Perché il cinema italiano non riesce a raggiungere il livello di quello americano? È puramente una questione di fondi?

15 risposte

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  • Mario
    Lv 5
    4 sett fa

    è puramente una questione di teste di càzzo di registi che sanno solo fare schifezze che sfociano sempre in splatter zombie anni 80 o soft porno usando attori presi al Lidl !

  • BASTA
    Lv 7
    4 sett fa

    Lethal, se non fossi stato tu (ossia un utente che fa queste domande in buona fede) ti avrei metaforicamente mangiato vivo 😅😅😅

    Gli USA hanno sempre investito più di chiunque altro nel cinema, addirittura sino a rasentare più volte il fallimento, cosa che gli permette di offrire qualcosa in più nel comparto tecnico, tuttavia non ce la caviamo così male e persino gli stessi USA continuano a guardare al nostro cinema con ammirazione. 

    Ti invito a cercare meglio 😉

  • 4 sett fa

    In buonissima parte sì, a parte che bisognerebbe vedere se è così tanto vero, e per farlo bisognerebbe vedere le proporzioni. Innanzitutto chiariamo che quando parliamo di cinema americano in realtà stiamo parlando di cinema anglofono in senso molto più vasto, perché mettiamo insieme UK, Nuova Zelanda, Australia, USA, cioè tutte quelle nazioni che fanno film in inglese e che sono un mercato unico.

    Questo mercato è molto, molto, molto, molto, molto più vasto del mercato italiano, per motivi linguistici e culturali, metti insieme tutti i paesi che parlano inglese e capirai quanto sia vasto il mercato di questi produttori. Fanno molti, ma molti, ma molti, ma molti più film di quanti se ne facciano in Italia e c'è tanta, tantissima mèrda. Solo che da noi arrivano solo i migliori, quindi abbiamo una visione un po' distorta. In Italia si fanno alcuni buoni film, sarebbe da vedere quanti buoni e quanti mèrda e poi fare la proporzione. Ovviamente le produzioni mega milionarie ci sono precluse, un film da 100 milioni in Italia non si può fare.

    Comunque sia, avere un mercato così grande, porta introiti molto maggiori di quelli del cinema italiano, ma non solo attiri le migliori maestranze, i migliori attori, i migliori registi. Nolan è britannico, Inarritu è messicano, Del Toro è messicano, Cuaron è messicano, Ang Lee è Taiwanese, Hazanavicius è francese, Tom Hooper è australiano/britannico (e non sono nomi presi a caso sono i vincitori di 8 degli ultimi 10 oscar). Ma non vale solo per i registi, Lubezki è messicano, Mauro Fiore è italiano naturalizzato americano, Claudio Miranda è cileno di origine italiana, Sandgren è svedese, Deakins è britannico e Cuaron messicano (e anche in questo caso non sono nomi presi a caso sono i vincitori di 8 di 10 degli ultimi Oscar alla miglior fotografia). Potrei continuare citando Bource, Danna, Price, Desplat, Morricone e Gorranson che sono 7 degli ultimi dieci Oscar alla miglior colonna sonora, nessuno di loro è americano. Ai migliori costumi si pareggia 5 a 5.

    È come la Premier League, La Liga e la Serie A, almeno un tempo, i giocatori migliori del mondo, in qualunque paese siano nati, giocano lì, giocano lì per soldi ma anche perché sono campionati più importanti, più in vista ecc...

    Ma non solo, avere questo movimento, fa avvicinare al cinema molti più giovani e quando scegli tra tanti e scegli solo i migliori, l'asticella si alza. È come nella scherma, non è che gli italiani siano tra i migliori al mondo perché sono geneticamente più propensi, ma perché nascono in zone dove la scherma è più popolare, quindi molti più ragazzini tirano di scherma rispetto all'Australia, quindi quelli che arrivano al top sono - in genere - più bravi perché hanno avuto una concorrenza maggiore. 

