Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 4 anni fa

Perché quando i libri parlano di Francia, Spagna e poi Italia, riferiscono di nascita di Stati nazionali?

Cosa si intende per Stato Nazionale?

Nell'accezione comunemente percepita dalla popolazione, uno Stato Nazionale è quello in cui:

- la popolazione parla una sola lingua,

- pratica prevalentemente una stessa religione,

- ha un passato comune che risale a millenni prima,

- ha uno strato di tradizioni culturali dello stesso tipo,

- ha una popolazione prevalentemente omogenea dal punto di vista etnico

La Francia però alla sua nascita non rispettava nessuno di questi punti. L'omologazione è stata costruita dall'alto. La popolazione era diversa. Idem in Spagna, dove l'unione degli stati è avvenuta per politica matrimoniale.

In Italia la situazione non era diversa all'inizio.

- la popolazione è sempre stata etnicamente variegata (sud mediterranei greco-anatolici; nord centroeuropei),

- la storia dei vari stati non è mai stata UNA sola (ogni stato aveva popoli con storie molto diverse)

- linguisticamente c'era l'aspetto comune dell'eredità del latino, ma nessuno si capiva perché non c'era una lingua comune

Quindi Stato nazionali non sta per "nazione preesistente che si riunisce in un unico Stato", ma piuttosto sta a indicare "varietà di popoli che si conducono, attraverso processi guidati di omologazione, a essere un corpo più omogeneo"?

A questo punto gli Stati nazionali di cui parlano i nostri libri di storia, nel caso di Spagna, Francia e Italia, sono solo pretesti senza reali presupposti?

Perché pretendere uno Stato se non esiste ancora un popolo omogeneo?

2 risposte

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  • ?
    Lv 7
    4 anni fa
    Risposta preferita

    Quando si scrive di Storia, si compie necessariamente un'operazione di semplificazione, rilettura e sintesi critica delle fonti storiche (letterarie, epigrafiche, archeologiche, numismatiche eccetera), alla luce di orientamenti ideologici contemporanei più o meno esplicitamente dichiarati. La costruzione dello Stato nazionale, così come lo conosciamo oggi, è l'esito di un processo plurisecolare di accentramento e uniformazione dei popoli soggetti a un unico sovrano dal punto di vista religioso, giuridico, linguistico, monetario, amministrativo e di altro genere. Questo processo è stato avviato da alcune monarchie ereditarie su base dinastica in Francia, Spagna, Inghilterra e altrove, come dici tu, come un'imposizione dall'alto: le acquisizioni territoriali sono avvenute manu militari (attraverso campagne di conquista), per via matrimoniale o in altri modi ancora. Naturalmente nel Medioevo esistevano un frazionamento e una frammentazione su base linguistica, etnica, religiosa, giuridica eccetera, dovuta alla pluralità di fonti del diritto e di soggetti politici con titolarità su una determinata porzione di territorio, compreso il diritto di battere moneta, riscuotere tasse, indire la leva militare, emanare leggi e amministrare la giustizia. Con l'Età Moderna i re hanno cercato in tutti i modi di estendere i propri domini eliminando le resistenze dei nobili feudatari locali ed esercitando la propria autorità attraverso guerre, reprimendo rivolte e assumendo il monopolio della violenza e del diritto. Tale