Syro ha chiesto in Scienze socialiStudi di genere · 3 anni fa

E' più immorale mangiare le piante rispetto agli animali perché le piante non possono difendersi?

13 risposte

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  • Anonimo
    3 anni fa
    Migliore risposta

    È comune pensare alla botanica come a una scienza noiosa. Invece il mondo animale, si pensa, è molto più vicino a quello umano per la varietà dei comportamenti e della "moralità". Le piante non si muovono, non pensano, insomma vegetano... E se non fosse così?

    Giorgio Celli, noto etologo ed entomologo, con il suo tipico humour che stempera il rigore scientifico, ci guida in un viaggio pieno di sorprese e curiosità alla scoperta dei comportamenti vincenti nella lotta millenaria per la sopravvivenza delle piante.

    Tra patate che mettono in fuga gli afidi segnalando chimicamente la presenza di una coccinella e certe orchidee che si "travestono" al tatto e all'olfatto da femmina di imenottero così che i maschi, copulando di fiore in fiore, portano con sé il polline, gli esempi di astuzie si moltiplicano come in una commedia degli equivoci.

    Ma Celli si spinge oltre. Rielaborando sapientemente idee dei grandi naturalisti del passato, da Darwin a Haeckel a Fechner, avanza ipotesi e domande suggestive su un'ipotetica «intelligenza» delle piante.

    Come spiegare il caso della mimosa sensitiva che si ritrae a mo' di difesa se viene urtata, ma poi si «abitua» a questo stimolo se ripetuto? Perché le piante rampicanti riescono a seguire il supporto a cui aggrapparsi anche se si sposta? Cosa le guida?

    La scoperta di un'attività elettrica simile a quella dei nervi umani nelle radici delle piante può spingerci a ipotizzare che sia una forma di sistema nervoso dei vegetali? Di certo, se le piante mentono ai predatori, comunicano fra loro e si adattano alle pressioni dell'ambiente, allora vuol dire che in Natura l'«intelligenza» è un concetto molto più elastico di quanto siamo pronti a capire.

    Giorgio Celli ha insegnato entomologia all'Università di Bologna, dove è professore emerito. Coordina un gruppo di ricerca sulle alternative ai pesticidi in agricoltura, e sull'ape come organismo indicatore dell'inquinamento ambientale e la sua etologia. Accanto al lavoro scientifico ha coltivato una parallela attività letteraria, interessandosi di teatro e arte. Ha fatto parte del «Gruppo '63» e ha collaborato a numerose testate, tra cui, attualmente, «La Stampa». Della sua sconfinata bibliografia ricordiamo alcuni tra i libri più recenti: Etologia della vita quotidiana (Raffaello Cortina, 1992), Darwin delle scimmie (Bollati Boringhieri, 1999), Vita segreta degli animali (Piemme, 2002), I sette peccati capitali degli animali (Mursia, 2008). È stato autore e conduttore della fortunata trasmissione televisiva di Rai 3 Nel regno degli animali. Dal giugno 1999 al 2004 è stato parlamentare europeo.

    L'uomo si serve degli esseri non umani, cioè degli animali, delle piante e dei microrganismi, in molti modi e per scopi diversi: per produrre cibo e manufatti, come mezzi di trasporto o di lavoro, per esperimenti scientifici o a fini educativi o di intrattenimento (per esempio, gli zoo, il cinema, le corse, ecc.). Mentre in passato, e ancora oggi all'interno di culture omogenee, il comportamento verso gli esseri non umani era regolato da norme morali tradizionali ampiamente condivise, oggi la situazione, almeno nei paesi occidentali, è molto diversa. Le ragioni di questo cambiamento sono, da una parte, l'intensificazione e la razionalizzazione dell'impiego degli esseri non umani, per esempio in seguito allo sviluppo della grande industria alimentare e manifatturiera, all'incremento del numero degli esperimenti sugli animali e della loro complessità, all'introduzione delle nuove tecniche di ingegneria genetica e, dall'altra, una maggiore consapevolezza dei problemi etici causata, per esempio, dalla crescita degli scambi culturali e dal confronto di codici morali differenti, dall'acuirsi della sensibilità verso ogni forma di lesione o di crudeltà e, ultimo ma non meno importante, dall'espandersi della coscienza etica in genere. Tutto ciò ha portato alla disgregazione del consenso che circondava le norme di comportamento verso gli esseri non umani. In particolare, sono oggetto di critiche e di proteste il mantenimento in cattività e l'uccisione degli animali, il loro impiego nella sperimentazione e la manipolazione genetica degli esseri viventi.

