Come fa... un genitore rimanere tranquillo al giorno d'oggi 😒?

Se ha un figlio adolescente e poco più grande. Questo mi chiedevo proprio ieri, in seguito ad un episodio accaduto, che poteva diventare una tragedia.

I giovani non si divertono se non si "sballano"... e mi chiedo il perché.

Al villaggio dove sono stata, c'era un team di animazione per i giovani davvero incredibile, oltre alle tante attività sportive, giochi d'acqua, disco, e tanto altro.

L'ultima sera è accaduto che per salutarsi, tutti i giovani sono andati a riva al mare ad ascoltare musica... ma è accaduto che alcuni adolescenti hanno bevuto, superalcolici ed uno si è sentito male, e portato al pronto soccorso. Fortunatamente tutto bene.

Ma... mi chiedo io come fa un genitore a non tremare ogni volta che suo figlio esce con altri giovani?

Io sarei sempre in ansia....

20 risposte

Classificazione
  • 12 mesi fa
    Risposta preferita

    Più o meno come ha fatto finora. Più o meno come continuerà a fare.

    Quello che dice Specchio è vero, e lo sottoscrivo: i genitori non conoscono tutte le facce dei propri figli (spesso anche il contrario) e i ragazzi che si ubriacano fino a perdere i sensi - o altro - sono gli stessi che si laureano in cardiochirurgia esadecimale con il massimo dei voti (spesso anche no). Io penso che l'educazione e il dialogo in famiglia siano fondamentali, è necessario parlare con i propri figli, ma non quando iniziano a uscire da soli o a diciotto anni: adesso. Io parlo ai e con i miei figli ora, che sono solo ipotesi. Le pressioni esterne, qualunque forza e qualunque intensità possano avere, sono inevitabili, non sono un male in sé, e sono il contraltare naturale alle "pressioni interne". Su questo equilibrio - labile, precario, opaco, sconosciuto - si definisce (buona parte de) l'identità di un ragazzo. Non so se rendo l'idea. E la domanda "perché certi ragazzi decidono di ridursi così?" (come gli altri quesiti posti da Specchio), che è un interrogativo difficile da indagare, credo sia del tutto simile alla domanda "perché certi ragazzi decidono di non ridursi così?". Voglio dire: noia, benessere, mancanza di fatica e sacrificio, eccetera, sono elementi comuni a entrambi i gruppi di ragazzi - quelli che vomitano e svengono e quelli che non lo fanno - quindi non sono le nostre variabili, al massimo sono degli indicatori di una variabile indipendente, che, a mio avviso, è da ricercare altrove, sul terreno identitario, per esempio, in quella "(in)sicurezza in se stessi", su quell'equilibrio di cui dicevo prima, che apre un ventaglio di scenari e interpretazioni possibili davvero infinito, e qui mi fermo perché non saprei come proseguire, e continuare vorrebbe senza consapevolezza dei propri passi porta solo ad affermare banalità.

    In ogni caso, però, la desolazione e lo sgomento che provo pensando a tutto ciò (tanto che arrivo a chiedermi se sia davvero sensato tramutare in realtà le mie ipotesi), che pure persistono e si rinnovano, camminano di pari passo con la felicità e lo stupore, perché questo resta il migliore dei mondi possibili e in questa - come in ogni generazione di giovani - bisogna avere piena fiducia.

    Fonte/i: "Questa gioventù è marcia nel profondo del cuore. Non sarà mai come quella di una volta. I giovani di oggi non saranno capaci di conservare la nostra cultura". Parole incise su un vaso di argilla babilonese, 3000 a. C.
    • Bellissima risposta... che condivido pienamente :))

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • irene
    Lv 7
    12 mesi fa

    Se hai fatto un buon lavoro con tuo figlio ci sono ottime possibilità che non si metta nei guai. Certo la garanzia non la puoi avere ma quello vale anche per gli adulti.

    Qualche bravata ci sta, serve a crescere e a capire che ad ogni azione corrisponde una conseguenza. Bisogna solo stare attenti che le conseguenze non siano irrimediabili.

    E comunque conosco uno che ha sempre fatto del suo meglio per rovinarsi la vita, ma c'è riuscito solo alla soglia dei 40 anni.

    Quindi vedi, a volte l'età è solo un numero.

  • 12 mesi fa

    L'importante è cercare di dare ai propri figli dei buoni valori di base...

  • 12 mesi fa

    Mi è tornato in mente, leggendo la tua domanda, il padre di quel ragazzo morto l'anno scorso dopo una notte con gli amici.

