Religione, provate a leggere questo brano di Stephen Hawking?

Salve, cari utenti. Questa è la mia prima domanda. Ed è la risposta alla provocazione dell'utente anonimo che si è divertito a chiedermi prove scientifiche che spiegassero come Dio avesse creato il cosmo. @Anonimo, esiste qualcosa che si chiama fede. Andiamo, tuttavia, avanti.

Leggete questo brano tratto da "Dal big bang ai buchi neri - Breve storia del tempo" (Stephen W. Hawking, Biblioteca Universale Rizzoli scienza, 1988, traduzione di Libero Sosio). La pagina in questione è la ventunesima.

"Si può dire quindi che il tempo ha avuto un inizio col big bang, nel senso che tempi anteriori non potrebbero essere definiti in alcun modo (...). In un universo immutabile, un inizio del tempo è qualcosa che dev'essere imposto da qualche essere esterno all'universo (...). Si potrebbe ancora immaginare che Dio creò l'universo nell'istante del big bang (...). Un universo in espansione non preclude un creatore, ma pone dei limiti circa il tempo in cui egli avrebbe compiuto questo lavoro!"

Non pensate che possa essere definita, in qualche modo, un'apertura dell'ateo (in passato con credenza panteista ma non trascendente) Hawking ad una creatura superiore che possa aver creato il cosmo? Da cattolico quale sono, tale notizia potrebbe rendermi solo contento.

Chiedo una vostra (libera) interpretazione. Ogni risposta è ben accetta e la più esaustiva sarà scelta come "Migliore Risposta". Grazie a tutti!

Aggiornamento:

Sono curioso di conoscere le risposte, in particolare, di questi utenti (atei e credenti).

Pensate che l'Universo abbia avuto bisogno di un creatore? E, cosa ancora più difficile, dove si troverebbe questo creatore? In una dimensione spazio-temporale diversa dalla nostra? Io la penso così e, da cristiano, sono profondamente convinto di ciò.

@Marco Tripoli, @Giorgio, @Federica, @Giampiero M., @Pig Rider, @Giorgio, @Gabriele 333.

8 risposte

Classificazione
  • 3 anni fa
    Risposta preferita

    Non voglio portarti le parti dove Hawking sostiene che dio non serve a spiegare l'universo, lo troverei un giochino squallido.

    Per me ognuno di noi deve credere in quello che arriva a ritenere vero con la sua testa e non a quello che ritengono vero gli scienziati (o gli uomini mitizzati)!

    Anche perché (gli scienziati) spesso devono ringraziare molti politici e molti religiosi ... per essere arrivati ad avere la posizione sociale che hanno. E dunque MAI E POI MAI potrebbero offendere il pensiero di chi li ha aiutati.

    Inoltre gli scienziati americani ricevono premi a go-go se (e solo se) sostengono le tesi del governo americano! Stesso discorso vale per tutti gli altri scienziati del mondo quando (e solo quando) confermano le tesi sostenute dalla loro nazione di appartenenza.

    http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/...

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  • 3 anni fa

    scusa ippolito, nn mi ero accorta che ero stata "convocata"! ahah

    ti rispondo anche se hai già dato (giustamente) la migliore risposta.

    dunque, anzitutto ricordiamoci che DBBABN è un'opera relativamente giovanile di Hawking, e la mia impressione è che negli anni più recenti (forse anche per come ha vissuto la malattia) si sia un po' radicalizzato in direzione atea.

    In realtà in quel libro S.H. nomina spesso Dio; certo, non da credente, però in qualche modo contemplandone la possibilità. In un altro passo dice "La scienza sembra avere scoperto un insieme di leggi che, nei limiti posti dal principio di indeterminazione, ci dicono come l'universo si evolverà nel tempo (...). Queste leggi potrebbero essere decretate in origine da Dio, ma pare che da allora egli abbia lasciato l'universo libero di evolversi nel rispetto di tali leggi e che si astenga dall'intervenire direttamente in esso".

    In quel libro, insomma, sembra quasi che Dio sia contemplato come possibile, ma più come "motore immobile" aristotelico che nel senso biblico di "Dio padre".

    Sulle ultime tre domande, in sintesi estrema:

    "Pensate che l'Universo abbia avuto bisogno di un creatore?" sì.

