"Grazie a Dio, sono ateo!!!"?

Dal titolo penserete, "Cosa significa? Cosa intendi dire?", guardate, è davvero una storia lunga la mia, perchè per anni, praticamente fino a circa un anno e mezzo fa, sono praticamente rinato, mi sono liberato come di un qualcosa che pensavo fosse mio, ma che in realtà è sempre stato in forte contrasto con me stesso, di cosa parlo? Parlo proprio della religione. Fin da bambino, come penso la maggior parte di voi ha praticato catechismo, sono praticamente cresciuto cosi, con la prima confessione, la prima comunione e la cresima. Bene, era un periodo quello in cui alcune volte andavo a messa la domenica, però già da li non provavo un reale interesse nel voler andarci, sentivo solo il "dovere" di andarci, cioè non la voglia. In realtà io da sempre non ho mai provato interesse nella religione, anche perchè dopo tutte le varie cerimonie non ho più messo piede in una chiesa (anche per altre ragioni come persone che mi stavano molto antipatiche), non pregavo praticamente mai, ne prima di mangiare, ne al mattino, ne alla sera, solo quando andavo al cimitero a trovare qualche mio caro. Però cos'è che ho sempre pensato, ho pensato di credere che esistesse Dio, non ho mai conosciuto realmente la mia religione, il significato dei vari testi sacri, il perchè esistono ecc. no, ero un non praticante ma credente senza sapere nulla della religione cattolica cristiana. Qualche anno fa mi ricordo pure di aver inviato domande sulle bestemmie e del fastidio che provavo a sentire.

Aggiornamento:

Anche oggi non bestemmio (praticamente non ho mai bestemmiato in vita mia), perchè lo trovo inutile, però fino a qualche anno fa la sentivo proprio come un fastidio, come qualcosa di assolutamente ingiusto. Oggi invece ci faccio meno caso, ma è una delle attenuanti di poca rilevanza. Spesso ho provato diffidenza verso i preti, sacerdoti ecc. ma questo già fin da bambino (con tutte le notizie di stupri, violenze ecc.) e questo è stato uno dei motivi che mi ha allontanato dalla chiesa ma non

Aggiornamento 2:

proprio dalla religione. Quando ho cominciato ad avere dubbi? Quando a scuola, in quarta superiore, abbiamo affrontato il tema del perdono nell'ora di religione. Io arrivavo praticamente da situazioni non facili con alcune persone con cui ho avuto più volte degli screzi, che ho perdonato, ma che non sono mai cambiate con il tempo e allora decisi di mollarli e lasciarli perdere. Questo secondo la religione è sbagliato, perchè discutendone ho capito che si faceva del perdono come un atto dovuto.

Aggiornamento 3:

Trovavo tutto questo ingiusto e contrastante con i miei principi e soprattutto con me stesso, perchè sapevo benissimo che cosi facendo mi mentivo. Il concetto del "porgi l'altra guancia" è stata la prima scossa che ha fatto si che io cominciassi ad allontanarmi sul serio, per poi passare alla fase successiva, cioè a Dio. Si dice che Dio porta gioia, amore ecc. però non ti permette di amare te stesso, non permette di credere nelle proprie potenzialità, ad essere una testa pensante, ad agire

Aggiornamento 4:

propriamente, no, praticamente non bisogna mai porsi dubbi, mai questionare, se devi fare un gesto (tra cui pure perdonare) falla in nome di Dio. Anche questo l'ho trovato veramente strana come cosa e allora da là ho notato la contraddizione. Da lì ho capito che le religioni in generale sono sempre state strumento di controllo e davvero mi dico spesso da parecchio "meno male che ho messo tutto in discussione" e finalmente ho capito chi sono e che in realtà lo sono sempre stato, ma avevo paura

Aggiornamento 5:

di fare ciò, avevo paura di remare contro, molto probabilmente per la mancata consapevolezza che un bambino o un adolescente possiede, per l'ingenuità, per tanti motivi. Poi, un'altra cosa, perchè perdonano i malfattori, gli assassini, i terroristi ecc. e gli omosessuali sono considerati feccia? Ecco un'altra contraddizione della religione. Ho capito anche che le religioni, piuttosto che unire, dividono (alla faccia della misericordia e della fratellanza). In nome di Dio, nei millenni,

Aggiornamento 6:

sono stati commessi i peggiori misfatti, per cui preferisco amare me stesso (solo cosi si può davvero amare anche il prossimo) piuttosto che un Dio, perchè le religioni hanno sempre avuto cambiamenti, alcune sono pure sparite, per cui, potrei citare altre attenuanti ma mi limito a questo (sono anche stato fin troppo lungo).

