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Conoscete la storia dell'italiano di oggi?

Prendete un pentolone, riempitelo di acqua, immergete l'italiano e lasciatelo nuotare tranquillamente nel suo stile

Accendete il fuoco sotto la pentola e lasciate riscaldare l’acqua piano piano.

Quando l’acqua sarà tiepida, l'italiano la troverà gradevole e continuerà a nuotare.

La temperatura sale.

L’acqua ora è calda, forse un po’ di più di quanto l'italiano gradisca.

Continuerà a nuotare, si stancherà un po’, tuttavia non si spaventerà.

Ora l’acqua è davvero troppo calda per l'italiano, ma si è indebolito e non ha più la forza di reagire.

Sopporta, non fa nulla… e intanto la temperatura continua a salire finché l'italiano finisce morto bollito.

http://storm-in-a-tea-cup.newsarena.it/2016/04/25/...

3 risposte

Classificazione
  • 3 anni fa
    Risposta preferita

    Non solo "la storia dell' italiano di oggi" ma la semplice spiegazione di un principio che sta interessando tutto il mondo progredito... o presunto tale.

    I dirigenti sanno perfettamente che se dall' oggi al domani sciogliessero il welfare, vietassero i sindacati, limitassero le libertà personali o privatizzassero le risorse (potremmo fare molti esempi) ci sarebbe una risposta dura da parte della società. Partendo da questo punto l' alta borghesia che controlla la società per smantellare le conquiste del XX secolo nel campo del lavoro, dei diritti, della libertà e dell' istruzione e di ogni ambito sociale applica appunto una strategia di involuzione (demolizione) graduale (con l' appoggio mediatico mirato) non dissimile dal procedimento qui esposto.

    L' obbiettivo criminale di questo procedimento è rendere gli individui/consumatori/utenti sempre più succubi del sistema globale turbo-capitalista rampante sostenuto dall' alta borghesia neo liberista egemone.

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  • 3 anni fa

    E' la strategia della gradualità di Noam Chomsky.

    Secondo cui per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi.

    Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana.

    Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare.

    La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa.

    L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce - semplicemente - morta bollita.

    Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.

    Questa esperienza mostra che - quando un cambiamento si effettua in maniera sufficientemente lenta - sfugge alla coscienza e non suscita - per la maggior parte del tempo - nessuna reazione, nessuna opposizione, nessuna rivolta.

    ;-)

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  • 3 anni fa

    E' la vecchia storia della rana bollita.

    • Piero
      Lv 7
      3 anni faSegnala

      vecchia ma quanto mai attuale

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