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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 10 mesi fa

Un protagonista di questo tipo vi conquisterebbe?

Un ragazzo scappato di prigione, un bravo ragazzo umile che ha è finito in un gruppo per l'indipendenza, incontra una ragazza che viene emarginata da tutti perché di famiglia umile. Non può andare a scuola che la insultano, e dopo la scuola lavora nei campi. La ragazza si innamora di lui ma lui un po' per proteggerla un po' perché crede si meriti di meglio, la allontana. A volte la tratta bene a volte male per farla allontanare. Si rende conto di tutto solo quando lei viene picchiata e se la ritrova sotto la pioggia svenuta. La porta a casa sua e la cura, lei si sveglia col pigiama di lui e vuole tornare a casa. Lui non la lascia andare, anche perché a casa starebbe da sola (è orfana). Lei rovescia la zuppa che lui le ha fatto e si addormenta piangendo. Lui le tiene la mano e la sveglia se ha gli incubi durante la notte. Mentre lui è a lavoro lei tenta il suicidio, quando ritorna la vede, piange e le fe promettere che non lo farà più. Poi si ammala lui e stavolta è lei a curarlo. Quando sta meglio fanno l'amore e lei romane incinta, lui viene costretto ad arruolarsi per la guerra. Lei non lo accetta. Prima di essere portato via la mette al sicuro facendola fuggire lontano, e le promette che a guerra finita tornerà a prenderla. Mentre è al fronte il pensiero di lei e del bambino lo tengono in vita tra brutti ricordi in prigione e di una vita sfortunata, con la madre morta da piccolo e il padre ucciso mentre lavorava in una nave

Aggiornamento:

Grazie della risposta dettagliata e coi spunti di riflessione intelligenti e giusti. Ho omesso molti particolari nella descrizione perché non avevo più caratteri a disposizione. Aggiungo solo che la storia è ambientata nel 1915/17 in europa, tra due paesi rivali. Lui e lei sono dello stesso paese, lei immigrata lui scappato di prigione. La incontra il primo giorno in cui sbarca dopo che viene buttata giù dalla bicicletta. La ragazza non è insignificante, è solo una ragazza povera, intelligente

Aggiornamento 2:

Molto portata per lo studio. Essendo cattolica e non protestante, e non 'locale' viene presa in giro a scuola (anche a causa della guerra). Gli insegnanti parteggiano per i benestanti e locali, non per lei che è diversa e povera. Non ha nessuno a parte la sua famiglia, i componenti moriranno nel corso della storia. Tenta di fare amicizia ma viene respinta e mai aiutata. Ovviamente ha provato a reagire ma non è servito. Ha tante passioni,tra cui il disegno. Cercherà di proteggerlo e non farlo

Aggiornamento 3:

Arruolare tentando fisicamente di impedirglielo ma lui dovrà per forza. Mentre è al fronte lui pensa di continuo a lei e il pensiero di lei e del loro figlio lo tiene in vita. Lei comincerà a vivere veramente dopo che avrà il bambino, che somiglierà a lui. Si ritroveranno a guerra finita dopo un anno

4 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    10 mesi fa
    Risposta preferita

    Innanzitutto la storia di un ragazzo buono e umile trascinato nel giro di ribelli indipendentisti che finisce per evadere di prigione può essere interessante, così come il fatto che gli capiti tra capo e collo una ragazza nel momento peggiore per lui, tanto da ritrovarsi a scegliere tra lei e la guerra. Serve però uno studio molto più approfondito per riuscire a non renderla banale e puntare sugli sviluppi psicologici dei personaggi, perché ho trovato diversi punti deboli nella tua costruzione.

