Marco ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 3 anni fa

Molto urgente?

Mi poteti dire nel dettaglio e spiegare chi sono,cosa fanno e da dove vengono tutti i personaggi che vanno nel castello nel libro i 12 abati di Challant di Laura Mancinelli?

1 risposta

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  • 3 anni fa
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    l DUCA FRANCHINO DI MANTOVA

    È il protagonista della storia insieme alla marchesa. Era biondo, esile, con gli occhi azzurri. Per questi motivi avrebbe dovuto (e forse anche voluto) essere un menestrello, senza contare che si divertiva a comporre canzoni sulla viola. Si era pentito di aver firmato il testamento, oltre per il fatto che doveva rimanere casto, soprattutto perchè non era capace di amministrare un territorio, con tutte le seccature del caso. Ma aveva accettato perchè gli sembrava brutto non accettare, perchè di solito si fa così; il perchè in fondo non lo sapeva nemmeno lui. Era perpetuamente innamorato, anche se non sapeva amare. Era geloso di tutti gli ospiti del castello che corteggiavano madonna Bianca di Challant, tanto che cacciò il trovatore.

    LA MARCHESSA BIANCA DI CHALLANT

    Era una donna molto bella, amata da molti, tra cui il duca, il filosofo, il trovatore e l’abate Mistral. Aveva l’abitudine di uscire a cavallo la sera prima del tramonto. A volte montava Ippomele, cavallo bianco e superbo, dal trotto lento e solenne; altre volte cavalcava Yvars, nero, agile, nervoso e scattante. Con Ippomele si vestiva tutta di bianco: bianco il mantello, bianco il velo, bianco il grande cappello posato sul velo; con Yvars, invece, si vestiva tutta di nero. Ma era bellissima in entrambe le occasioni.

    LA MADONNA MARAVì

    Proveniva dalla corte Angioina di Napoli. Aveva i capelli riccioli ramati e si innamorò di messer Goffredo da Salerno. Per sedurlo decise di vestirsi con un abito di raso rosso ciliegia, bordato allo scollo e alle maniche: il rosso del vestito accentuava il rosso dei capelli e il candore del collo e del seno che generosamente appariva dall’ampia scollatura. Ma Goffredo non ne voleva sapere niente di lei, addirittura la schivava. Così Maravì si ammalò: occhi rossi e un po’ gonfi, labbra screpolate e acconciatura trasandataerano i sintomi della malattia d’amore. Quando poi, accecata dalla rabbia, aveva tirato dalla finestra un grande pezzo degli scacchi a un uomo che le sembrava essere Goffredo, aveva ucciso l’abate Foscolo.

    IL MERCANTE VENEZIANO

    Era un uomo imponente, forse di cinquant’anni, con le tracce di una recente bellezza nel viso nobilissimo e negli occhi espressivi. Era vestito di lunghe calze di velluto nero su cui ricadeva un’ampia giacca di panno rosso, le cui pieghe erano rattenute in vita da un’alta cintura; sopra portava una corta mantella, nera come le calze, e molto ampia. Il suo abbigliamento mostrava che era un uomo abituato all’agiatezza tipica della Venezia di quel tempo. Ma era dovuto scappare dalla sua città perchè su di essa si era improvvisamente abbattuto un male chiamato onfalopatia, che uccideva l’ombelico. La marchesa comprò da lui un occhiale che faceva vedere nove volte una cosa e lo regalò all’abate Leonzio, che morì poco dopo, proprio in seguito a questo dono.

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