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La democrazia è fare una croce su una scheda elettorale o è qualcosa di diverso?

Certo avere un'unica istituzione a cui fare riferimento, eleggere i propri rappresentanti facendo appunto una croce su una scheda elettorale è una cosa buona, ma nell'avanzare degli anni, nella complessa evoluzione della società, questa formula può ancora andare bene? Ora sembra che i partiti siano una chimera, tutti vogliono comandare, ci sono i così detti premier, che parlano, parlano, poi i più convincenti ottengono i voti e avanti, si portano dietro i propri collaboratori/amici e provano a fare quello che avevano promesso. Con questo metodo, le cose vanno avanti, ma a che prezzo? Il divario sociale aumenta, i ricchi diventano più ricchi, i poveri aumentano, la classe media, che dovrebbe essere la normalità per una democrazia, diventa sempre più evanescente. A mio avviso la democrazia ha bisogno di essere rinnovata, con una formula più attuale ai tempi, il voto ad un premier non è la democrazia, la democrazia deve essere espressione della società, non dei voti (la croce sulla scheda elettorale) ad una persona, ma consenso alle istituzioni (sindacati, organizzazioni professionali, ecc.), cioè di chi fa e non a chi promette di fare. A voi la parola :-)

Aggiornamento:

Leggendo le varie risposte,ho pensato questo:abbiamo una costituzione,che è già di per se stesso un programma di governo.Occorre trovare le persone per metterla in pratica,invece di eleggere chi parla meglio,ma obiettivamente non ha fatto niente di significativo prima,le varie organizzazione di mestiere(leggi sindacati),istituzioni,propongono dei pacchetti di nomi e i specifici ruoli da svolgere,con il voto poi gli elettori scelgono chi gli piace.In sostanza più persone capaci e meno imbonitori.

6 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    12 mesi fa
    Risposta preferita

    La democrazia è un sistema che col tempo tende ad aumentare le sue maglie, a "slabbrarsi".

    Se prendi la democrazia antica (ateniese ad esempio) era un sistema in cui per votare dovevi far parte dell'esercito e dovevi occuparti apertamente e pubblicamente della politica.

    Se prendi un occidentale degenerato odierno e lo mandi indietro nel tempo nella iper-democratica Atene di Pericle, direbbe "oddio, sono finito in un'epoca di fasismooo".

    Oppure prendi la democrazia americana: una democrazia che impoenva anch'essa una partecipazione attiva,

    una "perpetua vigilanza", di cui Jefferson diceva "L'albero della libertà deve essere rinvigorito di tanto in tanto con il sangue dei patrioti e dei tiranni".

    Ma anche la democrazia dei moti libertari del 19esimo secolo, anche in Italia; un concetto molto austero di libertà, la libertà temperata, ovvero quella temprata nel dovere.

    Successivamente, coi cambiamenti sociali e l'arrivo della società di massa, quel concetto di libertà è andato liquefacendosi ed è diventato impossibile.

    Mussolini, accorgendosi di questo, disse:

    "La verità palese oramai agli occhi di chiunque non li abbia bendati dal dogmatismo, è che gli uomini sono forse stanchi di libertà. Ne hanno fatto un'orgia. La libertà non è, oggi, più la vergine casta e severa per la quale combatterono e morirono le generazioni della prima metà del secolo scorso".

    E questo è ciò che accade oggi, a maggior ragione:

    libertà significa fare quello che ti pare. La società è un piano inclinato dove in nome della "libertà" si giustifica ogni cosa, anche crimini e follie.

    In tutto questo, la politica è diventata una forma estrema e degenerata di marketing, dove i politici vedono gli elettori come clienti da convincere:

    dall'altro lato, l'elettore, disimpegnato nella volontà e impreparato nell'intelletto, vota seguendo ciò che va di moda e pensa che la sua x sia sacra ed il politico debba fare tutto.

