva di non giurare mai.

    Questo vuol dire che non siamo nessuno per sentirci i migliori.

    Poiché quel non giurare mai significa che siamo tutti nell'incertezza e che nessuno puó dire di essere giusto.

    https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20...

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.