    Queste critiche possono fondarsi su due posizioni etiche sostanzialmente diverse: ci si può limitare a prendere in considerazione gli interessi umani, e quindi a giudicare gli esseri non umani solo come utili strumenti per il soddisfacimento di tali interessi; secondo questa posizione, per esempio, il timore che l'ingegneria genetica possa condurre alla creazione di nuovi tipi di batteri, che potrebbero a loro volta causare l'insorgere di nuove malattie nell'uomo, esprime esclusivamente la difesa degli interessi umani. Oppure si può ritenere che gli esseri non umani siano meritevoli per se stessi di una considerazione morale indipendente dagli interessi umani, cioè che debba essere riconosciuto loro uno status morale, a prescindere dalla loro utilità per l'uomo. La prima alternativa è detta antropocentrica o, nel caso in cui sia accompagnata da preoccupazioni di carattere estetico, dalla compassione, da un rapporto di custodia o dal rifiuto di ogni forma di crudeltà, antroporelazionale; la seconda alternativa è detta non antropocentrica. La prima alternativa è solo un caso particolare degli obblighi morali verso gli esseri umani e rappresenta quindi semplicemente un'estensione e un'applicazione della moralità tradizionale. La seconda alternativa è più audace e innovativa perché può implicare la trasformazione di abitudini e istituzioni tradizionali, comportando, per esempio, l'abolizione dell'impiego degli animali a scopo alimentare o la proibizione delle nuove tecnologie, come la manipolazione genetica degli.essen non umanI. Questo saggio si occupa principalmente della posizione più innovativa, quella non antropocentrica. Tranne poche eccezioni, secondo questa alternativa gli esseri non umani vengono considerati eticamente come "fini in sé", ovvero viene riconosciuto loro uno status morale. Questo significa che l'attore umano ha l'obbligo di tenere in considerazione nelle sue decisioni gli impulsi, originari o acquisiti, degli esseri non umani destinati a subire le conseguenze delle sue azioni. Il riconoscimento di uno status morale agli esseri non umani non implica immediatamente l'attribuzione di diritti. Perché si possano riconoscere loro dei diritti, sia morali sia legali, è necessaria infatti la presenza di alcune condizioni aggiuntive che saranno analizzate più avanti.

    Teorie storiche e correnti

    Alcune norme generali di comportamento verso gli esseri umani sono oggi ampiamente accettate: non uccidere, non ferire, non causare dolore agli altri, non privarli della loro libertà, ecc. Le giustificazioni etiche di queste norme possono variare, ma non fino al punto che divenga impossibile trovare un accordo sulle questioni centrali. Nel caso degli animali e degli altri esseri non umani, la situazione è diversa: infatti, mentre per alcuni il fatto di causare una lesione, un dolore o la morte di un essere non umano non costituisce un problema di ordine etico, altri non scorgono al contrario alcuna differenza morale tra esseri umani ed esseri non umani, cosicché causare una lesione o la morte di un essere non umano è altrettanto grave che causare quelle di un essere umano. Tra questi due estremi sono possibili molte posizioni intermedie.

