Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 6 mesi fa

Il rifiuto dell'idea di morire è di solito più forte nei meno giovani?

Aggiornamento:

Non è comunque che i giovani si sentano invincibili nelle cose in generale, anzi, ma sembra che l'istinto di quel genere sia più forte tra i più grandi.

Poi dipende dalle persone, voi che dite?

9 risposte

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  • S.P.
    Lv 6
    6 mesi fa

    Il rifiuto all' idea di morire è sicuramente più forte nei <più giovani > . La mente del più giovane è una mente aperta al "sorgere" della vita e guarda la morte come un qualcosa che capiterà solo agli altri, non a se. Gli altri ....i più vecchi, gli anziani.... L' Io del giovane, ancora è in "formazione" e non induce se stesso in un simile pensiero che lo vedrebbe già alla fine della sua stessa esistenza, quindi si rifiuta perfino di pensarci sopra o di rifletterci venendo alla sua naturale egoistica, per così dire, spontanea spiegazione : la morte riguarda gli altri. No me.

    Questa conclusione durerà non molto a lungo, per poi essere ripresa e sviluppata con un certo interesse e in un modo diverso.... ma, dopo la maturità.. Così si attenua l' incoscienza giovanile verso la Morte e la si incomincia ad osservare, tenendola più presente per le sue conseguenze, fisiche, morali, spirituali....

    l' uomo anziano consciente comprende da se l' approssimarsi del limite fisico della vita, tuttavia escludendo un evento improvviso ed imprevedibile, giunge alla conclusione di comportamento nei riguardi della Morte in due modi diversi, in due prospettive dettate dalla religione nel Bene e nel Male.Gli uomini pensano generalmente che la morte sia un male , anzi che sia il vero male per antonomasia .

    La concezione più diffusa all’interno della Religione Cattolica condivide questa prospettiva indicando che la morte è entrata nel mondo attraverso il peccato .

    Il peccato è la causa della morte . Dire morte equivale a dire peccato, quindi male . Questo legame causale tra peccato e morte viene individuato da Paolo di Tarso ed espresso nel concetto che se non ci fosse stato il peccato di Adamo, non ci sarebbe stata la morte .

    Solo attraverso la redenzione si ha l’eliminazione del peccato generatore della morte, e quindi della morte stessa.

    Dio però, non ha creato il peccato. Dio ha creato la vita, ma sulla terra la vita dell’uomo la si identifica con il corpo che fa parte della materia, segue le leggi della materia e quindi è destinato nel suo processo naturale a perire e a trasformarsi.

    In questa ottica, la morte dell’uomo è da attribuirsi alla fine di un processo naturale biologico e come tale approvato da Dio. Intesa in questa maniera la morte è un bene.

    La Religione Cattolica, quindi, si trova in presenza di una contraddizione : vi è una prospettiva biblica che pensa la morte come introdotta dal Diavolo e quindi ontologicamente cattiva, e ve ne un’altra che la pensa come istituita da Dio e quindi ontologicamente buona.

    La prospettiva negativa di peccato =morte coinvolge nella paura e nel terrore chi è convinto di questa soluzione. Mentre chi è portato a pensare alla morte come fine naturale del processo biologico, sarà più incline ad accettare la morte, se non altro, come fine della sofferenza.

    San Paolo chiama la morte: “ultimo nemico” . Ma nemico di chi? Non credo che si voglia riferire a Dio, perché Dio non ha nemici per definizione. Chi vuole per forza attribuire a Dio un nemico, vuol dire che di Dio non ha compreso nulla!......La morte è “l’ultimo nemico” dell’uomo. Ma di quale uomo? Dell’uomo che non è educato spiritualmente. L’uomo invece, che ha approfondito le sue conoscenze spirituali non disprezza la morte, non la teme, la comprende. La morte viene vista come l’ultimo atto della vicenda terrena, quella che permetterà all’uomo di fare il grande salto dal mondo relativo al mondo spirituale. Secondo me, comprensione e riconoscenza va attribuita alla morte poiché essa da all’uomo, soprattutto alla sua vera essenza, l’anima, la grande opportunità di “rituffarsi” totalmente nel divino, dopo la sua avventura terrena.

    Le più insigne dottrine spirituali dell’umanità,sia religiose, sia filosofiche, insegnano ad accettare la morte . Non può essere diversamente, perché, su questo argomento, la logica che governa il mondo naturale e quella che governa il mondo spirituale sono identiche. E’ sublime l’esempio di San Francesco nel “Cantico delle creature” chiama la Morte come Sorella: “Laudato si, mi Signore, per sora nostra Morte corporale, dalla quale nullo omo vivente po’ scampare” .

