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antonio ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 2 anni fa

chi mi puo fare il riassunto di emerenc?

2 risposte

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    Emerenc era diffidente, orgogliosa, fiera di sé e del suo talento per la vita domestica, esigente, perfezionista e libera: sceglieva da sola gli orari di lavoro e i compiti che decideva di non svolgere, non lasciava entrare nessuno in casa sua, stabiliva distanze di sicurezza e custodiva segreti che camminavano insieme alla storia più drammatica del Novecento e metteva da parte i soldi per la tomba più bella che si potesse immaginare, “la mia sarà diversa da tutte le altre”. Era forte, più forte di Magda, più forte di una signora che batte a macchina tutto il giorno, era un’eroina anziana tradita da un ultimo sogno: amare un’altra donna come una figlia, anzi come la parte più importante di sé.

    a scrittrice Magda non può più far fronte agli impegni letterari e nello stesso tempo occuparsi delle faccende domestiche; i tempi per cucinare, ordinare, pulire la casa che occupa con suo marito e il cane sono diventati assolutamente incompatibili con quelli della sua arte. Perciò si rivolge ad Emerenc, una vecchia signora che vive lavorando come donna delle pulizie.

    Ermenec è una persona fuori dagli schemi, ha un carattere deciso e la sua singolare capacità di cogliere l’essenza nelle persone e negli eventi la distingue nettamente da ogni altri persona che Magda ha incontrato fino a quel momento. È lei che, prima di accettare il lavoro, stabilisce le regole e i termini del contratto, le ore settimanali e la paga. Ermenec lavora sodo, lustra la casa da cima a fondo, lava, stira, cucina, prepara ogni cosa con cura e perfezione; mai alcun lamento, mai alcuna rimostranza. Consapevole del valore del suo lavoro, si muove tra le stanze della casa con padronanza e impeccabile precisione, rispettando con ferrea volontà il programma delle faccende giornaliere.

    Ermenec è insieme schiva e gentile, lucidamente distaccata e spiccatamente intuitiva, non eccede mai in inutili convenevoli, benché per tutti quelli con cui si ferma a parlare ha parole di lucida saggezza. Ciò che più di tutto la contraddistingue è quella sua tenace difesa della vita privata: a nessuno infatti è consentito oltrepassare la porta della sua casa.

    La distanza che preserva dal mondo intero è un abisso invalicabile, è un oceano dalle profondità impensabili. Ermenec vi si affaccia solo quando è strettamente necessario, per recarsi a lavorare o per sbrigare qualche incombenza; per il resto il mondo resta fuori dalla sua casa, dai suoi pensieri, dalla sua vita. La solida cortina che la tiene al riparo da sguardi invadenti è coriacemente dura. Anche i suoi parenti più stretti sono ricevuti nell’atrio della sua casa; non c’è possibilità che alcuno sfugga alla regola della porta interdetta.

    Magda, che ha modo di osservarla quando è in casa con lei, avverte sempre più attrazione e nello stesso tempo un che di misterioso e di sfuggente. I giorni trascorrono e il rapporto tra le due donne evolve, con lentezza e con persistenza. Ci sono momenti in cui una delle due si apre, si confida con l’altra ed è allora che sembra tessersi una trama sempre più fitta e sempre più compatta. Ermenec rivela un passato molto doloroso, Magda un presente confuso. Magda, che ha da poco perso sua madre, scopre in Ermenec felici tratti materni in cui non disdegna di rifugiarsi. Ermenec però non è mai vicina al punto di cedere alla tentazione di mostrare a Magda l’anima della sua casa; solo lei, alcuni gatti e Viola, il cane di Magda, conoscono il segreto.

    Magda, nel confronto, scopre in se stessa terribili mancanze, evidenti incapacità di far fronte, nelle situazioni pratiche, agli eventi che la vita le fa vivere. La sua scrittura, benché lodata e celebrata negli ambienti colti, appare quasi sbiadita, insulsa e priva di mordente se confrontata con l’efficiente solerzia di Ermenec, con il suo vigore, con la sua dinamicità, la sua caparbietà. Ermenec è in età avanzata, ma la sua energia è vitale e prorompente. Brusca e diretta, vede in Magda una bambina che non sa regolarsi tra le faccende del mondo, perciò, istigata dal suo innato spirito di protezione, Ermenec si adopera per consigliarla, guidarla, sostenerla, come una madre.

    Tra le due donne la distanza sembra accorciarsi sempre di più. Dopo la perdita di sua madre, Magda ha permesso solo ad Ermenec di avvicinarsi. Stranamente però questa fiducia è ricambiata da Ermenec con una frase sibillina: ‘Impari soltanto una cosa, non bisogna mai amare nessuno perdutamente perché altrimenti si causa la sua rovina. Se non è prima sarà poi. La cosa migliore è non amare mai nessuno…'. Gli episodi dolorosi che Ermenec racconta sono il varco attraverso cui Magda crede di poter accedere alla sua anima, impervia e remota come la vetta di una montagna.

    Ermenec ha molte manie, stravaganti credo e inusuali pensieri, combatte la chiesa, i sacerdoti e perfino Dio. Benché lavori in casa di una scrittrice, non ha remore a dichiarare che tutti i lavori non manuali sono roba da pelandroni, quasi una truffa. Non sopporta i politici e la politica, è completamente indifferente alla vita pubblica. Con cristallina franchezza sostiene il bene e il male delle cose, delle persone, degli avvenimenti. È maestra di vita, tuttavia disdegnando per sé tale appellativo. Magda si ferma a riflettere quando Ermenec le dice: “Lei la fa pagare a tutti quelli con cui ha avuto da ridire, me compresa. E almeno gridasse, invece no sorride. E' la persona più vendicativa che ho incontrato”.

    I modi rudi di Ermenec cozzano con quelli socievoli di Magda: la verità non si serve di parole melliflue, ma di gesti onestamente decisi. Per Ermenec svelarsi non significa chiedere sostegno per lenire la propria sofferenza. Magda, grata per la toccante accoglienza con cui la vecchia governante si è occupata anche della sua anima, oltreché della casa, invece pretende di salvarla dal quel suo antico dolore. La porta, che doveva restare indistintamente chiusa per tutti, verrà aperta, spalancata proprio da Magda: sarà la fine di Ermenec, la rovina si abbatterà su di lei e sulla sua casa.

    Ermenec non chiedeva di essere aiutata, l’impossibilità di soccorrere chi non vuole essere soccorso dà l’avvio alla tragedia. Mentre Magda diventa una celebrità, Ermenec muore tra gli escrementi suoi e dei suoi animali. Tutto quello che doveva restare chiuso e riparato sarà tristemente ricoperto dalla morte e dalla polvere. Ermenec però, da morta, compie un insperato miracolo: al suo funerale ci saranno il medico protestante, il tintore ebreo, il professore cattolico in una sorta di "requiem ecumenico". Il confine che ciascuno segna per sé è invalicabile tanto quanto la sofferenza che da qualche parte si conserva: la singolarità di ogni esistenza può essere solo osservata dall’esterno, mai realmente comunicata.

  • Anonimo
    2 anni fa

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