Geo
Lv 7
Geo ha chiesto in Scienze socialiSociologia · 6 mesi fa

Ragionare per capire o per affermare le proprie posizioni?

Nasce come sfogo:

mi trovo spesso a ragionare con persone che non hanno intenzione di ragionare ma di confermare la loro prima affermazione. E' chiaro che sono diverso. Meglio o peggio non ha senso stabilirlo.

Ma devo farci i conti, perché comunque devo sbagliare qualcosa:

Si parte da due affermazioni in disaccordo, poi ragionando si cerca di stabilire la "verità" delle affermazioni intermedie. Io abbandono la prima, perché è il risultato della catena di proposizioni che stabilisce quale sia l'affermazione esatta, di cui in fondo poco m'importa.

Aggiornamento:

Scopro che "la gente" ripone il suo valore nel fatto che si dimostri capace di confermare quello che ha detto. Di "vincere" la discussione. A me sembra tanto stupido...

Tant'è vero che c'è gente bravissima e tanto carismatica che "vince" le discussioni coi trucchi, contravvenendo alle leggi della logica.

Aggiornamento 2:

Nella mia pochezza mi frega poco di vincere le discussioni, se mi fai capire che sto sbagliando. E' l'idea che m'interessa e non "chi ha ragione".

E le idee nascono a ogni scambio di battute, per cui per me è importante discutere di queste idee. L'interlocutore mi interpreta come uno che vuole trovare la via per poter dire di "aver vinto". "vuoi sempre aver ragione". Ma ormai devo dire che è il contrario: chi contravviene alla logica e non perde di vista la sua prima affermazione, è quello...

Aggiornamento 3:

... che vuole aver ragione!

E così diventa povera, la conversazione, frustrante.

Trovo poche persone interessate alla speculazione per la speculazione, alla "ricerca di base".

Trovo quasi solo persone che si sentono in pericolo quando contraddetti, e che per salvarsi giovano sporco. Voi?

Aggiornamento 4:

@Specchio:

Non condivido il pensiero di Specchio o non lo capisco.

"Speculare per speculare": andrebbe innanzitutto chiarito cosa intendiamo.

E al momento non mi viene niente che sia qualcosa di sbagliato, di privo di attrattiva. Parlavo di ricerca di base, per esempio, quella cui mi sono dedicato per un paio d'anni da ragazzo, e lì si faceva questo, partendo da osservazioni.Cerchi di immaginare perché vedi quello che vedi, ci ragioni, teorizzi e verifichi per poi decidere se ritentare, se serve

Aggiornamento 5:

Quando parlo con amici che hanno fatto i miei stessi studi mi trovo di fronte a persone che la pensano come me, in questo, con le quali non accade ciò di cui stavo "narrando".

"Ascoltare e tacere" va bene, può essere interessante anche questo, ed ha una funzione del tutto diversa, perché è improbabile che si riesca a capire quello che dice l'altro se non si interagisce. Un ascolto silenzioso allora avrà funzioni diverse. Magari ne ha una umana, ed è perfetto, ma è un'altra cosa.

Aggiornamento 6:

Oppure corrisponde a quello che fai quando leggi un libro, con cui non puoi interagire: prendi informazioni a senso unico facendo tesoro di quel che si può, e probabilmente "sprecando" altri spunti o interpretandoli in maniera affatto personale.Ma sì,va tutto bene.Ciò su cui non concordo con Specchio sembra il disvalore del confronto dialettico, di quello che -ben lontano da una competizione fra dicitori- ci permette di giocare insieme riflettendo sulle cose, su del materiale da gestire insieme.

6 risposte

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  • Serena
    Lv 7
    6 mesi fa

    Sono d'accordo con te, in genere la gente si attacca alla propria idea e vuole imporre il proprio modo di vedere. Comunque se ti piace speculare, discutere, son qua io😹

  • Anonimo
    6 mesi fa

    Certe persone non vogliono discutere per capire il tuo punto di vista ma solo per aver ragione, vincere una discussione. Anche se tu avessi ragione quelle persone non lo ammetterebbero mai continuerebbero per la loro strada e quando è così bisogna lasciar perdere.

    • Geo
      Lv 7
      6 mesi faSegnala

      vero.

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  • asso
    Lv 7
    6 mesi fa

    io ho un cognato (fratello di mio marito) che è esattamente così: lui discute per vincere una discussione. Non gli interessa nulla di parlare, lui vuole sentirsi intelligente, abile e capace di farti cambiare idea.

    In effetti, ammetto che è estremamente intelligente (ed istruito) e spesso riesce a condurre la discussione proprio secondo il suo fine.

    Ma io lo so perché fa così, è uno che non trómba mai.

    Dovranno pur uscire da qualche parte tutti questi ormoni accumulati...

    Noi gende siamo insoddisfatti, stiamo come in gabbia, vincere una discussione in un certo senso è pur sempre una grande soddisfazione. Io a volte rispondo scherzando, altre volte ci litigo. Dipende unicamente dal ciclo e da quanta fame ho.

  • 6 mesi fa

    Concordo con le tue osservazioni riguardanti quella pessima tendenza di molti interlocutori a sentirsi sempre " aggrediti" . Credo che sia una forma di proiezione del loro stesso " modus operandi" che li porta a considerare l' altro come lo specchio di loro stessi...ed a pensare spesso poi in modo auto-referenziale, senza prestare alcuna o prestando poca attenzione all' altrui pensiero ed espressione.

    La dialettica, se intesa come arricchimento e scambio, e non solipsismo o logorroica presunzione o comunque chiusura e/o prevaricazione lessicale, rimane una grande formatrice non solo della mente e delle idee quanto dell' intera persona ( e dell' umanità).

    Ed ammetto di aver potuto trarre ottimi spunti idee stimoli ed appagamenti di curiosità da chi si è posto nei miei confronti con questo sano atteggiamento ( reciproco)...ma spesso purtroppo ho dovuto notare quanto siano avare alcune persone nell' aprirsi e nello scambiare le proprie idee, come se avessero paura di lasciar andare troppo di sè in un dialogo disponibile e piacevole.

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  • Geo
    Lv 7
    6 mesi fa

    ... che vuole aver ragione!

    E così diventa povera, la conversazione, frustrante.

    Trovo poche persone interessate alla speculazione per la speculazione, alla "ricerca di base".

    Trovo quasi solo persone che si sentono in pericolo quando contraddette, e che per salvarsi giovano sporco. Voi?

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  • 6 mesi fa

    Nella testa degli individui c'è tutto un mondo di convinzioni, sentimenti informazioni che non combaceranno facilmente con il pensiero altrui.

    E' buona regola discutere per capire, individuare le diversità e lavorare per trovare una intesa. Tuttavia bisogna anche prepararsi all'idea di un probabile fallimento. In questo caso è bene far dividere le strade nel modo meno traumatico possibile, lasciare che ognuno riprenda il suo percorso mentale.

    Non si tratta di "vincere o perdere" ma consentire che si trovino alternative individuali senza intralciarsi a vicenda. Meglio ancora se ci si aiuta nel prendere le distanze, così è più evidente che non c'era nulla di personale.

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    • il mio concetto può essere esteso ad ogni questione. A volte si spende del tempo in chiacchiere come se esistesse una sola verità e che essa appartiene a uno dei contendenti.
      Non è così, l'opposto di una verità può essere un altra verità, forse di portata minore ma pur sempre rispettabile.

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