Perché alcuni atei dichiarano che Dio, di qualsiasi culto, sia un essere materiale? Quando per le religioni monoteiste Dio è trascendente?

Aggiornamento:

Ho posto male la domanda.

Mi riferivo al pensiero di un utente che scrive

Il vero Ateismo è NON VENERAZIONE (invece di NON CREDENZA) delle cosiddette divinità! Cioè l’Ateo (“A” maiuscola) ha capito che il dio cattolico è un oggetto reale (tipo il fiume Nilo per gli antichi egizi) e non nega l’esistenza materialistica di quel dio … bensì cerca di smontarne il CULTO!

Non ho intento polemico con l’utente, solo trovo incomprensibile il suo punto di vista, quindi cerco una spiegazione

Aggiornamento 2:

Forse Atem mi ha fatto comprendere, il succo del discorso è

Dio non esiste che come concetto, È una elaborazione del pensiero umano, non esiste né nel mondo materiale e nemmeno esiste nel mondo metafisico. Chi crede a Dio lo fa perché crede al pensiero altrui.

Giusto Antonio Scalzo?

Aggiornamento 3:

Bene, vedo che la discussione si è fatta interessante, a parte alcune risposte rozze e altre che nulla dicono, alcune risposte e commenti dimostrano interesse per la questione.

11 risposte

Classificazione
  • 5 mesi fa
    Migliore risposta

    C’è un errore di fondo

    Si confonde la religione,con tutto il suo costrutto e ognuno diverso per ogni religione, con Dio.

    Dio, come ti è già stato detto, viene spiegato fin dall’antichità cos’è e su questo si può essere d’accordo o no, ma si deve fare uno scontro dialettico usando la filosofia, mica la scienza o altra disciplina.

    La religione, o le religioni, con le loro nomclature, con le loro regole e tutto il resto sono delle “istituzioni” reali, concrete, umane, che spesso e volentieri ben poco hanno a spartire con la spiritualità.

    Andando fuori tema

    Sulla spiritualità qualche anno fa un utente aveva citato de Andrè e la spiritualità atea, in cui il poeta e cantautore ben spiegava perché spiritualità non fa rima con religione e men che meno con credenza religiosa.

    Purtroppo non trovo più il link con l’intervista a de Andrè.

    N.B. Nemmeno io sto dicendo che Dio o la Divinità esiste, ma che se si deve discutere di questo non si deve confondere il piano su cui fare la discussione.

    Dopo aver letto e riletto, tagliato le parti inutili e interpretato sono arrivato a capire che l’idea di Antonio non è altro che una “variante” del pensiero di Feuerbach, Dio prodotto del pensiero umano, mischiata al pensiero di Schopenhauer a cui ci aggiungiamo Marx.

    Solo che questi 3 personaggi avevano argomentato molto più chiaramente il loro pensiero, eppure neppure loro non hanno subito critiche dai loro pari, critiche che principalmente si basavano e si basano tutori su costrutti logici atti a mettere in bella vista i punti deficitari di tali dottrine filosofiche.

    Siamo al punto che o prendiamo come verità assoluta una delle 2 posizioni e quindi cadiamo in contraddizione, oppure accettiamo una delle 2 come più plausibile in attesa di eventuali sviluppi

    • Alfredo
      Lv 4
      2 mesi faSegnala

      Non ti voglio fare arrossire, ti metto di fronte alla tua immane ignoranza.

  • Inizio con lo scusarmi per la pignoleria... ma partiamo da un piccolo assunto (anche se a dire il vero con la risposta c'entra poco e niente): che differenza c'è tra una religione mono e una religione politeista?

    Nessuna. Il termine politeismo e il termine monoteismo, infatti, sono invenzioni del filosofo Filone di Alessandria, Ebreo Ellenizzato, che nel parlare dell'Ebraismo doveva cercare un qualcosa per distinguerlo ai suoi occhi dalle altre religioni. Dunque, ha creato una falsa opposizione tra religioni che vedono Dio come un'unica sostanza che si articola in più aspetti, e religioni che vedono Dio come più aspetti di un'unica sostanza. Capisci che il che è piuttosto divertente... Anche se, della falsa opposizione tra Mono e Politeismo (a mio avviso esistente solo nella fantasia popolare) ho trattato in una domanda che ti lascio in fonti.

    Veniamo ora alla questione. Se ho ben capito il parere di quella persona (che spero vivamente che risponda) i fatto è che anche il presunto Dio trascendente (e dico presunto, perché non Lo vedo più trascendente di quelli delle religioni "Politeiste" -ovvero trascendente ma immanentizzato dalla fantasia popolare-), sarebbe nient'altro che una divinizzazione e assolutizzazione del proprio intimo pensiero (esattamente, come a quanto ho capito, per te Giove è il fulmine divinizzato)... a riprova di questo, c'è il fatto che questo Dio, guardacaso, la pensa proprio come la persona che esprime la credenza e quindi vuole quel che la persona vuole, odia quel che la persona odia, ecc.