    • S.P.
      Lv 6
      6 mesi faSegnala

      Tutti i corpi " crepano" ...nessuno corpo scampa al destino della Morte...tranne la nostra Vera Essenza . La consapevolezza di ciò ci permette di comprendere e di accettare la morte come un processo necessario alla vita.

  • 6 mesi fa

    Mah, ho 56 anni, ho visto morire la mia compagna che aveva 28 anni, ha lottato per vivere, ma è morta serenamente conscia che tutto era stato fatto per poter vivere, ( unico cruccio gli ultimi giorni non volle più che i nostri figli la vedessero, era in condizioni pietose) ho visto amici morire piangendo che avevano 30 anni o poco più e ragazzi che si disperavano perché sapevano che sarebbero morti a poco più di 20 anni.

    Ho visto morire amici di più 60/70 anni con una tranquillità enorme ed altri che non accettavano l’idea della dipartita.

    Ma ricordo ciò che mi disse un amico medico su una ragazza nemmeno 20enne, o forse poco più, accettò con uno sguardo sereno quando levfu detto che aveva pochi mesi di vita e disse mi dispiace per il dolore che lascerò a chi mi conosce.

    Questo dottore pianse, mi ha detto che gli è capitato che alcuni accettino come inevitabile la morte, ma lo sguardo e la voce serena di quella ragazza lo ha colpito in modo diverso. Ancor oggi, e sono passati anni, quando si cade in quel discorso fa gli occhi lucidi.

  • 6 mesi fa

    crepare non entusiasma nessuno, i meno felici di morire sono proprio coloro che credono al paradiso e alle altre assurdità connesse.

  • Anonimo
    6 mesi fa

    no solitamente sono i giovani con ancora sogni, obbiettivi e progetti da realizzare e voglia di vivere che hanno più paura della morta, i vecchi spesso sono stanchi e rassegnati e dopo una vita intera passata a ingoiare rospi tendono ad accettare il sonno eterno con un po' meno tormento, poi ci sono sempre le eccezioni ovviamente.

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  • 6 mesi fa

    @Preziosa:Da giovani non si pensa tanto a morire perchè si spera d'invecchiare o come te si spera di poter riuscire a vivere in eterno per intervento miracoloso da parte di Dio.I vecchi che ormai hanno perso ogni speranza vedono la morte come un amara realtà e la vivono come una liberazione da acciacchi e malattie.

  • Ho superato gli 80 e serenamente so che si avvicina la mia ora.

    Non mi preoccupa la morte che è inevitabile, ma il dolore.

    Da giovane hai meno presente che la morte può arrivare, la vedi come una cosa lontana, quindi più che il rifiuto è proprio la mancata percezione della morte, tranne per chi ne ha viste di morti, e a 10 anni essere sotto i bombadamenti a Milano di morti ne ho visti.

  • 6 mesi fa

    c'è chi racconta di non temere la morte... inganna gli altri per migliorarsi nella tecnica di ingannare se stesso

    • Alliance
      Lv 7
      6 mesi faSegnala

      Ti posso assicurare che non è vero. E poi basterebbe il numero dei ...

  • 6 mesi fa

    Sicuramente arrivati ad un certo punto la vita mette davanti forse molti più problemi rispetto a quando si era più giovani e forse ci si ferma a riflettere di più...ma comunque una verità è certa: siamo fatti per vivere !

    A chi non piacerebbe una vita lunga e gratificante ?

    La Bibbia dice che è stato Dio a dare questo desiderio all’uomo (Ecclesiaste 3:11).

    Sarebbe logico credere che un Dio d’amore abbia creato l’uomo con il desiderio di vivere per sempre se tale desiderio fosse irrealizzabile?

    Ovviamente a nessuno piace la morte. La Bibbia la descrive come un “nemico” (1 Corinti 15:26).

    Ma ci spiega anche molto altro..perché invecchiamo e muoriamo? C è una speranza di poter avere una vita diversa?!

    https://www.jw.org/it/pubblicazioni/riviste/torre-...

  • Anonimo
    6 mesi fa

    Credo che l'idea della morte non piaccia a nessuno, o comunque che non piaccia alla maggioranza delle persone. Ma in realtà non dovrebbe essere così: la morte è inevitabile, come si è nati prima o poi si dovrà morire. Ed è necessario accettare che nulla è duraturo, in questa vita: tutto finirà, nel bene o nel male. Pensare che la vita sia nostra e che ne possiamo disporre come vogliamo, è un illusione. Siamo solo di passaggio, in questo mondo. Bisogna accettarlo. E bisogna vivere in un ottica di distacco da tutto ciò che può portare sofferenza. Prima lo si comprende e meglio è.

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