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Eccomi. ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 3 anni fa

Mi sento terribilmente sola. Ho un vuoto dentro ma non è l'adolescenza ormai ho 29 anni?

Sono una ragazza di 29 anni. Ho sempre avuto un carattere solitario per natura, ma amante della compagnia ogni tanto e quando sono in compagnia sono una persona attiva e allegra.

Purtroppo sin da bambina ho sempre avuto interessi diversi dai miei coetanei. Mi sono sempre dimostrata più matura e questo continua anche adesso, soprattutto perché qui al sud le persone sono tutte interessate alle stesse cose: pettegolezzi, pulizie di casa, mamma, figli. Non ascoltano altro o peggio ancora, se sei diverso da questo cliché, non vieni accettato.

Ho provato a cambiare me stessa e infatti venivo accettata di più. Ma io non sono così. Ok il compromesso ma come io accetto chi è diverso da me, anche loro dovrebbero, no? Invece no.

Non ho amici. Ho un compagno da anni con cui sto benissimo, è anche il mio miglior amico.

La famiglia non va. I rapporti sono perfetti solo nei periodi in cui io sono utile a qualcosa. Ho un unica persona sincera ed è la ragazza di mio fratello, conosciuta un paio di anni fa ma abita più lontano e ci sentiamo spesso su WhatsApp. Nient'altro. Ho sempre svolto lavori individuali e al momento cerco lavoro come una matta ma niente.

Non sono la classica ragazza e sembra difficile accettare ciò che non è consuetudine.Tralaltro non sono aliena. Mi piace la lettura, la musica, parlare di attualità. All'occorrenza anche di abiti e trucchi, anche io sono vanitosa ma non parlo solo di questo. Trovo quindi difficoltà a farmi ascoltare o inserirmi in un discorso.Continua

6 risposte

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  • 3 anni fa
    Risposta preferita

    Cara anonima ragazza, la prima cosa che sento di dirti è: benvenuta nel club! Non sei la sola ed è la maledizione di chi ha una cultura e una capacità di vedere e creare "schemi" al di sopra della media.

    Nei momenti di "sconforto" in cui mi sento "impotente" davanti a situazioni che potrebbero avere facile soluzione ma che a causa della altrui pigrizia, ignoranza, stupidità o inettitudine non ce l'hanno, penso sempre a una frase di Arthur Schopenhauer: <<L’uomo è l’unico animale che provoca sofferenza agli altri senza altro scopo che la sofferenza come tale>>.

    Conosco la realtà in cui vivi (ho vissuto nella città di Napoli per lavoro, per diversi anni) e so che non è facile sotto alcun punto di vista, il che non aiuta affatto.

    Ti suggerisco solo di trasferirti altrove, lasciare la tua città alla volta di un'altra, magari del nord, in cui "rifondare" una nuova vita. Le cose andranno di certo meglio!

    La conoscenza genera sofferenza... ma anche appagamento, seppur momentaneo.

    Un inchino

  • franco
    Lv 7
    3 anni fa

    Ho capito, tu hai molta curiosità intellettuale. Le persone del sud in genere sono per la curiosità fisica. Quindi ti senti come un pesce fuor d'acqua. Però siccome vivi in una grande città cioè Napoli hai molte più possibilità di conoscere gente interessante rispetto a chi vive in provincia. Quindi prova a vedere cosa offre la metropoli in termini culturali insomma penso che sei fortunata anche se magari li da voi vengono considerate fortunate le persone sempre attorniate da un mucchio di persone, retaggio di una cultura tipica che vede nella nobiltà la felicità ( re e regine erano sempre attorniati da paggi, paggetti, servi, servette, consiglieri, ecc). Cambia prospettiva- diventa una del nord (mentalmente). La curiosità intellettule è la fonte della felicità. Ciao.

  • Anonimo
    3 anni fa

    Questa è una situazione dove ogni soluzione psicologica di cambiamento che si potrebbe attuare, per quanto convincente, non riesce a diventare concreta, a integrarsi nella tua persona in quanto vivi all'interno di una condizione da molto tempo in cui non si riesce, per un motivo o per l'altro, ad uscire dal 'recinto' delle tue possibilità economiche, affettive che ovviamente ti sono ormai strette da diverso tempo e da cui, invece, cerchi una soluzione perchè giustamente, come hai sottolineato, non ne puoi piu e questo è un bene, davvero una buona cosa.

    Tecnicamente è una prigione.

    Esistono degli strumenti, su cui sto lavorando da ormai molto tempo per poterli appena configurare, ma che ancora non riesco a costruire fisicamente, per aiutare le persone 'da remoto', persone che cercano e desiderano profondamente un cambiamento, ad uscire dalle situazioni da te descritte in quanto a mio tempo mi sono trovato nella medesima palude e non ho mai visto e sentito, da parte di qualcuno, sebbene avessi avuto molti contatti, qualcuno che mi riuscisse a darmi la soluzione ai problemi da te citati, soluzioni insomma che non fossero psicologiche.

    Riuscire a trovare questo canale proprio è proprio la motivazione che mi spinge a continuare perchè queste situazioni sono proprio la causa del malessere che voglio poter contribuire a risolvere una volta per tutte: se stai bene tu, io sto meglio.

    è come una porta che bisogna aprire, insieme, ma ho scoperto che la 'tecnica' per farlo è qualcosa che non è presente in nessuna delle nostre memorie, niente di quello che abbiamo conquistato a livello tecnologico o psicologico permette in quanto parliamo di una dimensione della coscienza che non può venir fuori da 'se stessi' in quanto quel 'se stessi' non è qualcosa che coincide con quello che siamo convinti sia essere.

    è una grande bugia tutto ciò che ci hanno raccontato, "spiritualità" compresa, ma a cui, per fortuna, ho smesso di credere e inizio, pian piano, a vedere la via di casa, è meraviglioso iniziare a pensare con la tua testa, te ne accorgi perchè trovi delle chiavi che nessuno aveva mai trovato prima, nemmeno i 'maestri' illuminati nei libri di spiritualità.. quelle sono storie che bisogna lasciarsi scivolare via.

    Non vedo l'ora di darti una mano appena possibile.

  • ?
    Lv 7
    3 anni fa

    Beh,io penserei che hai ancora una relazione

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  • 3 anni fa

    DALLA DOMANDA CONTINUA:

    Il mio ragazzo dice che purtroppo vivo a Napoli e non sanno apprezzarmi per ciò che sono. Anche lui sente un po' il peso dei cliché in cui viviamo. Mia madre parla solo di figli, nipoti, suocere. Che noia.

    Il punto è che per quanto me ne sia fatta una ragione, sto male. Mi sento sola e mi vengono i picchi di ansia per questo. Voglio scendere a compromessi credetemi, ma nessuno vuole fare altrettanto!? Cosa posso fare?

  • 3 anni fa

    Ciao!

    Ti posso consigliare di parlarne anche sul forum MyHelp che trovi a questo link:

    http://www.myhelpforum.net/

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