Secondo te Venezia rischia davvero di scomparire?

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7 risposte

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  • 9 mesi fa
    Risposta preferita

    Ragazzi, io una "acqua alta" così non l'ho mai vista. Non sono veneziana, ma ci ho vissuto per anni, l'ultimo nel 2014. Ovviamente anche io ho fatto i conti con l'alta marea e ho camminato tra le acque munita di stivali. Ma parliamo di pochi centimetri nella zona dove vivevo io, in cui il fenomeno era presente due/tre volte l'anno e si era costretti a muoversi con gli stivali. Ovviamente San Marco e altre zone "basse" si trovavano invece allagate, l'acqua sarebbe arrivata sopra il polpaccio e quindi gli stivali non sarebbero bastati, si camminava sulle passerelle sopraelevate. Ecco, questo accadeva con una marea di 125 cm. L'altro ieri è arrivata a 190 cm e la laguna sembrava un mare in burrasca.

    Lasciamo perdere il discorso Mose, perché i pochi veneziani che ancora sopravvivono a Venezia e agli abusi che mettono in ginocchio la città, s'infiammano. E ne hanno ben donde. Solite ruberie che piegano la città, e prima di tutti i suoi abitanti perché a Venezia di veneziani che ci vivono e lavorano, ce ne sono ancora.

  • Anonimo
    9 mesi fa

    Tutta la città è stata costruita come se fosse in una palude poco profonda, per cui la zona da edificare veniva dapprima solidificata piantando dei pali di legno appuntiti (larice o rovere), corti e nodosi fino a raggiungere uno strato di terreno particolarmente duro e compatto di argilla, detto caranto, di particolare consistenza, che si trova ad una decina di metri sotto lo strato di terreno superficiale della Laguna.  

    La infissione dei pali viene effettuata secondo un allineamento multiplo, lungo la striscia di terreno sopra la quale si eleveranno i muri perimetrali e di spina che sorreggeranno gran parte del peso dell'edificio.  

    Se lo strato di caranto è troppo profondo e i pali non arrivano, del tutto o in parte, a conficcarvisi, la sottofondazione viene fatta per costipamento. In tal caso i pali vengono piantati su tutta la superficie sopra la quale poggerà l’edificio, prima chiudendo il perimetro con una fitta palificata e procedendo poi all’interno con un disegno a spirale verso il centro della zona. Sopra le teste dei pali vengono fissati due strati, tra loro incrociati, di tavoloni di legno di larice di grosso spessore. Sopra questo speciale zatterone viene elevata la fondazione vera e propria, costituita da un muro a plinto, cioè a zoccolo con le pareti leggermente inclinate, a strati abbastanza regolari in blocchi di Pietra d’Istria fino a superare il livello medio di marea.

    E' evidente anche ai non esperti che tale metodo di costruzione non potrà mai garantire alle case di durare in eterno . Ogni anno sprofondano naturalmente di circa 2 mm e le misurazioni ci dicono che la velocità di sprofondamento è in crescita. 

  • 9 mesi fa

    Non da un giorno all’altro. Forse nel giro di qualche secolo.

  • 9 mesi fa

    Il Mose: una pioggia di miliardi di noi contribuenti buttati dalla finestra!

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  • 8 mesi fa

    Se non fanno nulla tra qualche generazione potrebbe scomparire

  • 9 mesi fa

    In futuro si ma non per i cambiamenti climatici ma perché per un fenomeno naturale il terreno si assesta e sprofonda 

  • 9 mesi fa

    Ma che 

    I veneziani sono abituati

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