Aggiornamento 7:

Guarda Enzo, con la tua affermazione preferisco non commentare, posso solo compatirti, anzi, vi insegnano questo a voi, a compatirvi l'un l'altro, in modo tale che siate dei poveri relitti da raccattare.

9 risposte

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  • 5 anni fa
    Risposta preferita

    Cosa disse Gesù?

    "Ama il prossimo tuo come te stesso". Quindi dobbiamo amarCI e fai benissimo ad amarTI.

    Come possiamo infatti "amare" il nostro prossimo se la chiesa continua a dirci che siamo peccatori, indegni, miserabili, vermi di terra... ecc.?

    Se dobbiamo continuamente batterci in petto ed accusarci di non fare mai abbastanza o di non essere mai degni dell'amore degli altri o di dio?

    Come facciamo ad amarci se costantemente ci viene rinfacciato il sacrificio di Cristo per i nostri peccati?

    E che 2 balle!!!

    Sai, anche io, giusto l'altro giorno, ho fatto una chiacchierata con il parroco (che voleva vedermi dopo aver saputo che non sono più credente) e il succo del discorso è che secondo lui mi faccio troppe domande, che uso troppo la logica e la ragione e che dovrei tornare (si... TORNARE) a scuola di teologia per ritrovare la fede.

    E' come hai detto tu. Non vogliono che ragioniamo con la nostra testa.

    Ed è anche il motivo per cui non vogliono che i fedeli leggano la bibbia da soli.

    "La bibbia va interpretata", "Ve lo spieghiamo noi cosa c'è scritto".

    Quante volte l'ho sentito dire.

    Ed è così.

    I credenti non leggono la bibbia. I credenti leggono le spiegazioni che vengono date alla bibbia.

    "C'è scritto questo, ma significa quest'altro".

    Ma vaff.....

    Hai fatto benissimo a liberarti da tutte queste catene.

    E lo vediamo ogni giorno quali sono le conseguenze "dell'amore cristiano" e della religione (biblica più che altro) in generale.

    Divisioni, intolleranze e perfino violenze. E dio che fa? Se ne sta lassù con le braccia incrociate continuando a ripetere: "Mi spiace, ma siete liberi di fare ciò che volete e nonostante io sia onnipotente non posso intervenire. Quindi lascio che vi ammazziate gli uni gli altri per amore vostro."

    Non lo senti quel bel vaffan.... che preme prepotentemente sulla lingua? Io si.

  • 5 anni fa

    Sai cos'è il vero orrore delle religioni?

    È la realizzazione di un mondo fatto di persone con i cervelli a tenuta stagna!

    Se noi guardiamo i bambini (o anche i cani) a loro piace ascoltare (annusare) il diverso: il perché siamo atei, il perché siamo stanchi, il perchè siamo calabresi, il perché siamo cinesi, il perché portiamo gli jeans stracciati, etc. etc. etc.

    Se noi guadiamo l'uomo adulto medio, invece, a lui non gli interessa più niente!

    E questo perché nella testa del cittadino medio regna la paura per il diverso: tutto è mafia o nella migliore delle ipotesi ... tutto è stupido.

    Detta diversamente le religioni (quindi anche l'agnosticismo, la miscredenza, la democrazia e la lega lombarda) ci tolgono il senso della curiosità.

  • Gioel
    Lv 5
    5 anni fa

    E stai anche perfezionando il senso dell'umorismo, visto come hai scritto la domanda :D

    A dirla tutta, a me è sempre fregato poco, non ho mai avvertito alcun tipo di interesse in queste cose, ne un qualche bisogno interiore, creod sia per questo che non ho mai avuto tanti dubbi su questo argomento, se non sei coinvolto emotivamente la religione non può nemmeno confonderti più di tanto. Ci andavo da piccolo ovviamente per obbligo, due palle tutte le domeniche dover andare a sta roba, e pensa un po' che **** proprio l'unico giorno che non c'era la scuola :D

    Ma poi che senso ha mandare un bambino a fare catechismo? Ma cosa vuoi che ci capisca un bambino...ma poi gli interessa veramente? O interessa al genitore? Ma sul serio, perché gli adulti devono sempre riflettere le loro cazzate mentali sui bambini?

