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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 4 anni fa

Esiste in Europa un popolo così opportunista e cambia-bandiera come quello italiano?

Basta guardare entrambe le guerre mondiali. Durante la prima guerra mondiale l'Italia dichiara la propria neutralità all'impero austro-ungarico. Poi quando per la prima volta si è messa in dubbio l'invincibilità della Germania e dell'impero autro-ungarico ecco che l'Italia affamata di nuovi territori stipula il patto di Londra con l'Intesa, all'improvviso volta le spalle all''impero austro-ungarico e lo attacca. Anche se in termini bellici la guerra era una disfatta per l'Italia (si parla di 650.000 soldati italiani caduti). Ma alla fine l'Intesa ha comunque vinto contro le potenze dell'Asse ed ecco che all'Italia vengono assegnati territori, prevalentemente manco abitati da italiani.

Comunque la guerra è finita, l'Italia era tra i vincitori, l'Italia ha occupato nuove terre, ed ecco che ancor oggi si parla della gloriosa guerra, dei gloriosi caduti.

Passando alla seconda guerra mondiale ecco di nuovo gli italiani a guardare di nuovo ai loro interessi. Eleggono Mussolini che promette altra gloria all'Italia, quando la Germania con Hitler sembra essere invincibile ecco che gli italiani si alleano con loro ed entrano in guerra affamati di altre conquiste territoriali come durante la prima guerra mondiale. Tutto procede fino a quando la Germania subisce duri colpi dagli alleati ed ecco gli italiani opportunisti voltano le spalle alla Germania e aiutano gli alleati.

Dopo la guerra ecco che la massa comincia a condannare il fascismo che prima appoggiava.

Aggiornamento:

La massa condanna la guerra, parla di soldati mandati al fronte inutilmente, parla delle perdite che l'Italia ha subito ecc.

Diventa chiaro che il concetto non è condannare il fascismo per se, ma condannare il fascismo perché non ci ha fatto vincere.

Per la prima guerra mondiale vale che la masse di soldati morti sono morti per la patria e che le conquiste a fine guerra erano gloriose conquiste.

Aggiornamento 2:

Per la seconda guerra mondiale visto l'esito negativo ecco che i soldati morti erano povere vittime e l'intera guerra italiana era una cosa insensata.

Ovviamente è chiaro che se l'esito fosse stato come durante la prima guerra mondiale i libri di storia parlarebbero degli attacchi bellici italiani come di gloriosi combattimenti per la patria e di come i caduti fossero degli eroi della patria.

Praticamente come si parla per la prima guerra mondiale.

Aggiornamento 3:

Anche nel dopoguerra le cose non sono cambiate. Da una parte gli opportunisti che credevano negli interessi ad essere alleati agli americani, dall'altra parte quelli che credevano nell'interesse ad essere alleati con i sovietici.

Dopo il colasso dell'URSS all'improvviso in un attimo spariscono anche questi secondi, come se non fossero mai esistiti. Oggi, quando le cose non ci vanno più tanto bene e vista la confusione di potenze a livello internazionale ecco che gli italiani si sentono persi.

Aggiornamento 4:

Ma comunque fino a quando la NATO sarà la prima potenza militare è ovvio che gli italiani appogeranno di farne parte.

Tutta questa storia del popolo italiano del ventesimo e ventunesimo secolo mi fa vomitare.

Popolo opportunista, senza spina dorsale, prima si allea con te dopo ti volta le spalle.

Elogia comattimenti andati a buon fine e condanna come crimini quelli andati male anche se l'obbiettivo era lo stesso.

2 risposte

Classificazione
  • 4 anni fa
    Risposta preferita

    Ciascuno Stato opera al fine di perseguire degli obiettivi territoriali, economici o politici e per tutelare i propri interessi nazionali. Così il Regno d'Italia alla vigilia della Prima Guerra Mondiale scelse dapprima la neutralità e poi decise di intervenire al fianco dell'Intesa nel conflitto. In quei mesi furono condotte frenetiche trattative sia da parte delle Potenze dell'Intesa sia degli Imperi Centrali per assicurarsi l'alleanza italiana e l'intervento in guerra. L'Italia voleva annettersi le terre irredente (Trento e Trieste) ancora in mano all'Austria-Ungheria dal 1866, prevalentemente abitate da italofoni, e assicurare la frontiera orientale lungo la linea di displuvio dell'arco alpino. L'Austria-Ungheria si rifiutò di ottemperare agli obblighi sottoscritti con le clausole della Triplice Alleanza (art. 7 sui compensi territoriali in caso di espansione della Duplice Monarchia nei Balcani) e quindi l'Italia era più che legittimata ad aderire all'Intesa firmando il Patto di Londra, che le prometteva in caso di vittoria non solo Trento e Trieste, ma anche l'Istria, la Dalmazia, l'Alto Adige-Sud Tirol e il protettorato sull'Albania oltre a eventuali compensi coloniali. Lo stesso discorso vale per la partecipazione italiana alla Seconda Guerra Mondiale: Mussolini si riprometteva di acquisire la Corsica, Nizza, la Tunisia, Gibuti a spese della Francia e Malta, l'Egitto, il Sudan, il Somaliland britannico a spese del Regno Unito. Poi, vedendo profilarsi la disfatta imminente e dopo aver subito ingenti perdite umane e materiali in patria e sui vari fronti di guerra (Etiopia, Libia, Grecia, Jugoslavia, Albania, Russia), il re Vittorio Emanuele III ha destituito il Duce già sfiduciato dal voto del Gran Consiglio del Fascismo. Non mi pare che gli altri popoli e governi europei, Gran Bretagna in primis, si siano mai fatti un problema nel perseguire e salvaguardare i propri interessi nazionali anche a costo di voltafaccia nei confronti degli ex alleati.

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  • 4 anni fa

    Non è proprio così.

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