Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneUniversità · 6 mesi fa

Ma oggi fare l'università va di moda? perché oggi si iscrivono tutti ?? Ma soprattutto perché poi si lamentano della mole di studio?

13 risposte

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  • 6 mesi fa

    Ma sopratutto perché si iscrivono a facoltà senza sbocco di lavoro!

    Dopo si è inutile lamentarsi se finirai a fare lavori poco gratificanti e sottopagati.

    C'è bisogno di gente disposta a sporcarsi le mani dopo aver frequentato istituti professionali.

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  • Anonimo
    6 mesi fa

    Va di moda ma è anche vero che molti lasciano: al corso di mia sorella dopo un paio di mesi da 90 erano rimasti poco più di 30.

    Il lavoro manuale è poco pagato, c'è solo sfruttamento e contratti ridicoli.

    Chi non studia nel 90% dei casi finisce a fare l'operaio, la commessa, la barista...

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  • Anonimo
    6 mesi fa

    L'università va di moda oggi come andavano di moda le superiori 30 anni fa e oggi all'università come allora alle superiori ci si è sempre lamentati della mole di studio, anzi, a dirla tutta ci si è sempre lamentati anche alle scuole elementari e medie e comunque ci sono parecchie facoltà in cui si studia meno delle superiori, come è giusto che sia visto che quelle lauree valgono meno di un diploma.

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  • 6 mesi fa

    Si iscrivono in tanti perché non è abbastanza selettiva, e non si boccia a sufficienza. Inoltre molti si iscrivono perché, non avendo trovato un lavoro, non saprebbero cosa altro fare, e l'università diventa un parcheggio per disoccupati, con grave danno per coloro che sono seriamente intenzionati a studiare.

    • in realtà non è così, molti si ritirano.

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  • Anonimo
    6 mesi fa

    Si iscrivono in molti ma in pochi finiscono in corso. Chi si ritira subito perché non è portato. Chi si ritira più tardi perché si accorge di aver sbagliato corso. Chi impiega troppo tempo a laurearsi perché è lento a studiare o perché perde interesse e motivazione oppure perché vuole ritardare l'ingresso nel mondo del lavoro. Per andare all'università devi essere una persona paziente, tollerante e soprattutto camaleontica. Paziente perché si verificano situazioni come il ritardo dei professori che a volte neanche si presentano, avvisi di esami che vengono posticipati improvvisamente, dipendenti della segreteria incompetenti, etc... Tollerante perché bisogna saper accettare le bocciature agli esami anche se hai studiato tanto. Purtroppo però non basta aver studiato tanto ma serve anche fortuna e buon umore del prof. Camaleontica perché ogni esame può richiedere un diverso metodo di studio. Un conto è studiare diritto privato, un conto studiare matematica generale.

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  • 6 mesi fa

    il sapere migliora un popolo nel suo insieme. l'ideale per la società sarebbe quello di ridurre al massimo, con la meccanizzazione del lavoro, i lavori manuali e aumentare quelli dove ci vuole una laurea con un part-time salariato. questo sarebbe possibile con i dazi però, perché ci saranno sempre cinesi, giapponesi, coreani ecc... che lavorando coi robot per 12 ore al dì, con alti tassi occupazionali, esporterebbero i loro prodotti a basso costo in italia per far grandi le loro nazioni(i laureati capiscono cosa voglio dire) a discapito della nostra cara e bella italia.

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  • 6 mesi fa

    Chi lo fa per "moda" si ritira ancora di prima di terminare il primo anno: al mio corso di russo eravamo al primo anno almeno in 60, dopo Natale già in 30. Anche in famiglia ho avuto casi di cugini benestanti che si sono iscritti chi a Giurisprudenza e chi a Economia solo "tanto per"; e hanno mollato tutti; in genere gli studenti che non fanno così schifo da voler abbandonare gli studi (salvo casi più importanti come gravidanze, malattie, problemi economici) ma non sono neanche troppo brillanti per immaginare il Dottorato si accontentano della triennale e vanno a lavorare dove meglio capita (a parte i casi dei laureati in Economia, Scienze dell'educazione o Ingegneria, quelle un po' più considerate) e non prendono la Magistrale (io alla fine avevo perso quasi tutti i miei compagni, ma è anche vero che molti hanno poi preso una Magistrale in Economia o Relazioni internazionali).

    Il principio è che la triennale non si nega a (quasi) nessuno, nemmeno a chi finisce fuori corso per 10 anni (ci sono anche studenti dell'85!).

    La mole di studio varia da materia a materia (e da docente a docente), io onestamente solo nella Magistrale avevo tanti esami "pesanti" (per dire: storia del cinema con manuale istituzionale da 600 pagine, una monografia sulla parte monografica, due saggi a scelta e 20 film da analizzare; letteratura italiana: tutto l'Inferno e una quarantina di novelle del Decameron più ripasso sulla parte di storia della letteratura del periodo medievale e a seguire alcuni saggi di approfondimento di politica, società e religione sul periodo considerato, e tutto con un docente che all'esame chiedeva "in quale canto succede" e tu dovevi dire subito il numero senza sbagliare).

    Naturalmente ci sarà poi il laureato in Medicina che sbucherà dicendo che i suoi esami sono più pesanti perché deve ricordare i nomi di 2000 ossa o di 7000 cellule, e io potrei a sua volta ribattere con i caratteri cinesi... insomma è un gioco a chi ce l'ha più lungo, difficile venirne fuori. Quel che conta davvero non è tanto il primato, ma che cosa viene fuori da questo accumulo di saperi e di studio sofferto: una volta una ragazza laureata in Beni culturali si credeva un'esperta di arte, ma si rese poi conto che il suo era puro nozionismo, e che i docenti di storia dell'arte contemporanea che ha avuto facevano studiare solo titoli di quadri, date e autori, e non a condurre un'analisi critica.

    Lo stesso dicasi del mio esame di lett. italiana della triennale: verteva da Dante a ieri, ma l'esame era solo scritto e consisteva in un test a crocette (tipo "chi ha scritto il Decameron, a) Boccaccio b) Manzoni") e un tema storico-letterario su una data corrente: di quell'esame non ricordo assolutamente nulla, mentre per quello della Magistrale ho dovuto fare sì "di meno" (già solo i 33 canti dell'Inferno basterebbero per un esame a sé) ma mi è rimasto veramente tanto dentro.

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  • Gianni
    Lv 4
    6 mesi fa

    Può essere che vada di moda ma in ogni caso l università dovrebbe essere fatta solo da chi ha veramente voglia di studiare e voglia di imparare!

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  • 6 mesi fa

    Odio chi si iscrive per moda perché toglie il posto a chi vuole seguire un determinato corso davvero.Ci sono persone che hanno fatto grandi cose senza fare l'università quindi secondo me quella del"se non studio ho poi un lavoro di me**a"è solo una scusa,ho visto persone con solo il diploma dirigere catene di ristorazione e persone laureate fare le badanti, e non sto scherzando,ho visto anche il caso in cui c'erano due ragazze una con il diploma e una laureata e hanno preso solo quella diplomata.L'università è difficile è inutile farla solo per fare perché se non si è appassionati di ciò che si ha studiato si vede e come la ragazza che ho visto io non si viene presi.Secondo me si deve incolpare i genitori,la maggior parte delle volte obbligano i figli a fare l'università oppure non gli vietano di farla se vedono che non ce la faranno perché lo fanno per moda,perché chi lo fa per moda poi lascia,spesso è perché non si sentono pronti ad andare a lavorare e prendersi delle responsabilità.

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  • Anonimo
    6 mesi fa

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