    Lo sbigottimento di quest'uomo quando, andato a cercare il figlio, aveva visto decine di ragazzi fuori dalla discoteca a bere e vomitare, sdraiati a terra, sfatti e inebetiti. Lo raccontava come uno scenario apocalittico.

    Il figlio, da lui descritto come ottimo studente, responsabile, etc.

    Come, immagino, tutti gli altri, lì ridotti in quel modo.

    Io non so, ormai, quanto possa bastare l'educazione ricevuta dai genitori, quando i condizionamenti esterni sono decisamente più forti e permeanti.

    Molti genitori sono convinti, in buonissima fede, di avere figli perfetti, solo perché questi figli sono in regola con gli esami, non si sono messi in guai di cui a loro sia giunta notizia, e tutto sembra scorrere liscio.

    Si dissimula tanto, nelle famiglie.

    La finzione regna, e il figlio che credi perfetto, che il venerdì torna a casa con un 30 e lode sul libretto, la notte dopo va a perdere coscienza di se stesso e a stordirsi, diventando qualcuno che non conosci.

    Credo che occorra tanta forza di volontà, difficile da avere a quell'età, tanto coraggio e sicurezza in se stessi per non lasciarsi trascinare dalle dinamiche di gruppo.

    Con quelle conseguenze, poi. E' questo che mi sconvolge. Che ragazzi "maturi" (sulla carta), che votano, che studiano, non capiscano quello a cui si espongono: un incidente stradale (in cui, poi, si coinvolgono anche poveri innocenti), una brutta caduta, gesti spericolati e insensati, per non dire delle violenze che tante ragazze ubriache subiscono senza essere nemmeno in sé.

    Perché ridursi in quello stato?

    E' solo noia, solo benessere, solo sazietà di tutto?

    E' la mancanza di fatica, di impegno vero, di lotta, di sacrificio?

    Il totale vuoto di senso.

    Non lo so proprio, non ho una risposta.

    Provo solo tanta desolazione per quello che vedo.

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • Blu.
    Lv 7
    12 mesi fa

    Cerchi di non pensarci.:)))

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • 12 mesi fa

    Guarda che per un coma etilico non è mai morto nessuno.

    E poi, come dice il poeta Gibran...

    I vostri figli non sono figli vostri...

    sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.

    Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.

    Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.

    Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.

    Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell'avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.

    Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.

    Voi siete l'arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.

    L'Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell'infinito e vi tiene tesi con tutto il suo vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.

    Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell'Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l'arco che rimane saldo.

  • 12 mesi fa

    E se uno non è nemmeno adolescente e tu non sei nemmeno sua madre, che si fa?

    Siete d'accordo con ciò che mi hanno detto praticamente in tutti i commenti alle risposte?

    https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20...

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • 12 mesi fa

    Non diventando un genitore.

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • 12 mesi fa

    Non si stava tranquilli nemmeno ieri o l'altro ieri, cara amica.

    Come fai, fai male: una eccessiva libertà procura danni a causa dell'inesperienza e della fragilità insite nella quasi totalità dei giovani.

    Un controllo eccessivo ,un'ansia eccessiva o un proibizionismo ottuso equivalgono a imbalsamarli e renderli insicuri e infelici.

    A mio parere, è inutile contrastare l'indole di un individuo: se si nasce riflessivi o con uno spirito libero tendente all'avventura, non c'è genitore( o sostituto) che tenga.

    Non hanno colpa i giovani se vengono usati da marpioni matricolati.

    La colpa non è la loro se per lucro si usano sostanze che sballano e vengono stumentalizzati per traffici turpi e illeciti.

    Alcool e cocaina in primis.....

  • 12 mesi fa

    E tutto ciò, al giorno d'oggi.

    Io t'avrei fatto vedere cosa facevamo 'noi' nella nostra adolescenza, cose che voi umani...

    Michelle, è sempre stato così.

    E quando non c'era lo 'sballo' ci si inventava altri stratagemmi per stare al 'limite', per rischiare.

    Ti racconterei i racconti di mio zio Luciano, il pazzo furioso vero, uno che quando aveva 12 anni è stato ripreso per le orecchie da mia nonna perché si stava per imbarcare clandestinamente su una nave, perché voleva 'partire', per non si sa dove.

    E che per scappare dal paese dove viveva, perché inseguito (letteralmente!) da una miriade di mariti con le cui mogli era stato al letto, s'arruolò nella legione straniera, a vent'anni.

    E poi se le fece tutte, le guerre in indocina (e seminò figli in giro per l'Asia, giusto per mantenere fede all'istinto), senza droghe nè alcol.

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.