    Che poi quanti sono a messa i veri credenti? Secondo me un 10% scarso, chi ci va lo fa...perché ha sempre fatto così, è sempre la solita storia, la maggior parte delle persone non si pone dubbi, viene insegnato a vivere in un modo e la gente si limita a seguirlo, si è creata una massa di svogliati che si limita a tirare avanti.

    Complimenti ad Antonio Scalzo, ha detto una cosa fantastica che penso da un po', mi sa che dovremmo essere noi ad imparare dai bambini

  • 5 anni fa

    Non sei il solo che ha fatto questo tipo di percorso, pensa a Umberto Eco per esempio, magari non per le ragioni che hai descritto tu, però anche lui, per le sue ragioni, si è convertito (per cosi dire) all'ateismo. Anche io mi sono spesso posto degli interrogativi riguardante i vari credi religiosi, però penso che crescendo sia ovvio porsi delle domande, non rimproverarti più di tanto, anche perchè si sa che quando siamo più piccoli siamo più influenzabili e passivi, poi quando si cresce le cose, tendenzialmente, cambiano e sei più forte e autonomo e non sei cosi dipendente dai giudizi altrui e sei più smaliziato (in questo senso meno male, però purtroppo c'è chi, anche se non penso siano tanti, che ancora non hanno quel livello di maturità e consapevolezza che gli permette di fare dei ragionamenti più approfonditi). Comunque sono d'accordo in gran parte col tuo discorso, ad esempio sul perdono, che non dev'essere un atto dovuto, ma, come qualsiasi emozione e sentimento, deve venire spontaneo, deve venire dal cuore, non può essere un atto forzato, perchè siamo noi padroni della nostra vita e sinceramente preferisco seguire i miei istinti piuttosto che le varie speculazioni clericali. Un altro punto interessantissimo è appunto "amare se stessi". Pensa, la religione dice "ama il prossimo come te stesso" ma cosi facendo non puoi far altro che odiarlo, perchè non hai amore per te stesso, figurati per gli altri, è come se pretendi di versare dell'acqua in un bicchiere ma con una bottiglia vuota. Una delle domande più interessanti da te esposte, bravo Big.

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  • Anonimo
    5 anni fa

    Grazie a chi?

  • 5 anni fa

    non sei veramente ateo tu credi in qualcosa semplicemente non riconosci quello che ti hanno insegnato da bambino,non l'hai fatto tuo,non hai provato la vera conversione.ora il mondo sta andando in questa direzione,molta gente si allontana dalle religioni con la convinzione che portano dissidie e divisioni,resta fedele in cuor tuo al Cristo,il figlio di Dio,è lui l'unico salvatore e l'unico Dio

  • Anonimo
    5 anni fa

    Grazie a Dio, sono a lui credente, e non solo, ma Dio si rivela verso chi lo prega!

  • Enzo
    Lv 5
    5 anni fa

    Io so per certo che non mi succederà mai di incontrare un ateo che esponga la dottrina cattolica senza falsificarla o equivocarla gravemente. Per cui ringrazio Dio pure io. Buona giornata.

  • Anonimo
    5 anni fa

    Dio non c'entra con la tua conversione all'ateismo; si è trattato di una "prevalenza della logica".

    Hai osservato ciò che predicano e fanno le varie chiese e hai dedotto che non ti piace.

    Ciò che predicano e fanno le varie chiese non ha nulla a che fare con la Religione, Re-Ligare l'uomo a Dio.

    La Religione cerca di dare risposta a domande come Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Che scopo ha questa vita mortale? Perché la sofferenza la morte? ecc.

    La posizione atea è di disinteresse per queste domande, frutto della convinzione che non ci siano risposte. La Logica infatti non può dare risposte, che possono arrivare solo da una indagine mistica. La Logica è una ottima serva ma una pessima padrona. La Mistica dovrebbe guidare la Logica, se si vuole capire questa vita e chi siamo in realtà.

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