    Questa varietà di posizioni, tuttavia, esiste più in letteratura che tra la gente comune. L'atteggiamento morale della maggioranza degli abitanti delle società occidentali si situa tra queste due alternative, avvicinandosi però molto di più alla prima posizione: solo agli animali superiori, cioè ai mammiferi o forse a tutti i vertebrati, è riconosciuto uno status morale. Il problema etico più sentito nei rapporti con gli animali superiori è quello di causare un dolore a un essere senziente, intervento che pure è considerato lecito nel caso in cui i benefici per l'uomo non siano trascurabili. Il problema che dobbiamo porci è quindi il seguente: su quali giustificazioni etiche si fondano gli standard morali riguardanti gli esseri non umani, e quali sono gli argomenti a favore o contro le diverse posizioni? Di seguito viene presentata e discussa una serie di posizioni etiche tradizionali e tuttora ampiamente condivise e di posizioni sviluppatesi solo recentemente.

    Posizione cristiano-teologica

    l cristiani credono nell'esistenza di un ordine teleologico e gerarchico dell'universo, al vertice del quale vi è Dio. Dio ha creato il mondo e ne ha stabilito le leggi. L'uomo è al di sotto di Dio, ma è al vertice della creazione. Secondo la Genesi, uno dei libri dell'Antico Testamento, l'uomo ha ricevuto da Dio la supremazia sul mondo, dominium terrae . Gli esseri non umani, privi di anima, non sono stati creati a immagine di Dio, come l'uomo, e non hanno la facoltà di dare un nome alle cose. Nei dieci comandamenti non viene posto alcun limite esplicito al comportamento degli uomini nei confronti degli esseri non umani, sulla base del loro proprio interesse, né viene riconosciuto loro uno specifico status morale, indipendente dalla dignità dell'uomo. Nel decimo comandamento si parla degli animali, ma solo in quanto proprietà dell'uomo. "Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo" (Esodo 20, 17).

  • Anonimo
    3 anni fa

    Le nuvole imperversavano i tramonti più oscuri, ma nulla di fatto comportava un ligio dovere autoctono. Oh se le labbra di uno sparviero potessero inzolfare le viee filantrope del mio sterno. Domani che è il 34 di gennaio vorrei dipingere un soffitto di rose, pieno di grondaie e fuligine di carta.

    Tu che nel cuore aspiri a diventare un orco castano non ricordi di quali attimi sei circondato e gioisci e frigni di tristezzza rara e deforme nel consenso dei tuoi giri e rigiri. Anche le cose di lui che brucia barattoli di colori non esige altro che diafana sincerità, per poi deporre atti di erba nell amaro tossire mattutino, finora che di molto grondai di fiocchi di averna.

    Sai che nel cielo roberto ti guardava con tasso di ormoni pieni, findunque dove l' aree del mondo finiva e gioia costantemente, privo di compassione ed esclusione mattutina di arrosto disgiunto, apriti al sole donato rocchi e respira trenta di quelle buone bacche che ti amavano frugare dentro.

    POLIZIAPOLIZIAPOLIZIAPIZZA

  • Anonimo
    3 anni fa

    Avevo gettato l' ancora sul fondo del mio roast-beef, quelle dannate pùttane mi guardavano con avaria, mi alzai dal tavolo di getto, opprimendo ogni angolo della mia fottuta rabbia da gatto e sputai sangue dai polmoni. Mio nonno, colui che abbandonava le frane nei miei più intimi rigurgiti, aveva la pena di dirmi ogni santo giorno che la neve che si scioglie ha soltanto voglia di cambiare un po'.

    Il vento soffia ma non mi abbatte, mi guardo dentro e ma non vedo niente, la pioggia che mi colpisce non mi uccide, non mi fa dolore, la terra si è arresa e sotto di me fa da strada, ma allora chi fermerà questo corpo se non il fuoco, che il solo contatto provoca in me il dolore più atroce, forse è il fuoco dell' amore ciò che uccide e da vita.

