"La casa di Jack". Possiamo parlare di capolavoro?

Possiamo pensarla come vogliamo, ma, benché Trier sia davvero un pessimo essere umano, rimane un genio assoluto. SPOILER Nella sequenza dove appare in dissolvenza "Ritratto della madre" di Gris e nell'altra dove si materializza in rallenty "La barca di Dante" di Delacroix, c'è... visualizza altro Possiamo pensarla come vogliamo, ma, benché Trier sia davvero un pessimo essere umano, rimane un genio assoluto.

SPOILER
Nella sequenza dove appare in dissolvenza "Ritratto della madre" di Gris e nell'altra dove si materializza in rallenty "La barca di Dante" di Delacroix, c'è qualcosa di fortemente simbolico ed autobiografico, perché Jack altro non è che l'alter ego di Trier (nessuno me lo toglierà dalla testa), rappresentato da un uomo ormai insofferente all'umanità che ricerca la perfezione artistica dissacrando nel modo più empio.
Anche il suo tentativo di fuga dall'inferno implica una certa inclinazione del regista o, per meglio dire, un tentativo di scappare da tutto questo, nonché una certa rassegnazione nell'inevitabile sprofondare in esso.
Bruno "Virgilio" Ganz è un innesto a dir poco strepitoso.
Come noto, odio ferocemente la violenza sui bambini, qui terribile, di fatti mi ha infastidito parecchio, ma grazie al cielo siamo ben lontani da quell'ignomia di film serbo che non merita di essere citato (e con esso le sue spietate agonie).
FINE SPOILER

Augurandomi che il buon Lars esprima questi concetti sempre e SOLO metaforicamente attraverso i suoi film, non ho remore nel porre questo film anche al di sopra del mio amato "Dancer in the dark", così come "Nymphomaniac", "Dogville" e "Antichrist".

Voi cosa ne pensate?
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