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? ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 4 anni fa

Famiglie:differenza,evoluzione?

Sapetd farmi un discorso sullr famiglie di una volta e quelle di oggi?sulle differenze?come e sono cambiate? 10 punti

1 risposta

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  • ?
    Lv 7
    4 anni fa
    Risposta preferita

    Le famiglie di una volta erano patriarcali e contadine: più generazioni di una stessa famiglia coabitavano nello stesso casolare, coltivavano la terra, accudivano il bestiame, allevavano i bambini, si prendevano cura degli anziani, dei malati e degli invalidi. Fratelli e cugini crescevano insieme aiutandosi, giocando e lavorando nei campi, dando da mangiare agli animali, lavorando a giornata presso altri agricoltori o imparando qualche mestiere. Il patrimonio di saggezza contadina degli anziani era ascoltato e rispettato: in una società prevalentemente analfabeta, in cui le uniche fonti d'informazione per lungo tempo furono il barbiere, il parroco e il farmacista, o qualche mercante di passaggio, gli anziani erano i depositari della memoria storica della comunità. Con la Rivoluzione Industriale la famiglia patriarcale incominciò a mostrare i primi sintomi di crisi: alcuni membri migrarono nelle città industriali per lavorare nelle fabbriche tessili o siderurgiche, altri si arruolarono nei vari eserciti europei per combattere nelle guerre napoleoniche o - circa un secolo più tardi - nei conflitti coloniali e nelle Guerre Mondiali. Tuttavia, fu solo negli anni Sessanta del XX secolo che la famiglia patriarcale entrò davvero in crisi. La nascita di un nuovo modello sociale, che prevedeva il lavoro concentrato nelle città e non solo negli stabilimenti industriali, ma anche nei servizi (banche, assicurazioni, agenzie di viaggio, ecc.); la diffusione su vasta scala di automobili, elettrodomestici (televisori, radio, ferri da stiro, lavatrici, frigoriferi ecc.), e altri ritrovati della tecnologia, permise alle donne di affrancarsi dalla schiavitù del lavoro manuale e delle faccende domestiche. L'invenzione della pillola anticoncezionale e la diffusione dei profilattici, in seguito alla Rivoluzione Sessuale del 1968, per la prima volta scisse il sesso a fini procreativi da quello a fini ricreativi: la donna poteva ora avere più partner, come l'uomo, senza timore di restare incinta. Per le gravidanze indesiderate, fu introdotta dal legislatore la legalizzazione dell'aborto: il matrimonio non fu più avvertito come un Sacramento indissolubile (introduzione del divorzio). Tutti questi cambiamenti sociali portarono alla nascita di un nuovo modello di famiglia, quella nucleare, in cui marito e moglie per la prima volta potevano pianificare le nascite senza per ciò astenersi dai rapporti sessuali, limitandosi ad avere uno o due figli. Le ridotte dimensioni degli appartamenti cittadini impedirono la convivenza di più generazioni sotto lo stesso tetto: gli anziani furono abbandonati da soli o relegati negli ospizi. I figli, sempre più spesso unici, sono oggetto di attenzioni e cure mai viste prima nel mondo occidentale, spesso viziati oltre misura da genitori assenti perché troppo impegnati a lavorare per mantenere un tenore di vita decente. La televisione e Internet, coi suoi social network, hanno preso il posto dei nonni, degli zii, delle zie e dei cugini. Attualmente il modello di famiglia costituita da un genitore di sesso maschile (padre) e da uno di sesso femminile (madre) viene considerato obsoleto e in crisi: i mass media diffondono sempre più modelli e stili di vita alternativi, con madri o padri single (separati o divorziati), famiglie allargate, coppie omosessuali che scelgono di avere figli secondo modalità che vanno dalla maternità surrogata, alla fecondazione assistita fino all'adozione internazionale. Si tratta di scenari nuovi e inediti, che andrebbero regolamentati giuridicamente avendo sempre come punto di riferimento il superiore interesse del minore, il quale dovrebbe avere diritto a una famiglia naturale che ne assicuri l'armoniosa crescita e sviluppo psico-fisico, intellettuale ed emotivo.

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