(Prosegue nell'aggiornamento)Politeismo vs Monoteismo: falsa o reale opposizione? (Seconda edizione)?

Aggiornamento 2:

Ripropongo in altro modo la questione: alla luce delle testimonianze portate nel primo aggiornamento, al quale potrei aggiungere anche per dire, la religione Azteca in cui gli Dèi non erano che emanazioni di un Unico Dio Doppio (Ometeotl),un Dio "Otiosus" (potremmo dire usando categorie europee) in quanto non si prende direttamente cura del cosmo (facendolo fare agli Dèi che sarebbero sue "parti")..e la domanda di base è:quanto è labile o marcato il confine tra monoteismo e politeismo se esiste?

6 risposte

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  • 1 anno fa
    Migliore risposta

    Se badiamo alla filosofia/teologia e usiamo solo la nostra parte razionale, certamente dobbiamo dire che le religioni hanno dei “credo” differenti e non si può fare di ogni erba un fascio.

    Ma (come è stato detto anche da altri utenti) se guardiamo le correnti mistiche, che ci sono in ogni religione, le differenze si attenuano fino a scomparire, nel senso che molte sono superate in una visione intellettuale più ampia e includente; altre differenze, se rimangono, sono ininfluenti per il mistico. Il mistico cerca l’unione con Dio senza definire come Dio dev’essere, ma accettandolo direi “a scatola chiusa”, ben sapendo che Dio è trascendente e la teologia dovrebbe essere apofatica https://it.wikipedia.org/wiki/Apofatismo (sintesi breve ma a mio avviso perfetta).

    I sufi per esempio si immergono in Dio con la danza; vedi https://www.youtube.com/watch?v=iUfxbERMYdg

    Youtube thumbnail

    o oppure https://www.youtube.com/watch?v=SZT0egO3cvc

    Youtube thumbnail

    (è piuttosto turistico mi pare, si svolge su un palcoscenico, però è il più completo di quelli che ho visto oggi... Cercavo un video bellissimo che avevo visto tempo fa ma non l’ho trovato; si vedeva l’entrata composta, la danza, l’uscita solenne… Comunque ce ne sono tanti su you tube se clicchi sufi, sufismo o “dervisci rotanti”).

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    Enoteismo/monolatria è stato per Israele il momento iniziale (patriarchi e Mosè), durato però a lungo nella fede popolare; consiste nel credere che vi siano più Dèi, ma un popolo ne sceglie uno perché si è sentito protetto, ne ha fiducia e a lui solo dice “Tu sei il mio Dio”. Anche quando la religione ufficiale insisteva nell’imporre un unico Dio (da adorarsi in un unico tempio, quello di Gerusalemme), sappiamo che la gente continuava ad andare nei santuari locali, quelli dei padri, tanto è vero che da parte dei profeti troviamo continui richiami al culto del solo YHWH.

    Il padre di Abramo era un costruttore di idoli-statuette e Abramo fu il primo a fare un’alleanza con YHWH come Dio unico. E in Genesi 28, 20-21 si legge, di Giacobbe: «Se Dio (YHWH) sarà con me e mi proteggerà in questo viaggio che sto facendo e mi darà pane da mangiare e vesti per coprirmi, se ritornerò sano e salvo alla casa di mio padre, il Signore sarà il mio Dio. Questa pietra, che io ho eretto come stele, sarà una casa di Dio...». Alla fine del viaggio (Genesi 35,2-4): Giacobbe disse alla sua famiglia e a quanti erano con lui: «Eliminate gli dèi degli stranieri che avete con voi, purificatevi e cambiate gli abiti. Poi alziamoci e saliamo a Betel, dove io costruirò un altare al Dio che mi ha esaudito al tempo della mia angoscia ed è stato con me nel cammino che ho percorso»… Chiarissimo anche Giosuè 24.

    Dunque il pensiero non era “esiste solo YHWH”, ma “YHWH si è fatto conoscere; è il Dio che ho invocato e lui mi ha risposto, mi ha tratto in salvo. Io sono in relazione/alleanza con lui”. Solo con il tempo, e dapprima solo nelle classi colte, si è affermata la concezione teologica dell'esistenza di un unico Dio e quella della paternità universale di quell’unico Dio, creatore/padre di tutti. Come dicevo in altra risposta, la mentalità orientale e semita non è molto interessata all’essere, quanto piuttosto a ciò che storicamente, concretamente si può esperimentare; Dio è trascendente, ma ne possiamo conoscere “la gloria” cioè quella parte di lui (vera, ma ovviamente non esaustiva) che l’uomo può esperimentare. Questo, perlomeno, fino all’incontro con il mondo greco (di cui troviamo tracce nel libro biblico della Sapienza, probabilmente del 30 a.C. o forse anche un po’ dopo).

    Direi che l'enoteismo è la cerniera tra poli- e mono- teismo.

    p.s. tieni presente che gli strali contro il politeismo sono rivolti a quel politeismo popolare molto grezzo, opportunista, che vedeva nelle statuette delle divinità tenute in casa il modo di possedere il dio raffigurato. Se ricordi, nelle caverne abitate dagli uomini primitivi sono stati ritrovati disegni di caccia dove i cacciatori uccidevano l'animale: erano il rito per propiziarsi la caccia, perchè colpendo in immagine si credeva di possedere la realtà, di colpire anche nella realtà; cfr le bamboline voodoo... La mentalità popolare era (e spesso è) questa.

