Laurearsi?

Ho 21 anni e tramite agenzia interinale ho cambiato 5 lavori in un anno e parlato con molte persone, la mia conclusione in un anno è stata che molti laureati finiscono esattamente come me a lavorare in una fabbrica.. io mi chiedo .. ha senso studiare altri 5-6 anni? Si trova un lavoro migliore per davvero? 

La cosa assurda è che tutti i 20 enni vanno all Università , ne conosco pochissimi che lavorano o tentano di lavorare! Quindi significa che fra 10 anni ci sarà il pienone di laureati e non varrà più nulla nemmeno la laurea..

Ha senso studiare secondo voi? Io arrivo dall alberghiero ma non vedo grandi sbocchi nelle pasticcerie e ristoranti, solo sfruttamento 

4 risposte

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  • Anonimo
    3 sett fa

    Non ti so consigliare 

  • Anonimo
    4 sett fa

    Questi sono i discorsi con cui si giustificano quelli che non hanno voglia di studiare?

    Pensavo a qualcosa di meglio.

  • Anonimo
    4 sett fa

    quello che la gente non capisce, è che IN ITALIA IL LAVORO MANCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

    non si tratta quindi di quanto studi, o non studi, MANCA IL LAVOROOOOOOOO.

    tutto il settore dei lavori generici è stato SPOSTATO, dall'italia all'estero, in paesi dove la manodopera costa meno, questo significa che tutti quei lavori di manodopera non ci sono più in italia.

    il nostro maledetto governo, NON FA NULLA PER IMPEDIRE CHE GL'IMPRENDITORI CHIUDANO QUI E VADANO ALL'ESTERO A PRODURRE.

    anzi!! molto spesso stato e imprenditori fanno leggi ad hoc per questo!!!

    la classe proletaria al momento è PRIVA DI LEADER POLITICI, è per questo che ce la passeremo sempre peggio.

    è solo l'inizio della rovina di quello che anni fa era una bel paese.

    ricordo negli anni '80, il lavoro si trovava, nessuno era in giro a zonzo, e lo stato C'ERA.

    ora non c'è più nulla.

    c'è solo un "si salvi chi può".

    quindi, il discorso sfruttamento, il discorso "non basta più la laurea", il discorso "siamo tutti disoccupati" non è altro che la somma di un unico grande problema che non vuole essere affrontato dallo stato italia, ovvero: la TOTALE MANCANZA DI LAVORO.

    io penso che non se ne uscirà più....

    spero di no, spero che qualcosa cambi in meglio, ma la verità è che a nessuno interessa.

    non c'è attualmente una vera classe politica che vuole davvero fare qualcosa per questo.

    i 5 stelle col reddito di cittadinanza, hanno tagliato fuori tanti disoccupati a carico delle famiglie, quindi si stanno occupando del problema in modo marginale....

    per risollevare il mercato del lavoro italiano, occorre uno sforzo in più.

    occorre IMPORRE ALLE IMPRESE DI ASSUMERE PIù PERSONALE, che siano operai, specializzati e non.

    invece le imprese hanno TOTALMENTE il coltello dalla parte del manico.

    e rimane solo una guerra tra poveri.

    tu dici: "ha senso studiare?"

    io ti dico: DIPENDE.

    se studi in settori in crescita, sì!

    altrimenti NO.

    i settori in crescita sono quelli a indirizzo scientifico, quindi:

    medicina, informatica, ingegneria, ecc ecc

    i settori umanistici, ad es non convengono...non ci sono sbocchi reali!!

    conosco persone che lavorano in biblioteca e sono laureate in filosofia, lettere, ecc ecc....io non credo che ci voglia una laurea per stare in biblioteca.....

    non penso valga la pena studiare 5 anni, per poi stare tutto il giorno a sistemare libri su uno scaffale, ti pare??

    altrimenti rimane, EMIGRARE, perfino la francia è più conveniente rispetto all'italia, ma perchè??

    perchè i francesi sono più nazionalisti, e non sono sottomessi agli altri stati come l'italia, e ci TENGONO AL LORO MADE IN FRANCE!!

    e qui mi fermo, ma potrei continuare....

  • 4 sett fa

    Il lavoro manca? Sì. Per chi vuole andare a pulire le scale, servire ai tavoli, preparare i cappuccini, tagliare i capelli, vendere vestiti, guardare i figli degli altri... PER QUESTE PERSONE IL LAVORO MANCA. 

    Ovvio che se 1000 persone vanno a cercare questi lavori che non richiedono alcun titolo di studi la domanda si alza e il lavoro cala; se io dovessi andare a lavare le scale non so come farei: probabilmente cercherei di sembrare un figo della madonna, creerei un prodotto innovativo, affermerei di pulire 15 piani in due minuti. Ah e a costi contenuti. Tipo 3 euro l'ora? 

    Se ci si laurea, al contrario, si può fare richiesta altrove: non perché "c'è lavoro"; questo non è mai verso. Semplicemente se mi laureo in Giurisprudenza posso candidarmi alla stessa cooperativa che si occupa di rifugiati per offrire supporto legale, cosa che magari faranno altri 20 avvocati. Ma per 20 avvocati ci saranno 200 persone che vogliono andare a pulire i tavoli di quella cooperativa. 

    Altra questione. 

    Di avvocati siamo strapieni. Metti caso che io non so scegliere ma mi capita il CV di un avvocato che parla anche l'arabo perché ha dato due esami a scelta in quella lingua? Si distingue dagli altri e di certo prendo lui, naturalmente se in sede di colloquio mostra di avere le giuste capacità e competenze. 

    Ecco cosa significa dire "non ho più voglia di studiare": avere un curriculum fiacco, scontato, vuoto. Certo l'Università non garantisce nulla perché sta a noi fare la differenza, e questo dovrebbe valere a prescindere (come ho scritto più in alto, se avessi solo la terza media o il diploma inventerei di tutto pur di emergere); ma di sicuro studiare (all'Università) permette di avere delle conoscenze in più, di capire meglio il mondo e di avere un certo spirito critico. Ed è un peccato che alcuni soggetti si fermano: conosco persone che hanno la sola licenza media capaci di fare un discorso logico e di avere una visione critica della vita. Proprio dei filosofi mancati.

    Il problema è che non azzeccano i congiuntivi, non parlano inglese, ignorano le ragioni storiche per cui si è costruito il muro (o meglio: sanno dire quando è crollato, ma non cosa questo abbia significato; concetti come guerra fredda, Stato satellite o patto di Varsavia sfuggono facilmente) o dove sia Ancona (io di geografia regionale italiana sono una pippa, nel senso che dimentico facilmente quale sia il capoluogo di quelle tre/quattro regioni nel centro-sud, oppure devo cercare su Wikipedia dove sia Pavia; eppure so parlare del gap che divide nord e sud Italia, cosa distingue i dialetti italiani e dove si concentrino dal punto di vista geografico, so quale sia la situazione migratoria nel Paese, so quali sono le maggiori problematiche culturali che interessano l'Islam e l'Ebraismo rispetto al Cristianesimo o alla società italiana, so quali siano, e perché, le zone ad alta attrattiva turistica in Italia così come vengono distribuiti [e usati] i finanziamenti per l'istruzione e la ricerca). 

    Sono grato allo studio universitario; certo, viviamo in un Paese vecchio e malato, ci mancherebbe altro, però il Paese è fatto da chi lo abita eh. Magari fossimo tanti Gandhi e tante Greta, pronti e pronte a lottare in nome di un ideale. 

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