    Ora basta, pensare queste cose, pensarle non mi porterà mai da nessuna parte, finchè sarà vivo tutto quello che resta di me mi accompagnerà, no io questo peso non lo reggo, tutte queste cellule e tutti questi neuroni e le ossa e i muscoli, è opprimente, c' è troppa roba dentro di me, ma anche se ne sono a conoscenza, tutto ciò che vedo è il nulla, chiudo gli occhi e non vedo più niente.

  • Anonimo
    3 anni fa

    Era il 15 di agosto quando mia figlia mi chiese di comprarle un pacchetto di sigarette, una scelta insolita da parte sua, certo non guasta avere un figlia del genere, ma avrei preferito che non fumasse.

    Era l' alba e avevamo passato la notte in macchina, viaggiavamo, si perchè era tutto ciò che ci restava, ci piaceva ballare, bere, e divertirci, ma questa storia del fumo, io non avrei mai potuto immaginarla.

    Lasciai mia figlia in auto, e andai dal tabacchino più vicino, mi guardavo attorno come fossi un ricercato, tutta quella gente di primo mattino mi opprimeva, eravamo in una grande città faceva freddo entrai e chisi un pacchetto di sigarette, il commerciante mi guardò come se mi stesse ispezionando l' animo e con un gesto quasi iracondo mi disse:<< Non abbiamo sigarette!>>,

    lo guardai con la coda dell' occhio come se fossi ad una festa di compleanno, lo presi per la manica e gli dissi: << e dove posso trovarle?>> il commerciante si riprese la manica e sparì nel nulla.

    Uscii fuori e ritrovato l' orientamento mi recai dal fruttivendolo, pensi scioccamente di trovarle, e così chiesi al proprietario: << cerco delle sigarette me le dà?>> lui non rispose e mi mostro il palmo della sua mano, al posto delle dita aveva 5 sigarette, ne presi solo 4 e con l' ultima mi mandò a fanculo, non mi restava altro che sorridere, e così feci una smorfia e andai via, mi diressi verso l' auto e mia figlia, notai, non c' era più, mi sentii vuoto per questo.

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  • Anonimo
    3 anni fa

    Bravo Syro... hai toccato un punto alquanto speziato, in effetti è un problema che rende la mia veganità irraggiungibile, questo perchè trovo inammisibile che il genere vegetale non venga considerato quasi da nessuno, il mio obbiettivo primario o meglio la forma di massima spinta che vorrei raggiungere è vivere di sola luce.

    Nemmeno i fruttariani sono giustificabili, la massima aspirazione per un uomo è non mangiare nulla e spero che un corpo robotico potrà risolvere questo guasto animale.

    Non a caso si dice che la donna non si tocca neanche con un fiore, perchè il fiore verrebbe sciupato e ucciso.

    Tanto per la cronaca sono bloccato in uno stato di vegetarianetà sensa senso, per quanto m impegni vedo comunque sempre la morte, ma da qualche parte bisogna iniziare e per questo è giusto iniziare dalla categoria animale siccome è la più vicina a noi, ciao io non mangio gatti quindi puoi stare tranquillo e indisposto.

    Se vuoi lasciami un commento qua sotto e non la sopra.

  • Anonimo
    3 anni fa

    Porca puttena certa gente mi fa girare i dischi, anzi le eliche , mi stanno tutti sulle eliche. Rombazzoli liturgici asfiassitici grombanti di frottolemierie talunque grossolantanmpe rosfilliano guerimellii sfottantonici smulioni.