evoluzione ha subito un'accelerazione notevole durante il periodo delle monarchie assolute (XVII-XVIII secolo), successivamente l'Illuminismo ha fornito una base teoretica per giustificare il tutto con il pretesto della razionalizzazione dell'amministrazione e la necessità di una maggiore efficacia ed equità nella riscossione delle imposte, nell'amministrazione della giustizia e così via (nascita dei primi catasti ed emanazione di nuovi Codici legislativi). Non c'è dubbio che le popolazioni europee fossero variegate, basti pensare che in Francia esisteva (e in parte esiste tuttora) una varietà di lingue e dialetti come il bretone, l'occitano, il franco-provenzale, il basco, il corso e altri ancora: come lingua ufficiale in genere è stato imposto il dialetto parlato nella regione della capitale (quello di Parigi, dove risiedeva la Corte, per la Francia, quello di Londra per l'Inghilterra eccetera). Con la Rivoluzione Francese e le guerre napoleoniche c'è stato un ulteriore salto di qualità. L'idea di Nazione come comunità di persone legate da una comune Storia e da un comune destino, elaborata in Inghilterra e sviluppata in Francia, è stata esportata in territori storicamente disuniti e frammentati come la Germania, l'Italia, la Polonia, oppure sottoposti a un plurisecolare dominio straniero (Ungheria, Balcani, Europa orientale), con esiti a dir poco disastrosi a causa dell'intersecarsi delle linee di separazione etniche secondo confini non sempre netti. Le Guerre di Religione (XVI-XVII secolo) tra Cattolici e Protestanti hanno provocato ingenti lutti e devastazioni in Germania, Boemia, Francia e Italia e hanno tracciato una vera e propria cortina di ferro tra Paesi cattolici e Paesi protestanti (conformismo religioso e repressione dei dissidenti). L'invenzione della stampa, la leva di massa, la scolarizzazione obbligatoria hanno reso necessario imporre standard comuni di omologazione fra realtà sociali, linguistiche, culturali, religiose profondamente diverse e per fare questo è stata essenziale l'opera di narrazione mitopoietica da parte degli intellettuali, che a partire da figure ed eventi storici di un remoto passato hanno costruito un sentire comune nazionale in opposizione ad altre realtà confinanti percepite come ostili e conflittuali. Questo lavorio è andato avanti per tutto il XIX e il XX secolo e ha permesso la costruzione (definitiva) degli Stati nazionali con una burocrazia, un esercito, una scuola, un sistema giudiziario, amministrativo, fiscale, previdenziale unificato secondo leggi valide su tutto il territorio. Adesso siamo a una tappa successiva: il superamento degli Stati nazionali attraverso la cessione di quote sempre più ampie di sovranità a organismi sovranazionali (ONU, NATO, UE), che però non traggono la loro legittimità né dal diritto divino né da elezioni democratiche, ma sono espressioni di una tecnocrazia autoreferenziale e di una classe dirigente autonominatasi come tale. Inoltre, contemporaneamente, è in atto un processo di sostituzione etnica o, se preferisci, di migrazioni di massa dall'Africa subsahariana e dal Medio Oriente islamico verso l'Europa. Se questo sia un bene oppure un male, lo scopriremo molto presto. Spero che la mia risposta ti sia stata in qualche modo di aiuto e ti abbia fornito spunti di riflessione utili.

