Jim
Lv 6
Jim ha chiesto in Musica e intrattenimentoCinema · 1 anno fa

E se parlassimo di ... FEDERICO FELLINI?

Dopo anni sono finalmente giunto al termine della filmografia del più celebre regista italiano di sempre, nonché uno dei più influenti dell'intera storia del Cinema. Con "Il Bidone", l'ultimo che mi mancava - film stupendo fra l'altro, con un finale davvero forte - ho concluso la sfilza di capolavori, grandi film e opere meno eccelse ma pur sempre dignitosissime del grande genio tutto italiano.

Beh, non credo urgano particolari presentazioni su Fellini... personalmente non ho trovato nessuno tra i suoi film "brutti", anche se a mio parere da "Giulietta degli spiriti" in poi v'è stato un certo calo, eccezion fatta per "Roma", "Casanova", "Ginger e Fred" e ovviamente "Amarcord".

Certi lavori - come ad esempio "Intervista", "Block Notes di un regista", il "Satyricon", "E la nave va" e "Prova d'orchestra" non m'hanno entusiasmato, ma a parte ciò il resto l'ho tutto adorato, con particolare menzione per i film della fase pre-dolce vita, come "I Vitelloni", "La strada", "Le notti di Cabiria", "Lo sceicco bianco" e appunto "Il bidone". Bellissimo l'esordio con Lattuada in "Luci del varietà", e per me piacevolmente strampalato "La città delle donne".

Detto ciò (fin troppo) lascio a voi la parola. Qual è la vostra opinione su Fellini? I film che avete amato, quelli che vi hanno lasciato un pò insoddisfatti... insomma, l'argomento è Fellini, dite tutto quello che volete su di lui, pareri, opinioni, critiche, aneddoti e esperienze varie! :))

4 risposte

Classificazione
  • BASTA
    Lv 7
    1 anno fa
    Risposta preferita

    Se Fellini fosse esistito fra il 1850 e il 1950, Sigmund Freud si sarebbe limitato a fare il neurologo, perché mentre quest'ultimo si è occupato di interpretare i sogni, il buon Federico è riuscito in un impresa molto più complessa: dargli forma, suoni e immagini.

    Ogni volta che viaggio all'estero e avvengono dei confronti con la gente del posto, mi inorgoglisce vedere i visi illuminati di quelle persone quando pensano che sia possibile fare il bagno nella Fontana di Trevi, di visitare Cinecittà e poter essere accolti da un uomo vestito di bianco su di un'altissima altalena, di incappare in vip perseguitati da fan e paparazzi, di camminare per le vie e ammirare un'artista di strada che spezza le catene mentre scorre la parata del circo (oltre cantarmi O sole mio e Volare, ovviamente 😂)... Estasiati e immersi nell'immaginario disegnato da Fellini, dove la nostra magnifica nazione si trasforma per magia in un reame delle fiabe.

    Scorsese, Kurosawa, Coppola, Spielberg, Tarantino, Bertolucci, Altman, Trier, Bunuel (ecc...), persino lo stesso Rossellini, sono registi che devono TUTTO a Fellini, cosa che non si limita al solo cinema, perché voglio ricordare a tutti che parliamo anche di un grandioso illustratore e uno straordinario sceneggiatore (a mio avviso, il migliore della storia) e che la sua "visione" ha contagiato ogni forma culturale dal 1950 in poi.

    Indirettamente, molto alla lontana, ha dato anche contributo alla costruzione di quello che può essere classificato come film più bello di tutta la storia del cinema, IL PADRINO, perché le musiche che hanno plasmato questo capolavoro sono state estrapolate dal suo quasi sconosciuto FORTUNELLA.

    Io ho praticamente visto, anzi, "intravisto" ogni suo film o documentario che lo riguardava (tranne La voce della luna) sino ai miei 18 anni, poi il nulla, non mi interessava e non lo sopportavo (cosa dovuta all'influenza della mia famiglia che ha tutt'ora un'altra concezione del cinema), tranne che per GINGER E FRED, un incredibile affresco dell'Italia televisiva anni prima dell'avvento di Berlusconi, dove viene denunciato in modo esemplare sia lo show business che il bombardamento pubblicitario etichettandolo come dannoso in un epoca dove le nonne o le mamme ti dicevano "...mangia questo che fa bene, perché lo ha detto la televisione...", dimostrando genio e lungimiranza come pochi al mondo, così come ne LE TENTAZIONI DEL DOTTOR ANTONIO, l' episodio tratto da BOCCACCIO '70, al quale devo la mia passione per tètte e bionde 😅

    Ti interesserà sapere che non solo ho imparato a venerarlo qualche anno dopo quella defiance, ma che anch'io sto provvedendo a racimolare ogni sua opera per riguardarmi tutto entro la fine di quest'anno.