    Fonte/i: Scusa, mi ero dimenticato alla fine di lasciare il link che avevo promesso (eh a lasciare e prendere una risposta!) Comunque, ecco qua... https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20...
    • Alfredo
      Lv 4
      5 mesi faSegnala

      Ho scritto Alfredo invece di Atem, chiedo scusa

  • 5 mesi fa

    Ti riferisci ad @Antonio scalzo, che mi pare di aver capito che dica che il dio personale di un credente affermi ciò che nell'intimo lui voglia intendere usando l'idea di dio come un fantoccio. Mi pare, nel caso chiedo venia. Ma in questo caso comunque, concorderei.

    Cioè la moralità e l'etica di dio, si riflette in realtà in ciò che il credente intende come morale ed etico, dunque la trascendenza di dio verrebbe falsata nel materiale intendere del fedele, fornendo al divino idee terra terra, personali.

    • Atem5 mesi faSegnala

      A mio avviso si tratta solo di un concetto ricercato per spostare un ente divino e fornire una scusante per le varie teorie ultraterrene. Al di fuori di questo non credo abbia valenza, ma varrebbe come dici, bisognerebbe conoscere tutte le cose per dirlo.

  • Ennio
    Lv 4
    5 mesi fa

    No, l'ateo è quello descritto dal dizionario. Se qualcuno usa la parola in modo diverso, è un suo problema

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  • 5 mesi fa

    Mai sentito dire ad un ateo questa c4zz4ta.

  • Anonimo
    5 mesi fa

    Se un ateo dicesse che Dio esiste ed è un essere materiale, non sarebbe un vero ateo. Peg gli atei dio non esiste in nessuna forma, punto.

    • Hai ragione ho posto male la domanda. Faccio un aggiornamento.

  • 5 mesi fa

    perchè non sai nulla. Gli dei sono davvero stati qui e quando se ne sono andati hanno voluto cancellare i ricordi della loro presenza confezionando l'idea del dio trascendente; essendo molto più intelligenti di noi ci sono riusciti pienamente, tanto che il dio inventato è verità assoluta e gli dei sono miti e leggende.

  • Diversa concezione o idea sballata?

    Se per ateo prendiamo il significato del vocabolario hai già la risposta

  • Gianni
    Lv 6
    5 mesi fa

    Perché se lo immaginano così facendosi dare un immagine sbagliata di Dio

    "2) Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti."

    Esodo 20

    Secondo comandamento secondo la Bibbia

  • 5 mesi fa

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    Dio, ossia l’adorazione acritica del proprio personale pensiero.

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    È possibile conoscere il vero pensiero di dio???

    A primo acchito saremmo portati a dire << no! >>, tuttavia se crediamo in un divino volere da rispettare ... questo significa (almeno sulla carta) conoscere l'effettivo pensiero di dio !!!

    D’accordo, chi è consapevole di essere davvero-davvero assai intelligente potrebbe arrivare ad imbastire un discorso di questo tipo:

    << Pensare di sapere come la pensa dio sulle questioni IMPORTANTI, non significa certo pensare di sapere come la pensa dio nei DETTAGLI!

    Ad esempio, è impossibile sapere come la PENSA dio in materia di sesso: se cioè sia giusto farlo al primo incontro o solo dopo che l’amicizia sia sfociata in matrimonio! È questo perché il sesso (nella mente di dio) è un dettaglio!

    I desideri di fondamentale IMPORTANZA che risiedono dentro il cervello di dio e che noi uomini dobbiamo conoscere (e quindi rispettare) sono ben altri! >>

    Già … però questo significa affermare che dio aveva creato con scarso impegno il cervello dei nostri nonni, visto che per loro (per i nostri nonni) i pensieri di dio ─ riguardanti il sesso ─ NON ERANO UN PICCOLO DETTAGLIO. Eppoi noi (mi riferisco a chi sa di essere intelligente assai) come facciamo a sapere quali sono le cose di fondamentale importanza a parere di dio? Siamo forse dentro il cervello di dio?

    Ebbene sì, la superficialità è quel credere di conoscere il vero ed intimo pensiero di DIO! E questo perché DIO è quel pensiero nostrano (/personale) che a nostro acritico intendere … tutti gli uomini (eccettuato i pazzi) pensano!

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    La conoscenza è come il calore: non c’è (forse) limite verso l’alto, però oltre una certa soglia diventa incandescente … è amore!

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    Il contrario della conoscenza (/dell'amore) non è l’odio ... è il disprezzo (/la paura). Per capire ciò basta osservare il comportamento di un cane qualsiasi: se ti CONOSCE ti fa le feste (ti ama), se ti DISCONOSCE (se non sa nulla di te) ti aggredisce: ha paura e ti disprezza.

    Insomma ─ contrariamente a quello che dicono le persone dal cervello lavato ─ la causa delle malvage guerre non è l’odio, è il disprezzo!

    L’odio è una reazione al disprezzo, l’odio è quella freccia lanciata al cielo per farlo sanguinare … http://www.viadelcampo.com/html/fiume_sand_creek.h... Ma dietro lo sterminio dei popoli come i pellerossa non c’era mica l’odio … c’era la credenza che fossero uomini privi di valore: ossia degli straccioni meritevoli solo di essere depredati delle loro terre.

