Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 4 anni fa

Qual'era l'educazione di un buon soldato romano?

Qual'era la sua vita,come faceva il soldato romano ad essere più forte di 100 nemici(come diceva un detto),qual'era la sua alimentazione,quanto si allenava e come si allenava

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  • 4 anni fa
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    Nel corso della sua storia l'esercito romano ha attraversato diverse fasi evolutive, che lo hanno reso per secoli la macchina da guerra più poderosa e versatile del bacino mediterraneo. Dalla legione arcaica su base tribale si passò a quella oplitica su base timocratica (fondata sul censo, cioè sulla ricchezza), per arrivare alla legione manipolare e infine a quella coortale, che combinava forza d'urto e flessibilità. Il soldato romano da cittadino in armi diviene sempre più un professionista nell'arte della guerra, stipendiato dallo Stato: l'arruolamento è volontario, ma in caso di necessità si ricorre alla coscrizione obbligatoria e addirittura all'affrancamento di schiavi e alla promessa del conferimento della cittadinanza al termine del periodo di ferma. In età imperiale il soldato romano si arruolava in genere in un'età compresa fra 17 e 23 anni, ed erano considerati abili e arruolabili tutti i cittadini romani fra i 17 e 46 anni. Il servizio militare in età augustea durava 16 anni (poi prolungati a 20). Elemento fondamentale dell'esercito romano era la disciplina: non erano ammessi atti di insubordinazione o di eroismo individuale, puniti con pene che andavano dalla fustigazione alla decapitazione. Il soldato romano si destava all'alba al suono della buccina: i legionari andavano a fare rapporto ai centurioni, i centurioni facevano rapporto ai tribuni e questi ultimi distribuivano la parola d'ordine impartita dal generale per quel giorno. Dopo che i legionari erano stati passati in rassegna, consumavano una frugale colazione a base di pane e verdure e smantellavano l'accampamento affardellandosi con lo zaino (sarcina). Esso conteneva la tenda, i picchetti, la dolabra (una zappa multiuso), un coltello, viveri per 15 giorni, indumenti, utensili vari, attrezzi ed effetti personali. La marcia in territorio nemico durava circa metà della giornata e copriva una ventina di km al massimo con zaini che pesavano dai 20 ai 40 kg, senza contare il peso delle armi e della corazza. Individuato un luogo idoneo si iniziava ad approntare l'accampamento per la notte, delimitando il perimetro e scavando trincee, innalzando bastioni protetti da palizzate con il terreno di riporto. Il tempo libero del legionario era dedicato alla cura delle armi e del corpo, al gioco dei dadi e ad altri passatempi, all'addestramento che simulava tutte le possibili condizioni di battaglia e che veniva condotto con spade di legno foderate di cuoio e con giavellotti la cui punta era protetta da bottoni di legno per arrestarne la penetrazione. Le esercitazioni comprendevano la corsa, il nuoto, il passo militare, il sollevamento pesi, il salto dei fossi, il taglio di alberi, rovi e la levigazione del legno. L'alimentazione del soldato era a base di pane, formaggio, legumi, aglio, vino, ma non erano assenti le uova, la carne e il pesce, che venivano ottenuti per mezzo della caccia e della pesca: l'approvvigionamento di legna, vettovaglie e acqua era affidato ad apposite squadre di exploratores. Ogni legione includeva genieri, fabbri, sarti, fornai, musici e medici.

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