Dario
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Dario ha chiesto in Società e cultureTauromachia · 5 mesi fa

Perché il Re non fermò il fascismo quando poteva (e doveva)?

Poteva farlo due volte, nel 1922 proclamando lo stato d'assedio contro la marcia su Roma e nel 1924 dopo l'omicidio di Matteotti. E non l'ha fatto. Dopo ormai era diventato troppo potente. Forse la storia italiana degli ultimi 95 anni sarebbe stata completamente diversa.

8 risposte

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  • 5 mesi fa
    Migliore risposta

    Il dibattito storico sulla questione è molto ampio. Diciamo che, in parole molto povere, il Re ha pensato che si potesse dare una chance al Fascismo, anche in chiave anti-socialista.

  • 5 mesi fa

    Durante tutti gli anni venti, l'occupazione delle fabbriche e le proteste proletarie rappresentarono una grande minaccia per i capitalisti,per gli industriali e anche per i Savoia. Si rischiava una rivoluzione proletaria con conseguente nazionalizzazione delle fabbriche, esattamente come accadde in Russia pochi anni prima. La borghesia, gli industriali e i Savoia, videro nel fascismo l'unica possibilità di ''salvarsi la pelle'' e se ne servirono proprio per riportare l'ordine, sgomberare le fabbriche e scongiurare una rivoluzione proletaria.

  • 5 mesi fa

    Il Re Vittorio Emanuele III non fermò il fascismo perché non volle. Nell'ottobre del 1922 avrebbe potuto proclamare lo stato d'assedio e disperdere facilmente le Camicie Nere (perlopiù disarmate o armate di manganelli, pistole e pugnali) che marciavano su Roma, schierando reparti del Regio Esercito o dei Reali Carabinieri con autoblindo, camionette, mitragliatrici, fucili, cavalli di Frisia e reticolati di filo spinato. Sarebbe stato un bagno di sangue, ma avrebbe impedito l'ascesa al potere del Duce. Il Re non agì perché si era preventivamente consultato con generali, alti ufficiali dell'Esercito, aristocratici, industriali e agrari preoccupati per lo stato di anarchia in cui versava il Paese in conseguenza del biennio rosso e timorosi circa l'instaurazione di una repubblica socialista sovietica in Italia e l'abolizione della proprietà privata (come si vociferava da più parti). Il Re avrebbe potuto agire anche nel 1924, dopo l'omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti, ma non lo fece perché evidentemente aveva qualcosa da nascondere (Matteotti aveva documenti riservati che provavano la corruzione del Re, di politici e di alti funzionari statali da parte della compagnia petrolifera Sinclair Oil per l'ottenimento di concessioni minerarie per lo sfruttamento del greggio in Emilia e in Sicilia). Il Re, quindi, tacque e permise al regime fascista di consolidarsi in Italia e di instaurare la dittatura. Vittorio Emanuele III avrebbe potuto intervenire un'ultima volta fra il settembre 1939 e il giugno 1940, esautorando Mussolini dall'incarico di Capo del Governo e impedendo all'Italia di entrare nel secondo conflitto mondiale: non lo fece, sebbene fosse sollecitato a farlo da Ciano e da altri gerarchi fascisti antitedeschi. Perciò la responsabilità di quanto è accaduto in Italia durante il Ventennio, nel bene e nel male, è anche e soprattutto di Vittorio Emanuele III.

  • Anonimo
    5 mesi fa

    ....................

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  • 5 mesi fa

    Credo che non avrebbe mai potuto veramente. Difficile dirlo. Sicuramente avrebbe dovuto dare luogo ad una sorta di guerra civile per arrivarci, con strascichi imprevedibili ma sicuramente molto gravi

  • 5 mesi fa

    Tra i tanti Savoia che hanno regnato, quello di allora non era certamente il piu' svelto.

  • Anonimo
    5 mesi fa

    Se lo chiesero molte persone. Tant'è che all'indomani della Liberazione il re venne cacciato proprio perché ritenuto traditore dell'Italia per aver permesso la presa del potere di una dittatura.

  • 5 mesi fa

    forse perché pensò che un uomo forte poteva giovare al paese; la stessa cosa la sta facendo Mattarella!

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