Serena
Lv 7
Serena ha chiesto in Scienze socialiSociologia · 2 sett fa

Ma perché esiste tanta gente affetta da disagi psicologici? La nostra è una società malata 🤯?

Ciao belli 🌹🦊🐯

Aggiornamento:

Anonimo non si legge la tua risposta 😥

34 risposte

Classificazione
  • 2 sett fa
    Migliore risposta

    I dati statistici del ministero della salute fanno rilevare quale sia la percentuale di popolazione colpita da disturbi psichici. Questo dato non cambia nel corso delle epoche storiche. Il disturbo psichico ha sempre una matrice ereditaria, che prima o poi trova la sua concausa per svilupparsi, in seguito a una qualsiasi esperienza psicologicamente traumatica vissuta dall'individuo. La  medicina moderna riesce ormai a ottenere buoni e anche ottimi risultati per tenere sotto controllo i disturbi originati dalle malattie psichiche, ma allora il problema dov'è?

    Il problema è nella società, spesso miope o prevenuta nei confronti di tutti i tipi di disturbi che possano interessare la psiche, quasi fosse un vero tabù, di cui si ha paura e rigetto, cosicché più delle volte  vengono messi nello stesso calderone malati affetti da qualsiasi disturbo mentale e definiti "Matti", ovverosia "Pazzi".

    I "pazzi" una volta erano quelli rinchiusi nei manicomi, spesso curati male e quindi rovinati per sempre, anche perché la medicina di allora non conosceva i ritrovati moderni. Spesso maltrattati e umiliati per la loro condizione di squilibrio mentale.

    In era moderna, fortunatamente, anche la schizofrenia, considerata la più grave forma di compromissione della psiche, viene curata e ai malati viene restituita una possibilità di vita quasi normale. Ma da un punto di vista concettuale per la società il malato mentale, che soffra di schizofrenia o di sindrome bipolare, è visto quasi come un appestato, un individuo da tenere a distanza. Ecco il motivo per cui gli stessi malati spesso e volentieri si isolano, non si curano, forse nel tentativo di nascondersi, a volte hanno paura di denunciare i sintomi, tipo i casi gravi di schizofrenia, che purtroppo vengono appurati in seguito, come il caso della recente strage di Trieste, dove si è saputo, dopo, quando era troppo tardi e la tragedia si era consumata, che l'assassino "sentiva le voci". 

    • e che voci capo... 17 pallottole: due infami sistemati a dovere, più che voci le chiamerei canti di sirena

  • 2 sett fa

    Perché la società non è libera ma per potersi adeguare ad essa Bisogna rispettare i suoi standard che molto spesso sono elevati e troppo difficili da raggiungere. Tutte quelle persone che non si sentono e non sono adeguate a quegli standard sviluppano complessi, disagi psicologici eccetera perchè la società li rifiuta con discriminazioni, violenze ed emarginazione ( aspetto fisico, personalità, carattere etc..)

  • RdFkz7
    Lv 6
    2 sett fa

    In effetti …. se ne vedono e se ne sentono di tutti i colori!  Ma nonostante tutto resto sempre convinto che il concetto di "normalità" è molto relativo e difficile da definire. Chi può stabilire se il disagiato sia il "suonatore Jones" della canzone di De André che diceva al commerciante di liquori "tu che lo vendi che cosa ti compri di migliore?" o non siamo invece noi che passiamo tre quarti della nostra esistenza da "normali" ad inseguire obiettivi materiali che una volta raggiunti non ci danno un solo granello di felicità in più? Resta comunque il fatto oggettivo che il mondo la fuori è sempre più competitivo e tende ad isolare chi non riesce a stare al passo con il risultato che l'individuo isolato ed escluso dalla società diventa un disagiato perché percepisce la propria inadeguatezza e ne soffre non disponendo degli strumenti per uscire dalla situazione.  Il paradosso è che invece il "suonatore Jones", puro archetipo di individui realmente esistenti In carne ed ossa, di tutto ciò se ne fa un baffo e vive felicemente la sua condizione di "disagiato" secondo i comuni canoni. 

    • Spicca molta verità in quello che hai detto. Sono grata che ci siano ancora persone coscienziose e che hanno una chiara visione della realtà come te e molti altri. Fino a poco tempo fa credevo di essere una delle poche a vedere le cose in una prospettiva diversa. 

  • 2 sett fa

    Ricordi l'uomo del Sottosuolo di Dostoevskij?