    È evidente che un americano abbia più voglia di un italiano di fare l'attore, il regista. Così come ha più voglia di giocare a football di un italiano. È altrettanto evidente che uno coi soldi preferisca investire in un mercato come quello americano che in uno come quello italiano.

    • Jim
      Lv 6
      4 sett faSegnala

      Verissimo, concordo in pieno

  • 4 sett fa

    Guarda, al nostro cinema non conviene  mettersi  a fare dei paragoni con  gli USA e la Francia, tanto per dirne due, perchè per loro il cinema è roba seria, è un’arte e un’industria,  sia dal punto di vista artistico/culturale che dal punto di vista economico. E poi da quelle parti la gente va in massa a sedersi nelle sale di proiezione, cioè lo amano davvero, no come da noi che si contano quattro gatti  a coltivare questa passione.

    Abbiamo dei bravissimi registi, certo, ci mancherebbe, però gran  presuntuosi, caratteristica che,  unitamente all'apatia degli sceneggiatori ha condotto  il nostro cinema ad avere  pochi film buonissimi e tanti film mediocri.

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  • 4 sett fa

    Se per "livello" intendi "qualitativo" mah, a sto punto il cinema americano commerciale fa talmente cagáre che il nostro sembra QUASI accettabile, cioè ogni tanto noi riusciamo a tirare fuori dei film interessanti, ho visto al cinema l'altra settimana "L'uomo del labirinto" di Carrisi ed è carino, Ride era bellino, Il Primo Re di Rovere, adesso deve uscire il Pinocchio di Garrone e sarà sicuramente stupendo; se ti riferivi al budget, eh noi non abbiamo i soldoni degli americani, un "blockbuster" da noi può essere Il Ragazzo Invisibile o Il Racconto dei racconti di Garrone che è costato 10-15 milioni e ne ha incassati 2, cioè noi siamo anche in grado di fare del cinema blockbuster (Sorrentino con i due Loro, il già citato Garrone con Dogman, Carrisi ci sta riuscendo anche lui) il problema è il pubblico che non c'ha voglia, poi ormai il cinema (per colpa di puttanáte come telefonini e TV) ormai (come diceva Alò) non è più centrale per la nostra società, cioè mio padre preferisce guardare i film su Netflix

  • Jim
    Lv 6
    4 sett fa

    Non per iniziare una polemica e (cosa ancor più importante) non per rischiare di dire qualche grossolana castroneria, ma secondo il mio modestissimo parere una gran fetta di colpa l'hanno i produttori, perché insomma, finché si preferirà impiegare danaro per finanziare isole dei famosi, grandi fratelli e altri tumori televisivi come de filippi/d'urso e company capite bene che ecco...non credo che la situazione possa decollare...

    Poi certo, qualcuno potrebbe dirmi che il trash televisivo si produce un po' dappertutto, e questo qualcuno avrebbe più che ragione a lanciarsi in questa osservazione, però va anche detto che l'Italia non è proprio il paese dei Paperoni, di sicuro qui da noi si ha meno fondi di altri stati, per cui per dirla in maniera molto semplice, i soldini che si hanno a disposizione o li si mette nel cinema o li si mette nel trash...e a quanto pare si sceglie la seconda opzione tra le due, perché mi viene da dire che per organizzare un intero reality show in Honduras e far soggiornare per non so quanto dieci, venti o quante sono persone, con tanto di prove, giochi, elicotteri e mezzi vari beh, penso che non sia proprio una cazzatina in fatto di costi... mi verrebbe da dire che quei soldi buttati nello sciacquone li si sarebbe potuti impiegare meglio, ma evidentemente la richiesta da parte del pubblico è quella, e non il cinema, per cui si sèguita con questo andazzo... 

    Poi certo, i registi bravi ci sono, gli attori bravi anche... La gente che ha talento esisterà sempre, in qualunque campo e in qualunque epoca, però deve essere favorita da altri fattori, quali ad esempio il periodo storico in questione. 