    Ma laddove non c'è sacrificio non ci sono risultati. Per questo il voto è un'illusione.

    In queste maglie larghe, il potere è di altri:

    poteri finanziari e massonici internazionali in primo luogo, poi politici ammanicati con banche e magistratura, mafie e mafiette, proprietari dei mezzi di comunicazione, giornalisti etc...

    Ma in questo non sono pessimista: il popolo ha sempre l'ultima parola, e lo ha sempre dimostrato nella storia.

    Oggi più che mai questo è necessario.

    Il popolo, che solitamente ha un volere ben definito nonostante le differenze di appartenenza, può e deve dirigere la propria storia contro ed oltre ogni altro potere.

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  • 12 mesi fa

    rendetevi conto che la democrazia e' un assurdo

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  • Anonimo
    12 mesi fa

    Che vergogna i giudici italiani.

    ECCO COSA DICE il giudice Luca Palamara (Pres.Assoc.Magistrati) intercettato dalla GdF.

    POVERA ITALIA

    Sul processo all'ex ministro Lotti del PD il giudice Luca Palamara così dice all'imputato (pensando di non essere intercettato dai carabinieri): “io mi sono esposto sul processo Consip a tuo carico per il chiudiamo tutto, chiudiamo tutto.

    Ora se il giudice Viola diventa procuratore a Roma e se io vado a fare il suo aggiunto, questo gli dico al mio procuratore Viola che si consulta con me... gli vogliamo credere ROMPIAMOGLI IL CùLO... non gli vogliamo credere SI CHIUDE, FINE, BASTA..."

    Leggete qui :

    https://notizie.tiscali.it/politica/articoli/Csm-g...

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  • Piero
    Lv 7
    12 mesi fa

    La demnocrazia è solo uno dei sistemi di governo e non c'è scritto da nessuna parte che sia il migliore, infatti in Italia abbiamo conosciuto bei periodi di governo sia sotto monarchia, sia sotto repubblica, sia sotto dittatura. Oggi la troppa democarzia è degenerata in anarchia con politici, ministeri e giudici che si comportano come tanti piccoli monarchi.

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  • saNDro
    Lv 7
    12 mesi fa

    il sistema ci sarebbe: voto telematico, inserisci codice fiscale, la password, parte un quizzone di venti domande di cultura generale, livello terza media, se superato si apre il settore del partito col suo relativo podio di candidati primo, secondo terzo

    secondo me, affinandolo potrebbe funzionare

    • POTRESTI CHIEDERE AIUTO AL TUO COMPAGNO DI GERIATRICO per il quizzone

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  • 12 mesi fa

    Sono molto d'accordo sulla urgente e improcrastinabile necessità di modificare profondamente il rapporto (complessivo) tra chi e legge e chi viene eletto, che, oggi, si ignorano reciprocamente.

    Comincerei ad escludere da competizioni politiche e amministrative il Mo'-vi-mento a stelle zero per la sua dichiarata anticostituzionalità (art.67).

    Eliminerei il Senato. Ridurrei a 499 i "Rappresentanti del Popolo" tagliando recisamente, a votazione avvenuta, il cordone con i partiti nelle fila dei quali vengono eletti. Devono essere assolutamente "indipendenti" nel loro lavoro.

    A chi non vota per tre volte toglierei per sempre il diritto a votare ed essere votato.

    Imporrei a chi si candida al Parlamento la Laurea in Scienze di Governo, con almeno 100/110 e con almeno 80% di presenze in aula.

    Cambierei totalmente il sistema di votazione lasciando fuori le scuole e utilizzando internet e bancomat.

    Attuerei misure concrete perché chi vota sappia per chi vota e perché chi è votato sappia da quale elettorato ha ricevuto voti.

    • Ma cosa scrivi, conosci la lingua italiana,vecchio fellone ignorante e codardo Giampiero che per tutta la vita hai pulito i cèssi pubblici, torna sul tuo seggiolone a rotelle a scorreggiare

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