    Ma ritorniamo sulla CONOSCENZA che come è noto significa pure AVER CAPITO … diceva Einstein: << Non hai veramente CAPITO una cosa fino a quando non sei in grado di spiegarla perfino a tua nonna. >>

    Quella frase lascia intendere che i nostri sensi sono SEI e non CINQUE: il sesto ─ se opportunamente sviluppato ─ è la logica: la comunicazione uni-interpretabile … ossia le parole che il nostro cervello decodifica in maniera chiara ed univoca.

    Per dimostrare questo principio dobbiamo osservare che tutti i sensi sono come la vista: informano (comunicano) il cervello … e questo (il cervello) converte le informazioni in nitide << immagini >>.

    Ad esempio il cervello del cieco pipistrello ricostruisce nitide << immagini >> della realtà … attraverso l’UDITO (la famosa ecolocazione)! Viceversa quello della cieca vipera le <<immagini >> della realtà le ricostruisce attraverso il GUSTO (la lingua). E se poi pensiamo ad un uomo cieco … sappiamo che il suo cervello ricostruisce << immagini >> grazie al TATTO.

    In tutti questi esempi mancherebbe l’OLFATTO, ma basta pensare ai cani che ─ grazie a quel senso ─ loro arrivano ad << immaginarsi >> un mucchio di cose.

    Che centra la logica con la riproduzione di immagini? E che c’entra la logica con la conoscenza?

    Per fare questo ulteriore passo dobbiamo osservare che la conoscenza è un sinonimo di "sapere portatile" ossia di "coscienza di classe"?

    A tal proposito un certo << Primaverino >> ─ nel commentare quella frase di Einstein ─ mi disse che lui concordava appieno con il padre della relatività (figuriamoci se poteva essere il contrario) e poi aggiunse: << Però SAPER SPIEGARE qualcosa, mica significa SAPER COSA CAPISCE chi ci ascolta! >>

    Al che io gli risposi: << Oh bella, se le cose stanno come dici tu allora io ho capito la teoria della relatività meglio del suo ideatore! Lui riusciva a spiegarla persino a sua nonna … io addirittura persino al mio cane!

    Certo non posso mica sapere cosa capisce il mio cane, io però (la teoria della relatività) riesco a spiegargliela! >>

    No-no, spiegare significa: SAPERE quali parole usare per trasferire una certa conoscenza e nello stesso tempo … SAPER cogliere il feedback di << trasferimento avvenuto con successo e in maniera univoca! >>

    Insomma la parola coscienza (o sapere portatile) è legata alla comunicazione … non necessariamente verbale.

    E d'altronde noi ci rendiamo conto che un malato in fin-di-vita (compreso il nostro cane) non ha ancora perso la sua COSCIENZA, proprio quando ci comunica (in qualche modo) che la sua capacità di intendere le nostre parole … non è ancora venuta meno.

    E tra l’altro ─ il morituro ancora cosciente ─ non dà segni della sua COSCIENZA agli estranei … proprio perché con gli estranei non ha mai comunicato (trasferito) alcun sapere.

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    Aggiornamento

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    Molti utenti furbi usano l'anonimato per evitare l'accumulo delle cialtronate e poi non poter più dire (quando si mostrano con la propria utenza) << io ho 90 anni e 17 meta lauree: una in meta fisica, una in meta chimica, una in meta Voltaire ... >>

    Nella fattispecie un anonimo (uno di quelli plurilaureati e con 90 anni tutti spesi a leggere montagne di libri) ha dichiarato che il bolscevismo (il marxismo) sarebbe OGGETTIVAMENTE una forma di ATEISMO DEBOLE ... e basta documentarsi.

    Anonimo: << non ho mai sentito dire da un ateo che non esiste l’ateismo bolscevico, e solo una forma di ateismo che si è formata da una corrente politica, ma filosoficamente parlando e debole, o meglio fa parte del cosiddetto ateismo debole( cercate in rete ateismo forte e ateismo debole) >>

    https://it.wikipedia.org/wiki/Ateismo :

    << ATEISMO FORTE

    [...] Un esempio storico significativo di ateismo forte è certamente rappresentato da Karl Marx. Egli spiegò la religione come espressione e risposta alla miseria terrena con la speranza di un riscatto nell'aldilà. Per questo definí la religione «oppio del popolo», ovvero un antidolorifico capace di far sopportare la miseria e al tempo stesso impedisce di trovare una soluzione ad essa [37].

    ATEISMO DEBOLE [...] >>

    Come si vede, è proprio come ha detto l’anonimo, dato che wikipedia è una fonte OGGETTIVAMENTE falsa.

    • Tu sentenzi: << quel che dici te, non sono argomenti … sono chiacchiere! >>.
      Bene! Se questa tua sentenza è umana, può essere valida per te … e magari non per me!

      Se invece questa tua sentenza è certo che sia valida pure per me, allora è una sentenza oggettiva, tirannica ed assolutista.

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