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    A questo punto (e su questa scia) si inserisce il discorso delle rivelazioni (e dei libri sacri): se Dio vuol far conoscere qualcosa di Sè, deve dircelo. Così il discorso di Paolo all’Areopago: “Egli (Dio) creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra... perché cerchino Dio, se mai, tastando qua e là come ciechi, arrivino a trovarlo, benché non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come hanno detto anche alcuni dei vostri poeti: «Perché di lui anche noi siamo stirpe» (At 17, 26-28).

    Sinteticamente, il cristianesimo: in sé non è una religione, o almeno, non lo è primariamente ma solo come ricaduta indispensabile all’essere umano, che ha bisogno dei "miti e riti” (come dice Mircea Eliade) per esprimere il sacro. Il cristianesimo non è primariamente una dottrina né una prassi, ma è imperniato sulla figura salvifica di Gesù: Dio ha preso l’iniziativa, è divenuto anche uomo per poter innestarci in lui e in questo modo renderci “divini”, capaci di vita “eterna” (=fuori dallo spazio-tempo). Questo è, molto sinteticamente, la “salvezza” cristiana: lui per noi si è fatto uomo, perchè innestati in lui superassimo la morte e vivessimo con lui, come lui.

    http://www.corsodireligione.it/religioni/cristiane... e pagg. successive

    Dunque la rivelazione cristiana è imperniata su un fatto storico, Gesù di Nazaret, che ha testimoniato la sua divinità con miracoli ed eventi prodigiosi compiuti sempre a nome suo, non di un Dio “altro”; soprattutto risorgendo da morte.

    Ed è per tutti, almeno finchè qualcuno coscientemente e volontariamente non la rifiuti.

    Fonte/i: https://www.youtube.com/watch?v=J_xFkfK4OEg o https://www.youtube.com/watch?v=Ix3yMWjjA0w (in questi due video c’è la musica dei sufi e solo una serie di immagini, ma sono belli i commenti)
  • 1 anno fa

    anche la religione induista (gli induisti chiamano la propria religione sanatana dharma) appare politeista solo se la si guarda "verso il basso", mentre "verso l'alto" tutto tende a riunirsi. I mistici indù realizzano una unio mystica indistinguibile da quella realizzata dai mistici di tutte le altre tradizioni (comprese quelle ebraica, cristiana, musulmana.. cfr. i lavori in merito di elemire zolla)

  • 1 anno fa

    il monoteismo è opposto al politeismo.

    nel politeismo gli dei sono alternativi ed in competizione tra loro, c'è una gara a chi è il dio più potente e adatto ai miei bisogni.

    nel monoteismo tutto questo scompare il dio anche se appare sotto varie forme e modalità è sempre unico e onnipotente contiene il tutto in se non ha nulla che gli è " alternativo" nemmeno il diavolo che gli è sempre e comunque sottomesso e inferiore.

    anche la trinità è comunque e sempre Dio che si manifesta in modi diversi ma non alternativi né in competizione.

    tutto il pantheon di santi cristiani è sempre inferiore e sottomesso e senza alcun potere se non per "intercessione".

    • l'esegesi del mito della mela d'oro, mostra come alcuni eventi mitologici sarebbero da leggere. :) per il resto ho apprezzato il tuo intervento e quindi un bel pollicione in su da parte mia non te lo leva nessuno.

  • Ci si sforza di connotare l'idea di monoteismo opposta a quella di politeismo come fossero due meri principi dualistici (caldo/freddo; bene/male; e così via...), con la conseguenza che uno debba necessariamente prevalere sull'altro.

    Non dimentichiamo, però, un altro concetto, quello di Enoteismo: https://it.wikipedia.org/wiki/Enoteismo

    Avendo più basi su cui riflettere, sarebbe poi possibile intavolare un discorso. Nei limiti di Y!A, sia chiaro (;

    • Effettivamente, sull'enoteismo e sulla monolatria, non sono così ferrato. Che possano essere come nelle religioni "politeiste" in cui gli Dèi sono tutti aspetti di un Unico "super Dio" e tra questi se ne predilige uno solo? Non ne ho idea sinceramente.

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  • 1 anno fa

    È un po’ di tempo che non approfondisco più il tema, ricordo di aver letto dei libri di storici delle religioni che parlavano proprio “dell’evoluzione” da politeismo a monoteismo, facendo notare che la religione ebraica, da cui poi deriva il cristianesimo con le varie correntisti e in parte l’islam , non sia un monoteismo, nel senso che esiste un solo dio, ma nel senso che esiste un dio da venerare e che è più grande, forte, migliore degli altri dei esistenti, (buttata giù in modo semplicistico)

    Purtroppo sono libri che sono andati perduti in un trasloco ( mai far fare ad altri certe cose!).

    Anche la visione che si ha normalmente degli dei litigiosi è una visione sbagliata è basata sui poemi epici, in cui dio parteggiava per un eroe e/o una parte, un altro dio parteggiava per un altro eroe, quando nella verità religiosa del tempo ogni dio era legato agli altri.

    Vado a memoria e quindi non ricordo bene come fosse il discorso esattamente.

  • 1 anno fa

    ci penso e ti rispondo alla terza

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