    " E, cosa ancora più difficile, dove si troverebbe questo creatore? In una dimensione spazio-temporale diversa dalla nostra?" no: nella nostra dimensione, nel nostro spazio-tempo, perchè lo concepisco come dio-Amore, e mi pare che l'amore non si debba andare a cercarlo in altre dimensioni spazio-temporali, ma sia ben presente nel nostro "qui" ed "ora".

  • 3 anni fa

    Se esistesse un dio assoluto, nel senso di indipendente dalla realtà e ad essa esterno, ma tale che tutta la realtà ne fosse a sua volta dipendente, mi immaginerei i rapporti possibili tra costui e ognuno di noi nel modo seguente: immaginatevi uno scrittore, che per scrivere un suo romanzo si inventa dei personaggi che fa vivere dapprima in esclusiva dentro la propria psiche, e poi per condividerne l’esistenza immaginaria anche dentro la psiche della collettività li trasduce con la penna sulla carta o con la tastiera nel pc. Questa trasduzione dalla psiche che diviene scrittura leggibile da parte delle altre persone estende dunque a tutti la realtà romanzesca in cui possono vivere i personaggi inventati dalla fantasia di quello scrittore. Nel suo romanzo, lo scrittore è come un dio: egli può tutto, può creare un nuovo personaggio, o mille altri nuovi, può far succedere qualsiasi cosa a ognuno dei suoi personaggi e può farli morire come e quando vuole. Attraverso la scrittura, i personaggi di questo scrittore “vivono” in una realtà romanzesca condivisa anche da noi tutti lettori, ma lo scrittore conserva, nei riguardi dei suoi personaggi, quelle speciali prerogative simil-divine che abbiamo definito esser proprie di ogni scrittore; noi lettori infatti non abbiamo alcun potere versus quel romanzo e qualsivoglia dei suoi personaggi, e abbiamo il solo diritto di leggere o non leggere quel romanzo, ma se lo leggiamo, implicitamente accettiamo l’auctoritas speciale del suo autore. L’autore del romanzo, però, non rimane per sempre il dio del suo scritto, ma ne diventa, per così dire, un dio che prima ha creato ma che poi si è dileguato per sempre, e ciò perché quando un romanzo è pubblicato e ormai gira tra i lettori, diviene come un universo chiuso e senza più possibilità di nuovi interventi simil-divini da parte del suo autore, a meno di suoi ripensamenti “apocalittici” per una nuova edizione ritoccata del libro. Ecco come io vedrei i rapporti tra un dio assoluto e noi: i suoi poteri verso di noi sarebbero come quelli di uno scrittore con le sue creazioni letterarie. E un dio del genere io non lo escludo affatto, ma dico che noi non avremmo alcuna possibilità di scoprire se un siffatto essere esistesse davvero, direi che noi avremmo la stessa possibilità di scoprirlo che avrebbe anna karenina di capire che a farla esistere era stato un tale "dio" di nome lev tolstoj :)

    • ?3 anni faSegnala

      Bellissima risposta!

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  • 3 anni fa

    Possono pensare o credere a tutto quello che vogliono; ma nessuno ha la risposta esatta.

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  • 3 anni fa

    Il tempo ha avuto inizio con il Big Bang, ma questo non vuol dire che l'universo ha avuto inizio con il Big Bang.

    Sono almeno 30 anni, se non più, che si ipotizza che il Big Bang sia un evento ciclico, basta citare Gerge Penrose e la CCC, Carlo Rovelli e la LQG, oppure la teoria delle stringhe.

    In pratica sarebbe più giusto che in quella frase si citasse l'inizio del tempo di questo universo.

    Poi se anche il BiG Bang fosse l'inizio questo non è una prova dell'esistenza di un dio, dato che il Big Bang parte da una singolarità gravitazionale, magari è stata una pura causa meccanica ad innescare il Big Bang.

    Consiglio di leggere qualche buon libro che parli di questi aspetti.

    • Pig Rider
      Lv 6
      3 anni faSegnala

      Sono abbastanza convinto che quella citazione di Hawking sia un artificio letterario per affascinare il lettore: prima introduce un'ipotesi che sembra credibile e poi di seguito la demolisce.

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  • 3 anni fa

    ... non esiste una linea coerente in merito alla creazione ... se esistono tante teorie allora esistono tante religioni ... ma alla fine la verità è una ...