    LUI: Dici che il protagonista è "bravo". Ma se dici che è appena scappato di prigione, tanto bravo non era. Per essere imprigionato deve aver fatto qualcosa di male o di sbagliato, o essere stato scambiato per un altro. Se uno è parte di un gruppo di indipendentisti vuol dire che è un gruppo di ribelli, che si oppone non solo al governo attuale ma addirittura a un territorio, vuole staccarsi dallo Stato in cui è, quindi tanto tranquillo non può essere. Devi decidere se lui era bravo prima ed è stato traviato dopo, oppure se era bravo, si è avvicinato a loro ma non condividendo le idee più estreme lo hanno incastrato e mandato dentro. Per esempio. Poi ci sono altre mille ipotesi che potresti inventare, ti ho detto le prime due soluzioni che mi siano venute in mente. Detto questo: una volta scappato di prigione, ci si aspetta che venga ricercato. Quindi come fa a starsene a casa sua? Sarebbe il primo posto in cui lo andrebbero a cercare, non è credibile: sarà nascosto altrove, si muoverà di soppiatto, non andrà in giro a chiacchierare con la gente né tantomeno a scuola. Ma quindi, come fa a conoscere lei e parlarci abbastanza a lungo da farla innamorare? Dove lo ha scovato? Come fa lui a passare casualmente dove lei è svenuta, proprio in quel momento, quando in realtà dovrebbe starsene nascosto? Come fa a farsi una zuppa se è in un nascondiglio? E' a casa di qualcun altro? In una casa abbandonata non ci sarebbero i fornelli funzionanti, per esempio. Scappato di prigione è passato a casa a prendersi il pigiama? Non credibile. Se lo è andato a comprare? Era una priorità quando si rischia di tornare in prigione? Non saprei. In generale, la cosa del pigiama la toglierei proprio: è un cliché già visto. Prova a pensarci: in quanti film hai già visto lei svegliarsi coi vestiti di lui? Noioso, banale, trova qualcosa di nuovo. Tornando a lui: era indipendentista ma poi va in guerra. Perché? E' una guerra ufficiale tra indipendentisti e Stato, quindi quella che voleva? E lei da che parte sta? E se è una guerra tra lo Stato e un paese estero, perché lui va e non diserta? Perché da indipendentista ribelle che si fa incarcerare passa a piegare la testa docilmente a un obbligo simile? Non mi sembra credibile, o meglio: se davvero vuoi che il personaggio evolva in questo modo, serve che accada qualcosa. Motivazioni, fatti, pensieri, stravolgimenti che hanno anche altre conseguenze oltre a questa. Dai per scontato che lui non possa rifiutarsi, ma se è persino scappato di prigione non sarebbe più credibile che provasse a fuggire anche in questo caso, portandosi dietro la nuova famiglia che ha? Inoltre, non capiamo niente della sua psicologia. Hai parlato dei fatti che lo riguardano, ma niente dei suoi pensieri, dei suoi valori, dei suoi ideali e delle sue contraddizioni, sembra un manichino che fa cose che tu gli ordini di fare, ma tutte senza sentimento. L'unica cosa che si evince è che lui sia un codardo: l'accoglie dopo averla trovata picchiata, ma non gli viene in mente né di denunciare gli aggressori né di vendicarla, restano soltanto rintanati come topi: come mai? Non si fida della polizia perché è dello Stato? O pensa che la loro sia una trappola perché è diventato paranoico da quando è uscito di prigione? Non si capisce cosa gli passi per la testa oltre all'essere gentile nell'offrire casa e zuppa a una perfetta sconosciuta (perché, ricordiamo, ancora non abbiamo capito come o quando abbiano trovato il tempo di parlarsi) perché sembra soltanto una facciata: gentile finché lei è lì con lui e lui è costretto a esserlo, ma poi se ne frega di chi le ha fatto del male e se ne frega di lei mentre va in guerra, o almeno è quello che si evince da questa trama. Se volevi renderlo diverso, dovresti cambiarla un po'.