    Ste Ban4, sei nato così o hai seguito un corso apposito per diventare tanto idiota e cogliòne?

  • 4 anni fa

    Quando si scrive di Storia, si compie necessariamente un'operazione di semplificazione, rilettura e sintesi critica delle fonti storiche (letterarie, epigrafiche, archeologiche, numismatiche eccetera), alla luce di orientamenti ideologici contemporanei più o meno esplicitamente dichiarati. La costruzione dello Stato nazionale, così come lo conosciamo oggi, è l'esito di un processo plurisecolare di accentramento e uniformazione dei popoli soggetti a un unico sovrano dal punto di vista religioso, giuridico, linguistico, monetario, amministrativo e di altro genere. Questo processo è stato avviato da alcune monarchie ereditarie su base dinastica in Francia, Spagna, Inghilterra e altrove, come dici tu, come un'imposizione dall'alto: le acquisizioni territoriali sono avvenute manu militari (attraverso campagne di conquista), per via matrimoniale o in altri modi ancora. Naturalmente nel Medioevo esistevano un frazionamento e una frammentazione su base linguistica, etnica, religiosa, giuridica eccetera, dovuta alla pluralità di fonti del diritto e di soggetti politici con titolarità su una determinata porzione di territorio, compreso il diritto di battere moneta, riscuotere tasse, indire la leva militare, emanare leggi e amministrare la giustizia. Con l'Età Moderna i re hanno cercato in tutti i modi di estendere i propri domini eliminando le resistenze dei nobili feudatari locali ed esercitando la propria autorità attraverso guerre, reprimendo rivolte e assumendo il monopolio della violenza e del diritto. Tale evoluzione ha subito un'accelerazione notevole durante il periodo delle monarchie assolute (XVII-XVIII secolo), successivamente l'Illuminismo ha fornito una base teoretica per giustificare il tutto con il pretesto della razionalizzazione dell'amministrazione e la necessità di una maggiore efficacia ed equità nella riscossione delle imposte, nell'amministrazione della giustizia e così via (nascita dei primi catasti ed emanazione di nuovi Codici legislativi). Non c'è dubbio che le popolazioni europee fossero variegate, basti pensare che in Francia esisteva (e in parte esiste tuttora) una varietà di lingue e dialetti come il bretone, l'occitano, il franco-provenzale, il basco, il corso e altri ancora: come lingua ufficiale in genere è stato imposto il dialetto parlato nella regione della capitale (quello di Parigi, dove risiedeva la Corte, per la Francia, quello di Londra per l'Inghilterra eccetera). Con la Rivoluzione Francese e le guerre napoleoniche c'è stato un ulteriore salto di qualità. L'idea di Nazione come comunità di persone legate da una comune Storia e da un comune destino, elaborata in Inghilterra e sviluppata in Francia, è stata esportata in territori storicamente disuniti e frammentati come la Germania, l'Italia, la Polonia, oppure sottoposti a un plurisecolare dominio straniero (Ungheria, Balcani, Europa orientale), con esiti a dir poco disastrosi a causa dell'intersecarsi delle linee di separazione etniche secondo confini non sempre netti. Le Guerre di Religione (XVI-XVII secolo) tra Cattolici e Protestanti hanno provocato ingenti lutti e devastazioni in Germania, Boemia, Francia e Italia e hanno tracciato una vera e propria cortina di ferro tra Paesi cattolici e Paesi protestanti (conformismo religioso e repressione dei dissidenti). L'invenzione della stampa, la leva di massa, la scolarizzazione obbligatoria hanno reso necessario imporre standard comuni di omologazione fra realtà sociali, linguistiche, culturali, religiose profondamente diverse e per fare questo è stata essenziale l'opera di narrazione mitopoietica da parte degli intellettuali, che a partire da figure ed eventi storici di un remoto passato hanno costruito un sentire comune nazionale in opposizione ad altre realtà confinanti percepite come ostili e conflittuali. Questo lavorio è andato avanti per tutto il XIX e il XX secolo e ha permesso la costruzione (definitiva) degli Stati nazionali con una burocrazia, un esercito, una scuola, un sistema giudiziario, amministrativo, fiscale, previdenziale unificato secondo leggi valide su tutto il territorio. Adesso siamo a una tappa successiva: il superamento degli Stati nazionali attraverso la cessione di quote sempre più ampie di sovranità a organismi sovranazionali (ONU, NATO, UE), che però non traggono la loro legittimità né dal diritto divino né da elezioni democratiche, ma sono espressioni di una tecnocrazia autoreferenziale e di una classe dirigente autonominatasi come tale. Inoltre, contemporaneamente, è in atto un processo di sostituzione etnica o, se preferisci, di migrazioni di massa dall'Africa subsahariana e dal Medio Oriente islamico verso l'Europa. Se questo sia un bene oppure un male, lo scopriremo molto presto. Spero che la mia risposta ti sia stata in qualche modo di aiuto e ti abbia fornito spunti di riflessione utili.

    GIOVANNI, ABOMINEVOLE URANISTA, SPREGEVOLE LENONE, COPIATORE COMPULSIVO DI RISPOSTE ALTRUI! VERGOGNATI PARASSITA!

    Per fortuna sono sempre meno gli sprovveduti che ci cascano https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20... oppure anche https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20...

    Qui c'è l'ultima in ordine di tempo ma potrei postarne a decine, brutto ritardato che non sei altro! https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20... Torna alle tue inenarrabili parafilie nei cessi delle stazioni, solo lì puoi dare un senso alla tua miseranda esistenza.

    P.S. Hai perso la coroncina di re dei buffoni?

    P.P.S. Ma che caduta di stile, caro Giovanni! E' comunque assai curioso ciò che dici a proposito di mia madre, a lei piacciono gli uomini sai? E non fingere di non capire, tu che sei il più vizioso e turpe aedo dell'uranismo; tra l'altro la tua impotentia coeundi è di dominio pubblico da tempo, tutti ricordano le tue domande in proposito nella sezione Salute dell'uomo qui su YA.

    P.P.P.S. Prevengo la tua idiozia stereotipata col P.P.S. qui sopra; certo che le tue sdegnate invettive sono di una tristezza, nemmeno in seconda media...

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