Che rapporto hai con gli usi e le abitudini della tua terra, e con la tua stessa terra?

Quando ti sposti, anche minimamente, ti trovi ad attraversare un ponte immaginario che fa da tramite tra le proprie abitudini, d'origine, e le abitudini della terra nuova, d'appartenenza. Percorrendo questo ponte, quasi magicamente avviene una negoziazione mentale, fatta di scambi e di confronti, tra le simbologie e la cultura d'origine e originali, e quelle di appartenenza e nuova. La mente è chiamata ad attraversare continuamente quel confine, in un andirivieni di pensieri mica da ridere. Dentro di noi, quotidianamente, anche senza processi evoluti e studiati si attivano canali comunicativi similari, con l'inconscio che rappresenta quasi l'altro, ed il nuovo, ed il viaggio come cura tra quello che sappiamo già, l'origine ed il cosciente, e quello che ancora si ignora. Andando, si affronta il nuovo. E per gli altri, che non valgono Ma che attendono, si affronte il "migrante", il nemico che invade. Anche se io migrante non sono, ma solo visitatore occasionale. E non posso parlare di culture differenti che si scontrano. Uno specchio piccolo, rimpicciolito E differente, di abitudini che si riflettono e che fanno riflettere. Fai confronti, e d'un tratto abbandoni minimamente e solo momentaneamente la tua condizione di eterno ignorante. E così, riesci a comprendere meglio sfumatura del tuo posto, quello d'origine, che ti sfuggivano.

Aggiornamento:

. E forse è solo tristezza di chi non sa spostarsi né vuole, di chi ama la propria terra e dentro ha troppo sangue terrone. Di chi poi, subito e quasi per inclinazione naturale, comincia a sentire la mancanza di qualcosa che nemmeno mai c'è stata. E così io, ora, sento la mancanza del mio ragù. Sono uscito, e tra tutte le cose ho immaginato che quello riportasse a me pezzi di felicità. E anche se qui la carne è diversa, ed il basilico florido e più intenso, preparare - dopo aver comprato -

Aggiornamento 2:

tutto e lasciare liberare l'odore mi calma, e mi da quiete. E poi la mente mia è andata, trasportata da odori e rumori familiari e consueti. E penso a quanto sia bello, talvolta, ritrovare e tenere sempre presenti abitudini e certezze. E così, ho pensato che vorrei che tu fossi quel ragù. Quella stessa sicurezza, e che i tuoi passi ricordassero il rumore quieto e costante della carne che sobolle e del sugo che "brontola" e sbuffa.

Aggiornamento 3:

E che la tua pelle ogni istante potesse essere quello stesso odore. Ma questi, poi, sono discorsi differenti e nuovi. E va bene così, ora che solo il ragù potrà tenere a freno la malinconia. E tu forse non sarai mai parte si questo, né potrebbe interessarti esserlo. Ma va bene così, ugualmente. Bisogna aspettare, perché anche questo è il "nostro" ragù : ore intense di pazienza e spazi da riempire con poche cose, perché l'attenzione è maniacale, e basta poco a far bruciare gli ingredienti.

Aggiornamento 4:

Così come basta poco a bruciare un rapporto e creare incomprensioni. E fa nulla che a me bastano ora gli aeroplani che partono costantemente dallo stomaco, e nemmeno mangerò. Va bene così è sono contento così, ora. Poi, vedremo quando tutto sarà finito. E partendo dal nulla la mia domanda è finita a parlare del nulla. Nulla.

15 risposte

Classificazione
  • ?
    Lv 7
    5 anni fa
    Risposta preferita

    Parli del nulla.

    Del nulla che è tutto.

    Del tutto che vorremmo quando il niente ci appartiene.

    Accettare è rassegnarsi ma rassegnarsi non è accettare.

    C'è una terra dove posiamo il nostro cappello. E' in noi. Quella è casa nostra.

  • 5 anni fa

    Sono ucraina ed è un paese che mi fa schifo/pena ma in famiglia non lo posso dire.

  • 5 anni fa

    Che domanda, sono cose private, cose che ci contraddistingue per quel che siamo. Mica mi metto a contare i passi che faccio nella mia strada, e quei stessi passi non si dovrebbero mostrare alle altre persone. Quello che facciamo e sappiamo fare è il nostro pane, il tocco personale che prima di andarcene lasciamo sulla terra.

  • 5 anni fa

    Purtroppo non ottimi li conosco poco

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  • Bambam
    Lv 6
    5 anni fa

    buono

  • 5 anni fa

    Ottimo rapporto. Essendo cittadino del mondo non ho problemi a spostarmi e con altre lingue e culture

  • Anonimo
    5 anni fa

    Amo la mia terra e le mie tradizioni ( e abitudini )..tuttavia viaggiare mi fa apprezzare moltissimo le altre..a tal punto che ho pensato di andare a vivere all'estero..poi però penso che l'Italia è il mio paese e che amo anche le MIE di culture e tradizioni..ciao!:)

  • Anonimo
    5 anni fa

    Ammazzati bastardó

  • 5 anni fa

    Axxo di domanda conpoessa e prolissa questa...magari proverei a dar un taglio alle differenze e mi concentrerei solo sulle cose che hanno in comune i due posti differenti in fondo...e comunque tutti siamo abituati alle nostre abitudini finché non siamo costretti a cambiarle e non lo accettiamo mai senza lottare...e comunque alla fine quando poi vivi il cambiamento non hai più radici ne' altro

  • 5 anni fa

    io ho vissuto fin da piccola in giro per il mondo, non mi sento di avere una terra, dunque non cerco legami o qualsiasi altra cosa che me la possa ricordare altrove, posso vivere ovunque e sentirmi comunque a casa, sono cittadina del mondo.

  • Anonimo
    5 anni fa

    Sei un nulla

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