  • 3 anni fa

    Scusa se rispondo solo ora ma stamattina ho avuto degli impegni.

    Una premessa: di Hawking non ho mai letto nulla ad esclusione de "Il grande disegno", letto a scrocco da Feltrinelli. Mi pare di ricordare che Hawking sia ateo e che ritenga un dio un'ipotesi non necessaria. Per questo ti chiedo: la citazione l''hai presa da internet? No perché non vorrei che fosse un artificio dialettico di Hawking: prima introdurre un ipotesi e poi demolirla. Su internet se ne trovano spesso di citazioni fuori contesto. Negli anni ne ho trovate alcune di Dawkins dove addirittura veniva fatto passare per creazionista. Vabbeh, vado al sodo.

    La tua ipotesi dell'altro giorno era che un dio creatore fuori dallo spazio-tempo avesse creato quest'ultimo.

    Come ha fatto notare l'anonimo della domanda a cui facevi cenno ieri sera questa è un'ipotesi che per assurgere al rango di teoria dovrebbe essere "dimostrata o provata". Io sono magnanimo ;) e non lo richiedo, mi limito solo a far notare che è una contraddizione logica.

    Segui il mio ragionamento e dimmi se sbaglio.

    L'atto creativo è un atto volontario. Se non ci fosse volontà non sarebbe una creazione ma una derivazione o una promanazione. Faccio un esempio stupido: il crescere dei capelli, delle unghie o l'emanazione di un fotone da un atomo eccitato sono tutti fenomeni non volontari, non sono creazioni. Un vaso è una creazione.

    Se lo spazio-tempo è una creazione allora è un atto volontario, altrimenti è un normale fenomeno fisico dove lo spazio tempo si è originato, più o meno necessariamente, per necessità da un qualcosa che potrebbe anche essere privo di volontà. Alla stessa maniera del fotone che si origina dell'abbassamento di orbita di un elettrone. Quindi se parliamo di creazione essa è un atto volontario quindi chi la compie è dotato di volontà.

    Non solo ma la volontà implica un Io con la consapevolezza di se.

    In sintesi creazione implica creatore dotato di coscienza di se e volontà.

    Ora abbiamo stabilito che la creazione è un atto volontario e, e qui sta il punto cruciale, un atto volontario è un atto nel tempo. Il motivo è semplice: per logica la volontà creativa precede l'atto creativo. Si può creare solo quello che non c'è, quello che già c'è non ha bisogno di essere creato. Ma se lo spazio-tempo fa parte della creazione come può dio crearlo se tale atto è necessariamente un atto nel tempo?

    Se non c'è tempo dio non può creare. La creazione è un atto nel tempo.

    Uno può rispondere: ma dio è onnipotente.

    Ora a parte il fatto che anche questa è un'ipotesi che dovrebbe essere provata (si deve prima provare che esiste un qualcosa che chiamo dio e poi provare che ha certi attributi eccetera) uscirsene così con l'onnipotenza è un po un modo per tagliare corto. Se uno ha fede, fatti suoi, non sarò certo io a rompere le scatole se la cosa è reciproca. Uscirsene con l'onnipotenza di fronte ad una difficoltà logica è un colpo basso: Fino a poco prima andava bene la logica e si ragionava tutti felici per inferenze logiche e poi, baam, dio è onnipotente e se ne frega della logica.

    Ok ma così si può dire tutto e il contrario di tutto. Che senso ha? Io non voglio giocare a queste condizioni. Potrei farlo solo dopo che qualcuno mi ha dimostrato che esiste un ente che ha l'attributo dell'onnipotenza. Ma solo è soltanto dopo.

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  • 3 anni fa

    Scusami se mi permetto eh, ma proprio non riesco a capire dove sta scritto Che dovrei dar retta a un nerd con la sedia a rotelle iperrecnologica, e dar per scontato, che sta teoria del big bang ( altra sitcom tra l'altro ripetitiva, e a mio avviso inguardabile ) sia la verità assoluta.

    Penso più che ne noi, ne i popoli delle varie epoche antiche, potremo Mai (da vivi) trovare risposte a queste domande, con tutto il rispetto, sarebbe una cosa così presuntuosa anche solo pensare di poter capire i meccanismi del tutto, con le nostre attuali conoscenze

    Ok, Torno A giocare alla play

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