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Fluire,scorrere,essere cedevoli e non sentirsi inferiori all'opponente!?

Ciao,nel mio modo di intendere il combattimento c'e anche la parte dedicata alla "sensibilità"....fluire,scorrere ed essere cedevoli qual'ora l'avversario sia più forte fisicamente di noi e non sentirsi inferiori per questo motivo.

Ora faccio capo alle parole di un grande conoscitore del combattimento reale.... è difficile per noi occidentali annullare il concetto di forza bruta,quella forza che abbiamo così inalzato nel tempo per imparare ad esser cedevoli,scorrere e fluire.

è estremamente vero questo.....ci sono arti che basano tutto il loro sistema sulla fluidità come per esempio il tai chi ma con metodiche che non possono trovare un reale riscontro nella realtà delle crude aggressioni da strada....un'altra arte molto conosciuta che ha fatto suo il concetto di fluidità è indubbiamente il wing chun......arte che ho avuto il piacere di praticare ma oggi ho eliminato tutte quelle metodiche prettamente stilistiche ed accademiche che se pur funzionali in palestra contro compagni compiacenti difficilmente potrei applicare nella realtà.....vi sono sequenze più o meno lunghe,più o meno complesse ma mi son reso conto che il flusso è un qualcosa di libero,un qualcosa che non può esser cristallizzato.......la sensibilità deve essere un qualcosa di semplice e non fatta di movimenti che ci possono rendere dei grandi "giocolieri" con le nostre mani ma che non riusciremo ad applicare nella realtà. Quanto scritto è il mio pensiero,contestabile....non verità assoluta.

2 risposte

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  • 4 anni fa
    Risposta preferita

    Per come la vedo io, dipende sempre da come usi quello che impari, da come lo fai tuo al punto da applicarlo senza neanche pensarci in uno scontro reale. E' evidente che ad esempio il Tai Chi che hai nominato non è proprio molto adatto in uno scontro o comunque nella difesa personale: questo perché è un'arte marziale che non si è evoluta. Voglio dire, è una bella arte marziale secondo me, come tutte a loro modo, e secondo me è molto buona per i movimenti, per la salute del corpo, per la mente, ma non è buona per combattere, o meglio non lo è nel 21esimo secolo. Classico esempio è quel maestro di Tai Chi che ha sfidato un lottatore di MMA, l'incontro è finito male per il maestro perché non ha fatto praticamente nulla e si è beccato una caterva di pugni dal lottatore, che dal canto suo è proprio allenato a combattere. Quindi il concetto di evoluzione e di miglioramento è fondamentale, la Natura stessa lo impone a tutti gli esseri viventi nel corso degli anni e dei secoli. Per tornare al tuo pensiero, per come la vedo io, come hai detto, è poco furbo "cristallizzarsi" nei princìpi altrimenti si fa proprio la fine del maestro di Tai Chi. Tuttavia si possono fare propri alcuni dei princìpi che più si ritengono congeniali e questo può avvenire soltanto dopo tanta pratica e soprattutto tanto sparring. Il concetto di forza bruta non va assolutamente annullato a favore del concetto di "cedevolezza", perché dover scegliere quando puoi avere entrambi i princìpi? La sensibilità secondo me può tornare utile, in pochissimi stili viene studiata, è comunque un vantaggio in più: ovviamente però non ci si deve fissare, altrimenti si aspetta il pugno in un determinato modo per "captare" la spinta dell'aggressore e magari lui parte con un calcio sul ginocchio e te lo spezza. Certo, per arrivare al punto di capire benissimo la spinta dell'aggressore servono anni di allenamento purtroppo, ma ripeto, secondo me i suoi vantaggi li porta. Per quanto riguarda le metodiche stilistiche e i "giochi di mani", quelli sono esercizi tanto quanto lo è il Chi Sao: secondo te ti metti a fare Chi Sao contro un aggressore? Sarebbe ridicolo ed esilarante, ma il Chi Sao ti fornisce certi princìpi che poi puoi applicare in uno scontro, è questo il punto. E' sbagliato apprendere le sequenze, è giusto apprendere tecniche base ma soprattutto concetti mentali, facendoli talmente tuoi che entrano a far parte dell'istinto. E' qui che bisogna puntare nel campo della difesa personale, nell'istinto, perché in uno scontro reale è lui che comanda il tuo corpo, quindi è lì che devono finire princìpi e tecniche base (le più semplici e veloci). Mi scuso per essermi dilungato troppo nella risposta :D

  • 3 anni fa

    F

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