    Il disagio, la sofferenza, l'incapacità di rispondere alle pressione e alle aspettative, ci sono oggi come sempre. E gli individui più delicati e sensibili, che non sanno, o non vogliono, o non possono integrarsi, vivono giocoforza il malessere di una condizione di alienati.

    Molte volte, almeno ai miei occhi, il "malato" è più "sano" di tanti sani che fanno, scrupolosamente, tutto ciò che la società chiede loro di fare, senza un guizzo di ribellione. A volte riuscendoci anche tutta la vita, altre covando una rabbia che prima o poi verrà vomitata fuori.

    Poi c'è la vera malattia mentale. Quella "chimica". E anche quella c'è sempre stata. Nascosta. Le aberrazioni che accadevano in passato le abbiamo dimenticate? 

    Complice anche l'opportunità di una comunicazione potente come quella di oggi, c'è poi il disagio che non è malattia: a volte è solitudine, sono l'incomprensione e l'invisibilità che vogliono avere voce; a volte è dolore vero, altre solo vittimismo, a volte autocompiacimento, altre un parlare ozioso di dolori che non si immaginano nemmeno.

    E ci sono anche la cattiveria e la malvagità pure, che l'incredulità degli innocenti non riesce a definire per ciò che sono, e allora le definisce "pazzia", o "disagio", perché è più rassicurante, e giustificare e commiserare è facile (quando il torto non ci tocca). 

    Domanda molto bella, risposta impossibile.

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • 2 sett fa

    Girano meno soldi, c'è meno lavoro, non ricordo periodi storici poveri che non fossero violenti e non ricordo periodi ricchi che non fossero pacifici, quando la pancia è vuota e il portafogli anche la gente si incattivisce per paura che vada sempre peggio. Negli anni trenta dopo la crisi del 29 e anche negli anni 20 c'era squadrismo oggi ci sono gli haters sui social e i casi di cronaca nera... Cambia la forma ma non l'atteggiamento...la frustrazione in mancanza di denaro va sfogata.

  • 2 sett fa

    Purtroppo la nostra è una società avvelenata dai ipocrisia, pregiudizi, lavoro, soldi e povertà.

  • Caìgo
    Lv 7
    2 sett fa

    L'umanità ha sempre avuto una percentuali di soggetti psicologicamente disagiati.

    La differenza è che oggi sono tutti alla luce del sole e se si fanno notare per qualche "brutto gesto" tutti lo vengono a sapere perchè finiscono su tivù e giornali.

    Se hai la fortuna  di avere ancora qualche anziano vicino a te chiedi a loro. Ti parleranno di disabili e malati psichici tenuti nascosti a casa (per vergogna), gente solamente un po' eccentrica ricoverata (assurdamente ) nei centri di salute mentale, ecc... 

    In breve, il passato non era più roseo del presente.

    • Serena
      Lv 7
      2 sett faSegnala

      Grazie del buon quadro che hai fatto 😊😊😊

  • 2 sett fa

    La scienza degli anni 70 diceva: i disagiati erano stupidi/suggestionabili, ma la scienza del 2000 dice: la società stressa tutti, ma chi ha un'alimentazione sbagliata e ha l'intestino stressato, sviluppa l'ansia e la depressione. È sufficiente avere un'alimentazione corretta per non essere stressabili e per guarire dall'ansia / depressione / bipolare etc. 

    Non so che cosa dicono le ricerche aggiornate sulle psicosi, ma la psichiatria degli anni 70 diceva: quando il soggetto è obbligato a non essere creativo, sviluppa le psicosi. Quindi in linea generale, l'educazione eccessivamente repressiva / competitiva, a volte, porta alle psicosi. 

  • 2 sett fa

    No, quella attuale non è una società malata, non più di quanto è stata o sarà.

    Stress, nevrosi, tic, manie, smarrimenti vari & co., figli innegabili della modernità, rappresentano il prezzo da pagare per poter mangiare ogni giorno, per vivere novant'anni, per avere tempo da perdere, per andare in vacanza a Capri, per non dover andare a zappare e alzarsi ogni mattina alle quattro, per poter andare dall'altra parte del mondo a bere un caffè, per stare qui su answer a dire cose inutili a persone che non sanno leggere. Ed è un prezzo onesto, il gioco vale decisamente la candela, vale tutto il fuoco che arde.

    (Solitudine, depressione e compagnia bella sembrano oggi così di "moda", esperiti da chiunque. Bah. Resto sempre attonito, sgomento, quando vedo queste persone che si definiscono "sole" e "depresse" con questa loro aggressiva nonchalance.)

  • m
    Lv 6
    2 sett fa

    Troppe cose e troppo poco tempo

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.