    Viviamo in un'epoca e in un luogo in cui al momento non c'è moltissimo spazio per il cinema, o comunque ce n'è di meno che in passato, perché il periodo in cui l'Italia è stata maestra nell'arte del cinema coincide alla perfezione con gli anni del Boom, quelli del benessere economico, e allora di facciata l'Italia primeggiava (o comunque eccelleva) un po' in tutto, perché rifletteva nell'arte la propria situazione economico-sociale, non solo con il cinema, ma anche con la musica, con la letteratura, con il teatro, con il fumetto... Oggi il nostro paese sta attraversando un periodo un po' così, e di conseguenza anche l'arte ne risente. 

    Ma appunto, questo è un discorso ben più ampio del cinema in sé. Prendete un personaggio come Tex, inventato da Gian Luigi Bonelli, che da 70 e passa anni resiste coriaceo in edicola. Voi credete che oggi non esistano buoni fumettisti potenzialmente in grado di creare personaggi altrettanto efficaci? Ebbene, i fumettisti validi esisterebbero pure, però purtroppo - e sottolineo il purtroppo - non sono favoriti da ciò che li circonda. 

    Credete che non esista più nessuno con la sensibilità di un Lucio Battisti o di un Lucio Dalla? Qualcuna con la voce di Mina? Qualcuno con il carisma e l'ironia di Fred Buscaglione? Io penso che da qualche parte qualcuno con del sano talento esista, il problema è che attualmente la società del nostro paese non favorisce molto, o se preferite favorisce meno di un tempo. 

    E il cinema, da buona forma d'arte quale è sempre stato, riflette la situazione di uno stato, per cui in Italia ci ha rappresentati bene all'epoca e ci rappresenta tutt'ora, forse in maniera meno felice, ma comunque molto realistica. 

  • 4 sett fa

    Penso che nel cinema italiano ci sia una mancanza di originalità, a parte rari casi, che di mancanza di fondi. 

  • 4 sett fa

    Mi dispiace contraddire BASTA, ma il resto del mondo guardava al nostro cinema con ammirazione una volta.

    Non è che io ho guardato tutti i film usciti nel 2018, ma di italiani belli ne ho visti molto pochi, sì qualche commediola carina ma niente di ché, sì qualche film interessante che ho citato in altre risposte, ma di oggettivamente bello e coinvolgente molto poco.

    Non parliamo poi dei film dove gli attori romani boffonchiano e dove ci sarebbe bisogno dei sottotitoli perché anche dopo essere tornati indietro 5 volte non capisci cosa dicono.

    E poi ci sono quelli proprio noiosi.

     

    Non è solamente questione di fondi, è questione di registi, di attori e di non aver niente o poco da dire e da dare.

    • nicoladc89
      Lv 7
      4 sett faSegnala

      10 anni, gli USA 2. L'Italia ha vinto due premi miglior attore negli ultimi 10 anni a Cannes, gli USA 1.

  • 3 sett fa

    Meno disponibilità economiche e arretratezza dal punto di vista delle tecnologie. Inoltre non disponiamo di una cultura frizzante dal punto di vista creativo: uno dei punti di forza della cultura anglosassone è la cosiddetta "ricchezza dei plots", dove c'è grandissima libertà creativa e tantissimo floklore di ispirazione per trame, storie, racconti. In Italia al di là della mafia e gli stereotipi regionali, non riusciamo ad andare: non per nulla, il grande cinema italiano (che spopolava in tutto il mondo) fu quello della commedia all'italiana, ma erano altri tempi. Avremmo invece una ricchissima cultura da cui attingere, ma non riusciamo a utilizzarla e ci facciamo insegnare dagli americani come utilizzarla

  • Anonimo
    4 sett fa

    Io non sono un esperta però di film belli l’italia ne conta parecchi ..... come anche la Francia a me piace molto anche il cinema francese ...... credo che in USA ci siano comunque più soldi quindi in proporzione è più facile anche che venga anche più pubblicizzato il loro di cinema

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