    LEI: Lei è vuota, se ci pensi. A scuola la insultano e lei non fa niente. Non denuncia neanche ai professori? Sembra che neanche esistano da come ne parli, quando invece sono loro a vedere queste cose e intervenire. La fanno lavorare nei campi e lei esegue. Si innamora di uno che la calcola poco, passivamente, senza fare niente per conquistarlo. Si fa picchiare. Non denuncia nessuno. Non si vendica su nessuno. Non ha famiglia né amici. Finalmente lui le dedica attenzioni e lei, in una vita simile, lo tratta male? Non è credibile. Può essere scossa, immobilizzata dalla paura, ma tentare il suicidio quando finalmente c'è una voce amica che le tiene la mano (ed è per di più proprio quello che le piace) non penso sia realistico, a meno che non capiti qualcos'altro ancora, perché quello è l'unico aspetto positivo che le sia capitato finora. Poi, dici che è lui a curarlo: di cosa si ammala? Con quali soldi lo cura? Ha quindi delle doti di infermiera che finora non ci avevi detto? Magari quella è la sua passione? Direi di sì, dagliene almeno una, finora è un personaggio che appare vuoto e senza un'idea, un pensiero, uno scopo, un hobby. E soprattutto così avrebbe senso dire che una ragazzina qualsiasi possa guarire qualcuno, perché è ben poco credibile come cosa altrimenti (a meno che non si tratti di dare le medicine, ma con quali soldi? E davvero lui non riesce a prendersi una medicina da solo? E non serve un medico per prescriverle, se è così grave che lui neanche riesce a prendersi una medicina?). Lei resta incinta e finalmente “NON ACCETTA” che lui vada in guerra. OH, finalmente ha una caratteristica 'sto fantasma! Finalmente prende una decisione! Ma cosa fa di pratico invece di puntare i piedi e basta? Niente. Potresti invece farle dare proposte di fuga. Proposte per nascondersi, o proposte per evitare l'arruolamento, o provare a corrompere guardie etc per evitare che lui debba andare per forza. Falle fare qualcosa! Se ci fai caso, non fa che sballottarsi da una parte all'altra facendosi fare di tutto come un pupazzo, ma le persone vere non sono pupazzi: a un certo punto reagiscono. Magari in modo sbagliato e magari facendo peggio, ma qualcosa fanno... così come la descrivi sembra inutile, come personaggio, se non ci fosse la trama quasi non cambierebbe di una virgola: le persone cattive continuerebbero a picchiare la gente, lui continuerebbe a nascondersi prima e andare in guerra poi, fine. Così è un personaggio per il quale non si può parteggiare: non fa assolutamente nulla per meritarsi qualcosa di bello, è un opossum, neanche si trova degli hobby per potersi sfogare o distrarre o rifugiare mentalmente. E non ci dici neanche come si sente quando la insultano, se pensa che siano cattivi o se pensa addirittura che abbiano ragione: queste due cose generano effetti diversi sulla persona. Non ci dici se le piace lavorare nei campi, e cosa le piace, o se lo fa sforzandosi. In ogni caso, se una ragazza lavora nei campi avrà la pelle rovinata dal sole, avrà un corpo molto mascolino e forzuto: forse è per questo che magari all'inizio lui non la calcola più di tanto? Guarda al lato realistico della faccenda.

    LORO: Lui è umile, lei è umile. Lui deve stare nascosto quindi penso non possa lavorare, lei non va più a scuola dopo essere stata bullizzata e picchiata. Quindi come fanno a vivere? A pagarsi da mangiare, da vestire, da bere? Descrivere la situazione disagiata di sopravvivenza alla giornata può essere interessante, ma tu hai ignorato la situazione in cui sono immaginandoti zuppe e pigiami come se piovessero dal cielo: così non è. Da dove saltano fuori? Con quali soldi? Iniziano a rubacchiare? Poniti queste domande.