    Voglio anche ricordarti gli spot da lui girati e il suo incompiuto, IL VIAGGIO DI G. MASTORNA, scritto a 4 mani con uno dei miei scrittori preferiti, Dino Buzzati, rimasto tale a causa della "scaramanzia" (sono felice che ne parli anche Wikipedia, aneddoto che ti invito ad andare a leggere 😉), ma che dovresti riuscire a trovare sotto forma di fumetto edito da Manara.

    Non dimentichiamo però di quanto sia stato determinante il connubio con Guerra e Rota, nonché il dualismo Masina/Milo e la potente presenza di Mastroianni, senza i quali non sarebbe stato così semplice ricreare il mondo felliniano.

    Infine, di tutto questo, se proprio si va alla ricerca di una nota stonata la si può trovare solo nell'unica statuetta vinta agli Oscar, peraltro "alla carriera"... Davvero vergognoso per una persona di tale portata.

  • 1 anno fa

    Federico Fellini è senza dubbio uno dei più grandi registi che ci siano mai stati. È canonico, in senso bloomiano: ha generato e reso possibili altri autori e altre opere, ha marcato un'arte, segnando un prima e un dopo. Come solo certi autori e certe opere riescono a fare. Non ho visto tutti i suoi film e tra i suoi libri ho letto solo "Fare un film" (il più significativo, secondo me) e "Intervista sul cinema", ma fin dal nostro primo incontro mi sono sentito attraversato, preso (magari non come mi accade con altri autori o altri film, ma ne riconosco la potenza). "8 e mezzo" è la mia preferita in assoluto, tra le opere felliniane. Un film così denso, così onirico, un flusso di coscienza, un viaggio di viaggi, un gomitolo di vite. E sono capolavori "La dolce vita", "Amarcord" e "I vitelloni". Lui ha saputo trovare (o inventare) se stesso nella sua arte, riuscendo a coniugare le necessità del "contenuto" e quelle della "forma", raccontando per raccontarsi, diventando per diventarsi. Ogni volta che qualcuno ci riesce, da qualche parte nasce una galassia.

  • 1 anno fa

    GRANDE JIM! Ci voleva proprio, non vedo l'ora di leggere le altre risposte che arriveranno, potrebbe nascere una bella discussione:

    Purtroppo io sono la persona meno adatta per parlare di Fellini, 1- perché non ho visto tutti i suoi film 2- perché sono un po' restio a vederli perché voglio aspettare un po', voglio prima farmi una cultura SERIA sul cinema perché Fellini insieme ad Antonioni e Visconti è uno dei giganti del cinema, troppo complessi anche per me, però nonostante questo alcuni suoi film li ho visti, quelli che ho preferito sono La voce della Luna (forse è il suo primo film che ho visto!) e La città delle donne (lo ribadisco, per me è uno dei film più belli dell'universo, non voglio aggiungere altro, chi non l'ha visto merita il mio odio eterno) poi chiaramente anche 8 e mezzo e La Dolce Vita però dovrei vederli altre 10-15 volte prima di apprezzarli fino in fondo, compreso il Satyricon (film folle, Pasoliniano), ho visto anche i Vitelloni e credo basta (i prossimi film che vedrò sono il Casanova e Amarcord, sono in cima alla lista praticamente); se devo essere totalmente sincero però, io preferisco un altro tipo di cinema grottesco e onirico, come Lynch e Bunuel, Fellini forse è anche superiore però per ora sono molto più vicino ai due già citati... Comunque è stato 8 e mezzo che mi ha fatto capire la grandezza del suo cinema, perché alla prima visione non mi piacque, alla seconda (parecchi anni dopo) mi sembrò quasi di vedere un film diverso, avevo proprio cambiato occhio e fu lì che dissi "ok, ho bisogno di rivederlo parecchie volte magari a distanza di anni" ma soprattutto capì che non ero ancora pronto, capita di vedere un film immenso e di non apprezzarlo, il problema è che spesso si liquida il film come boiata e non si capisce che il problema è nostro, che dobbiamo maturare ancora, dobbiamo cambiare il nostro sguardo.

    Quindi niente, ripeto, non sono ancora pronto per parlare di Fellini e infatti non l'ho mai fatto a parte il già citato La città delle donne che per quanto mi riguarda dovrebbe essere proiettato tipo OVUNQUE e A CHIUNQUE perché male non fa

  • 1 anno fa

    ti sei perso l'episodio Toby Dammit (Tre passi nel delirio, 1968)

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