In quali termini le divinità Romane erano intese come enti reali o mitici?

È un argomento che conosco poco, mi sono imbattuto in un testo di Cicerone in cui si afferma che come nel nostro piccolo siamo dotati di vita e sentimento, similmente nel moto della natura e nelle leggi fisiche vi è insito il divino. C'è da dire che ha usato come scusante la non-conoscenza del dove risiede la coscienza, che il nostro animo e i nostri sentimenti non sono un fattore misurabile. Oggi la si pensa in modo differente soprattutto in psicologia, ma è solo un mio punto.

La domanda infatti è in quale modo il senso divino per i romani era reale in senso non simbolico come può esserlo la forma del mito atta a promulgare un insegnamento, quanto piuttosto in senso tangibile che possa rispecchiarsi in questo particolare secondo cui il divino è insito nelle leggi ordinate della natura.

Grazie.

2 risposte

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    Prenoto. Quando avrò più tempo scriverò una risposta.

    @Ok... allora ti dico che dipende.

    Ci sono state varie opinioni circa la natura degli Dèi: chi Li ha considerati una ratio insita nell'universo, chi enti naturali, chi (ossia il popolino) specie di umani con poteri soprannaturali e immortali, chi invece Li considera semplici aspetti di un intelletto ordinatore, per altri sono ipostasi dell'Uno, o idee come quelle platoniche... Poi sì, ci sono anche alcuni per cui gli Dèi sono solo simboli.

    Ma in genere, come dici anche te, bisogna riconoscere prima cosa sono i miti: ossia racconti allegorici atti a trasmettere dei messaggi che variano in base alla chiave di lettura (un esempio, è il celebre "Iside ed Osiride" di Plutarco, che analizza il mito in varie chiavi) ma in genere, le sintetizza Saturnino Secondo Salustio nel suo "Gli Dèi e il Mondo" scrivendo

    «1. Tra i miti ve ne sono di teologici, naturali, psichici e materialistici, ovvero di misti a partire da

    questi.

    2. Sono teologici i miti che non hanno a che fare con corpi, ma contemplano le essenze stesse degli Dèi: per esempio quello di Crono che inghiotte i suoi figli. Poiché il dio è di natura intelligente, e ogni intelligenza fa ritorno su se stessa, il mito allude all'essenza del Dio.

    3. È possibile considerare naturalisticamente i miti, quando ci si riferisca alle attualità degli Dèi nel mondo. Così, nel passato, già alcuni credettero Crono identico a chronos, il tempo; chiamando figli del tutto le parti del tempo, dicono che i figli sono inghiottiti dal padre.

    4. Il modo psichico consiste nel considerare le attualità dell'anima stessa, poiché anche le intuizioni che sorgono nelle nostre anime, seppure procedano all'esterno verso gli altri, restano pur sempre in chi le ha concepite.

    5. Materialistico, e ultimo, è il modo adoperato soprattutto dagli Egizi a cagione della loro rozzezza. Infatti, credettero che i corpi medesimi fossero Dèi, e chiamarono la terra Iside, l'elemento umido Osiride, il calore Tifone; o - ancora - Crono l'acqua, Adone i raccolti, Dioniso il vino. Ora, dire che queste cose sono sacre agli Dèi - proprio come piante, pietre o animali - è da persone sensate; ma chiamarle Dèi è da dissennati. A meno che non facciano come noi, quando chiamiamo comunemente sole la sfera solare e insieme i suoi raggi.»

    Spero di esser stato chiaro ed esauriente, in caso contrario, non esitare a scrivermi commenti...

    @Oh dimenticavo. Alcuni autori, tipo Giamblico, parlarono anche di Corpi degli Dèi, parlando degli astri... ma a leggerlo (almeno a me) sembra più che intenda delle specie di "ripetitori" degli influssi degli Dèi, che vengono da essi sparsi nel cosmo (così ogni cosa può prenderne secondo la sua natura) così da legittimare l'astrologia.

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    • Atem8 mesi faSegnala

      Scusa se possono sembrare domande troppo puntigliose è che spesso mi interessano particolari precisi

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  • 8 mesi fa

    Immagino fosse esattamente come lo è per noi adesso.

    anche noi possiamo leggere i vangeli in senso simbolico, tutto si può leggere in senso simbolico, ma i sacrifici , le preghiere i rituali erano reali e fatti da gente reale che pregava le divinità per ottenere qualcosa di realmente concreto.

    I soldati che pregavano marte prima della battaglia, le ragazze che pregavano venere per far innamorare il ragazzo che preferivano, i marinai che pregavano eolo o aquilone per avere i venti a favore; tutti cercavano un aiuto sovrannaturale per avere un supporto ai loro bisogni materiali e spirituali.

    erano riferimenti reali

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