Perché i costruttori di TV e monitor sono passati dal 3:4 al 16:9 quando è stata lasciata la tecnologia del tubo catodico?

1 risposta

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  • 4 anni fa
    Risposta preferita

    Assumiamo che il formato 16:9 sia preferibile, il chè è discutibile ma è giusto per non perdersi in questa diatriba dato che alla fine è una cosa "irrisolvibile" nel senso che ognuno ha i suoi vantaggi e svantaggi ( e personalmente ho una leggera preferenza per il 4:3 che diventa fortissima preferenza se si tratta dei monitor dei computer ). Fatta questa assuzione concentriamoci sulla questione più tecnica, cioè il cambio di tecnologia da tubo catodico a "cristalli liquidi" e "plasma".

    Lo schermo a tubo catodico funziona emettendo un fascio di elettroni, inizialmente centrale, che va a colpire i fosfori presendi sul retro della superficie trasparente dello schermo facendoli illuminare. Per produrre le immagini questo fascio deve poi essere deflesso (in verticale e in orizzontale) utilizzando campi magnetici( o più raramente elettrostatici) e poi variando l'intensità del fascio mentre questo scansiona l'estensione dell'immagine. Dovendo il fascio essere deflesso dal centro risulta chiaro che la forma più naturale per lo schermo risulterebbe essere quella circolare(fissato un angolo massimo dal centro) oppure se si fissano gli angoli in verticale e orizzontale uguali si otterrebbe quadrato. Fare uno schermo 16:9 a tubo catodico significa avere la deflessione orizzontale molto più accentuata di quella verticale. Se si considera poi anche il fatto che per ottenre il colore i fosfori erano divisi per i 3 colori e il fascio per colpire in modo selettivo ciascun colore era emesso da tre cannoni elettronici e doveva attraversare il foro di una griglia. E se idealmente potrebbe sembrare facile fare una griglia i cui fori corrispondano alle posizioni dei fosfori se il raggio è perpendicolare allo schermo più si è lontano dalla perpendicolare e più diventa difficile, considerando anche il fatto che negli ultimi anni le televisioni a tubo catodico avevano abbandonato lo schermo curvo per quello piatto (e che si dovevano evitare profondità eccessive del televisore) appare chiaro che applicare un formato 16:9 ad un televisore a tubo catodico dove l'angolo di deflessione in orizzontale(e di incidenza sullo schermo) sono molto più accentuati che in verticale potesse essere problematico(ma non impossibile, infatti sono stati fatti dei widescreen CRT, anche a schermo piatto e di dimensioni di tutto rispetto per un CRT come 40")

    Invece sostanzialmente per plasma ed LCD ogni pixel e subpixel fa da sè e contribuisce a formare l'immagine indipendentemente (dietro c'è solo la retroilluminazione negli LCD), quindi non c'è nessuna geometria in gioco e per questo si possono fare schermi con qualsiasi rapporto dimensionale e non solo piatti ma persino con superfici concave invece che convesse come i CRT. E un discorso analogo vale anche per le dimensioni infatti i monitor CRT per aumentare di dimensioni dovevano aumentavano in volume e un televisore CRT da 38-40" era già un bel bestione e arrivare a dimensioni tuttosommato relativamente comuni oggi come 50-60" avrebbe comportato un televisore di dimensioni e peso difficilmente gestibili. Inoltre se ci pensi dato che gli schermi LCD e plasma sono sostanzialmente formati solo da una superficie(per quanto composta da vari strati) e quindi il loro costo è influenzato direttamente dai centimetri quadrati dello schermo. un 16:9 a parità di diagonale ha meno superficie di un 4:3. Per esempio uno schermo 42" 4:3 ha una superficie di 5,463 cm^2 mentre un 42" 16:9 ne ha 4,863 cm^2

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