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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 2 anni fa

SOS Opinioni sul film "il concerto" di Mihăileanu?

Qualcuno mi potrebbe scrivere un testo con le vostre impressioni e opinioni sul film "il concerto" di Mihăileanu? (ho in tema per compito) grazie! è urgente

1 risposta

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  • 2 anni fa
    Risposta preferita

    Ne "Il concerto" ritroviamo un impianto da commedia molto simile a quello già visto in "Train de vie", dal quale c'è oltretutto un ritorno di alcuni dei temi ricorrenti nelle storie di Mihăileanu, quali l'impostura positiva, la caccia agli ebrei, la rivalutazione della cultura zigana. La differenza sostanziale rispetto ai precedenti lavori del regista rumeno sta nell'equilibrio pressoché perfetto fra i momenti ilari e quelli commoventi.

    Mihăileanu, infatti, non ha voluto sacrificare nulla, con l'obiettivo di investire i suoi spettatori di una gamma di emozioni quantomai ampia. Per gran parte del film si ride, e di gusto, grazie a trovate semplici e mai volgari, eppure di sicuro impatto. Trovate che prendono spunto dal quotidiano, dal vissuto e dallo scontro di culture: i “barbari” dell'est invadono la (non poi tanto) raffinata Parigi col loro carico di passione slava, portando con sé gaffe innocenti legate alla linguistica e agli usi e costumi dei popoli in questione.

    C'è un grande uso della satira, e si prendono in giro i luoghi comuni su russi, francesi, ebrei e zingari mettendoli in atto: fantastica, ad esempio, l'ironia sul comunismo decadente e utopico, o sui nuovi boss della mafia russa, che dopo aver investito sul calcio mercato vogliono darsi un tono tramite la musica classica, pur non avendone la minima concezione.

    Eppure, in più di un'occasione, la risata è amara, e fa riflettere.

    Quando invece il film ci mostra il lato umano dei personaggi e i suoi drammi, lo fa senza scendere nel pietismo, ma al contempo regalandoci perle di rara sensibilità, in un crescendo di emozioni che culmina nella rappresentazione finale del concerto.

    Qui Mihăileanu si supera, e coadiuvato dal direttore della fotografia Laurent Dailland, dall'esperto al montaggio Ludovich Troch e dal talento musicale di Armand Amar, riesce a filmare una delle migliori rappresentazioni musical-cinematografiche della storia.

    La regia difatti, sempre intensa ed attenta ad amalgamare i vari aspetti della vicenda, negli ultimi dieci minuti è come se raggiungesse quell'harmonie suprême che Filipov brama di ritrovare in musica e che Mihăileanu trova tra gli elementi del film, facendo letteralmente amare al pubblico sia la musica che le immagini che scorrono su schermo, e mostrano non solo il concerto ma i vari “finali” della vicenda, con un'intensità emozionale difficile da descrivere a parole.

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