    E niente di giugno ad escobar e quelle notti si fiamme di bacca asciugavano limoni tempestosi di rotelle flaccide e raspellavano le ronnie trippie, Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhh RUSPAAAAAAAAAAAAAAAAA RUSPAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

    no quando si usano certi toni, diventa tutto più difficile per me e quindiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii e domenica è SEMPRE DOMENICA a ora che me lo chiedi finisco alle tre e non è che mi puoi venire a prendere e ma porco di quel gesu in ciavatteeeeeeeeee quel ***** impestata Manina. Che cosa vedi, filumeeeeeeeeeeeeee e filumeeeeeeeeeeeeeeeee o no arrivano gli sceriffi e non si dice dlogasi scrive droga brutta puzzana di merdaaaaaaaaaa oggi c' è il censimento e non so cosa mettermi, guidoooo ma guarda come guido.

    :)))) ma quali sotterfugi parli? A queale detersivo appartieni? Credi di essere fottuto? A mio avviso caro conte bislacco le giumenche di quest anno le trovo esattamente obese, oh si si, obese ha capito bene signor conte dei miei còglioni.

    Quindici cuccioliiiiiiiiiiiiiiiii quindici cuccioliiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ah ma allora abbiamo fatto tombola, e gesù quella volta che e se amore morte e tempo fossero tutte le uniche giunture assurde e ti sentivo non n farlo giunto giunto.

    34 + 34 = 5689

    4 + r = 458983

    Dromedario, balena, sugo, cappotto, ruspante.

    Na nananananna Occhio malocchio ti inculo il pidocchio, ahahahhaah ma dai smettila ahahahaha se questa poi xD

    Aho e porta qua dai

    ffw'fwu9f90g32u2g'9G24G4 g0gU8Gwu900G90G39G309G309u g30 G3g3G3

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  • Anonimo
    3 anni fa

    Ferma nelle notti e nei giorni, passano passi degli esseri umani, nella loro marcia non badano a niente, convinti che sotto di loro ci sia il nulla. Ogni giorno vedo morire moltissimi animali che la vista non vede, spariscono ad ogni passo, ed ogni passo sparisce con loro, che tormento, a me che sono per sentito dire qualcosa di stupendo, di inarrivabile e inconcebibile, quelli come me sono immersi nel tempo, in realtà viviamo poco eppure veniamo percepiti eterni, nella mia vita ci sarò sempre io, nel tempo in cui vivo troverete sempre me, nello stesso punto dell universo, ed ecco che mi colgono e muoio.

  • 3 anni fa

    CHI NON MANGIA CANE è CO GLIONE punto

    PUONZIO MANGIA CARNE DA QUANDO è NATO

    PUONZIO MANGIAVA CARNE DI MADRE neanche il latte... chi beve latte è CO GLIONE ma è un altra storia

    no PUONZIO carne soffre no buono CO GLIONE NON ME NE FREGA UN CAZ ZO

    LE VERDURE SONO PER CO GLIONI

    CARNE BENE VERDURE MALE

    quando esci con ragazza e ordini sedano e carote. TI SPUTA IN FACCIA E PURE PUONZIO TI SPUTA

    ma che lo spiego a fare siete dei CO GLIONI

  • Anonimo
    3 anni fa

    Tu mangi le piante.I semi.Gli animali.Sei un mangiacadaveri stupido obeso ignorante violento rozzo.Che per giustificare il suo comodo immobilismo fa il solito ragionamento.Non posso raggiungere la perfezione.Allora non faccio niente.E anzi,mi permetto anche di criticare chi invece sta facendo qualcosa per migliorare.Sei il classico COGLIONè.Che accampa scuse,giustificazioni.Che non concluderà mai nulla nella vita.Sei un fallito.E oltretutto questa solita classica battuta,palesemente scorretta intellettualmente,poichè nessuno,neanche un fruttariano si permetterebbe di comparare la sofferenza di un animale a quella di una pianta.Ripeto,neanche un fruttariano farebbe ciò.Perché non ha semplicemente senso.Mangiare piante è dannoso.Ma non si può minimamente paragonare al consumo di carne,latte,uova.La sofferenza degli animali non è minimamente paragonabile a quella delle piante.

    http://ianimal.it/

  • Anonimo
    3 anni fa

    Giusto!

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