    AMBIENTAZIONE: Calvino disse che “la fantasia è come la marmellata, va spalmata su una solida fetta di pane” . Da te manca completamente la parte solida, ovvero: un' ambientazione e un'epoca ben definiti. Parli di guerra, di indipendenza e di lavoro nei campi, ma non si capisce di quali si stia parlando: ogni guerra è diversissima dall'altra, ogni società idem, ogni movimento di indipendenza ha portato a cose diverse. Non puoi parlare in generale, devi calarlo nella realtà. Anche se vuoi inventarti una guerra o un paese che non esistono, deve essere tutto credibile secondo le normali dinamiche società-storia, altrimenti sarà tutto sospeso nel nulla. Essere umili nell'Italia del dopoguerra o essere umili nell'America degli stessi anni aveva effetti diversissimi, essere umili nell'ottocento aveva caratteristiche e conseguenze molto diverse, essere umili nella Spagna attuale dove la Catalogna cerca l'indipendenza porta a cose ancora diverse che si rifletterebbero nei personaggi. Invece così risulta tutto molto falso, perché non ci sono elementi ancorati alla realtà. Per farti un esempio, è come se tu ci dicessi “Oggi ho mangiato una banana”. Mangiare una banana oggi, nel 2019, magari porta la gente a fare battute idiote e porno. Nel 1900 nessuno l'avrebbe fatto. Nel 1300 ti avrebbero guardati tutti sconvolti perché le banane da noi non esistevano. Nel 2019 in Islanda mangiare una banana farebbe chiedere alla gente “ma come ha fatto a portarla quassù?”. Un semplice fatto, in epoche e luoghi diversi, cambia tutto. Non puoi restare sul generale, è ora di approfondire!

    Per questo ti suggerisco la lettura di “L'ingranaggio” di Sartre, “Cent'anni di solitudine” di Marquez, “Le menzogne della notte” di Bufalino e “Suite francese” della Némirovsky. E' evidente che tu abbia letto ancora troppo poco, per capire come far funzionare tutti gli ingranaggi, quindi fossi in te recupererei ;)

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  • 10 mesi fa

    Fa schifo.

    1. Se la tizia è di umili origini stai sicuro che a scuola non starà insieme agli aristocratici, ma ad altri ragazzi del suo rango.

    2. Se è orfana, chi glielo fa fare di andare a scuola? il lavoro nei campi ci puo stare a seconda dell'epoca e del contesto in cui si trova, ma la scuola no.

    3. Se è malata che ci va a fare a casa da sola? Inoltre è innamorata, chiunque che sia malato e innamoto preferirebbe essere accudito dalla persona bramata piuttosto che stare da solo come un cane.

    4. perché rovescia la zuppa? E' ritardata?

    5. Un altra complessata nevorica suicida... per favore basta!

    6. Fanno di già l'amore? Ci puo stare, ma anche qui varia a seconda dell'epoca in cui è ambientato; invece di lavorare nei campi potrebbe benissimo essere una prostituta.

    7. Se promette di tornare dalla guerra, è lampante che il tizio è abituato a fare promesse che non puo mantenere.

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  • 10 mesi fa

    Rispondo con la massima sincerità, dal momento che hai chiesto un'opinione al riguardo: a me sembra molto banale e scontato, tanto la storia (che non ha nulla di originale) quanto la caratterizzazione dei personaggi (che mi sembra parecchio unidimensionale, oltre che già vista)... Per non parlare del fatto che la protagonista mi sembra il solito personaggio femminile scialbo, senza arte nè parte, senza un minimo di carattere o di forza e che non esiste senza il suo uomo accanto... Caratterizzazione che, personalmente, reputo estremamente offensiva, oltre che decisamente superata...

    Personalmente, una storia simile non la leggerei, ma è solamente il mio pensiero e il mio gusto personale!

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  • Anonimo
    10 mesi fa

    A me invece piace, non è il classico bello e tenebroso dei romanzi per ragazze, di quelli perfetti con le donne ai loro piedi. Questo sembra già più uno normale anzi abbastanza sfigato.

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