mauro ha chiesto in Arte e culturaStoria · 4 anni fa

come si diffuse l islam nell impero ottomano?

3 risposte

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  • 4 anni fa
    Risposta preferita

    Bisogna distinguere e differenziare da regione a regione. Molti territori inglobati nell'Impero ottomano erano già a maggioranza islamica (penso alla Siria, alla Mesopotamia, all'Egitto, in cui resisteva una tenace minoranza copta cristiana, al Libano druso e maronita ecc.), specialmente in Asia e nel Nord Africa. Diverso invece il discorso per quanto riguarda l'Anatolia e i territori europei dell'Impero (Grecia, Bulgaria, Serbia, Ungheria ecc.): i Turchi consideravano gli abitanti cristiani (ortodossi, cattolici, armeni, assiro-caldei ecc.) dhimmi, cioè vassalli, protetti, purché si impegnassero a pagare una tassa per l'esercizio del culto, che implicitamente riconoscesse la loro posizione subordinata rispetto ai musulmani. Di fatto, Cristiani ed Ebrei erano soggetti a una serie pressoché infinita di vessazioni, imposizioni, soprusi e arbitri di vario tipo: non potevano andare a cavallo, non potevano indossare vestiti verdi (colore dell'Islam), era loro vietato portare armi, eccetera. I Cristiani in particolare erano obbligati a un'usanza odiosa, il devshirme: ogni tot anni i funzionari del Sultano erano inviati nei villaggi cristiani dei territori europei dell'Impero, per selezionare e prelevare i giovani più robusti, che venivano strappati alle loro famiglie d'origine, indottrinati all'Islam e addestrati come Giannizzeri (dal turco yeni çeri, nuovi soldati). In tal modo si otteneva il duplice risultato di ridurre la popolazione cristiana e di reclutare soldati schiavi fanatici e feroci per il Sultano, con cui conquistare nuovi domini. Ai Giannizzeri era vietato il matrimonio, mentre erano incoraggiati gli stupri. Quindi in un certo senso ha ragione @Colors Of Soul, quando scrive che l'Islam si diffuse nell'Impero ottomano con la morte e la spada, per mezzo del jihad esercitato di volta in volta contro il Sacro Romano Impero, la Serenissima Repubblica di Venezia, il Regno di Spagna, lo Stato della Chiesa e le altre Potenze europee e cristiane del bacino del Mediterraneo, con le razzie dei pirati barbareschi che nel XVII secolo si spinsero a saccheggiare le coste inglesi, irlandesi e persino l'Islanda. Se non vi fossero state le vittorie cristiane di Lepanto (1571) e di Vienna (1683), probabilmente a quest'ora Roma sarebbe musulmana e il muezzin chiamerebbe alla preghiera i fedeli da un minareto costruito accanto alla Basilica di San Pietro, adibita a moschea.

    GIOVANNI, ABOMINEVOLE URANISTA, SPREGEVOLE LENONE, COPIATORE COMPULSIVO DI RISPOSTE ALTRUI! VERGOGNATI PARASSITA!

    Per fortuna sono sempre meno gli sprovveduti che ci cascano https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20...

  • 4 anni fa

    Bisogna distinguere e differenziare da regione a regione. Molti territori inglobati nell'Impero ottomano erano già a maggioranza islamica (penso alla Siria, alla Mesopotamia, all'Egitto, in cui resisteva una tenace minoranza copta cristiana, al Libano druso e maronita ecc.), specialmente in Asia e nel Nord Africa. Diverso invece il discorso per quanto riguarda l'Anatolia e i territori europei dell'Impero (Grecia, Bulgaria, Serbia, Ungheria ecc.): i Turchi consideravano gli abitanti cristiani (ortodossi, cattolici, armeni, assiro-caldei ecc.) dhimmi, cioè vassalli, protetti, purché si impegnassero a pagare una tassa per l'esercizio del culto, che implicitamente riconoscesse la loro posizione subordinata rispetto ai musulmani. Di fatto, Cristiani ed Ebrei erano soggetti a una serie pressoché infinita di vessazioni, imposizioni, soprusi e arbitri di vario tipo: non potevano andare a cavallo, non potevano indossare vestiti verdi (colore dell'Islam), era loro vietato portare armi, eccetera. I Cristiani in particolare erano obbligati a un'usanza odiosa, il devshirme: ogni tot anni i funzionari del Sultano erano inviati nei villaggi cristiani dei territori europei dell'Impero, per selezionare e prelevare i giovani più robusti, che venivano strappati alle loro famiglie d'origine, indottrinati all'Islam e addestrati come Giannizzeri (dal turco yeni çeri, nuovi soldati). In tal modo si otteneva il duplice risultato di ridurre la popolazione cristiana e di reclutare soldati schiavi fanatici e feroci per il Sultano, con cui conquistare nuovi domini. Ai Giannizzeri era vietato il matrimonio, mentre erano incoraggiati gli stupri. Quindi in un certo senso ha ragione @Colors Of Soul, quando scrive che l'Islam si diffuse nell'Impero ottomano con la morte e la spada, per mezzo del jihad esercitato di volta in volta contro il Sacro Romano Impero, la Serenissima Repubblica di Venezia, il Regno di Spagna, lo Stato della Chiesa e le altre Potenze europee e cristiane del bacino del Mediterraneo, con le razzie dei pirati barbareschi che nel XVII secolo si spinsero a saccheggiare le coste inglesi, irlandesi e persino l'Islanda. Se non vi fossero state le vittorie cristiane di Lepanto (1571) e di Vienna (1683), probabilmente a quest'ora Roma sarebbe musulmana e il muezzin chiamerebbe alla preghiera i fedeli da un minareto costruito accanto alla Basilica di San Pietro, adibita a moschea.

  • Con la morte

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