Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 9 mesi fa

Perché il Medioevo viene considerata un'epoca di barbarie e invece ha dato vita a uomini come Dante e Petrarca ?

Vi rendete conto che con uomini come Dante e Petrarca nacque la lingua italiana? Soltanto l'importanza di questo particolare dovrebbe far riflettere quando ci dicono che il Medioevo era barbarie e inciviltà. 

Senza contare che l'amore e il corteggiamento, la galanteria verso le donne, nacquero nel Medioevo. 

Perché il Medioevo è considerata un'epoca di barbarie?

12 risposte

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  • Anonimo
    6 mesi fa
    Risposta preferita

    e' stato molto rivalutato e giustamente

  • Paolo
    Lv 7
    8 mesi fa

    PERCHE' NE E' STATA DATA UNA CATTIVA INFORMAZIONE DAGLI STORICI CHE PURTROPPO E' STATA ASSORBITA......................!!!!!!!!!!!

  • 8 mesi fa

    Il concetto del medioevo nasce nell'epoca dei Lumi, i filosofi francesi  definirono questo periodo privo di cultura e ricco di superstizione.

    Purtroppo i filosofi illuministi( Voltaire, Diderot e D'Alembert)  criticarono aspramente la cultura Italiana: Dante e Petrarca in primis, da loro definiti come "copiatori" della poesia francese.

    Un insulto molto pesante nei confronti della nostra lingua che non solo NON è stata copiata dal francese ma che addirittura è nata dal latino (civiltà che sottomise i popoli galli e germanici).

    C'è un forte disprezzo da parte della Francia nei confronti della nostra cultura! 

    Su internet queste notizie non le trovi. Le ho lette sui libri poichè all'università ho fatto delle ricerche approfondite riguardo all'Illuminismo francese del 700.

    Comunque ti do completamente ragione: il periodo medievale conosce grandi poeti come Dante e grandi artisti, scienziati, filosofi...

    Nasce la musica profana, antenata dell'opera e il concetto di amor cortese descritto nella lirica provenzale...

    La chiesa NON ha creato oscurantismo e inquisizione, che è avvenuta a partire al 500 ma cultura e benessere: pensiamo ai monaci Benedettini che ricopiavano i testi degli antichi filosofi....

  • 9 mesi fa

    Il Medioevo è un periodo storico della durata di oltre mille anni: è normale che in un lasso di tempo tanto ampio si siano verificate guerre, carestie, epidemie, invasioni e catastrofi naturali. Tuttavia è antistorico e anacronistico penalizzare un intero evo paragonandolo all'Antichità classica o al Rinascimento, come hanno fatto gli storici illuministi di matrice protestante (Gibbon e altri), senza valutarlo per le espressioni e acquisizioni culturali, tecnologiche, artistiche che gli sono peculiari. I primi secoli del Medioevo europeo sono stati estremamente travagliati a causa delle invasioni di Goti, Longobardi, Avari, Slavi, Arabi, Bulgari, Normanni, Ungari, Turchi, Mongoli: invece, in altre regioni del mondo, come in Cina, in India, nel Nord Africa e nel Medio Oriente musulmani o nel Sud-Est asiatico, si è assistito a una fioritura di civiltà prospere e vivaci dal punto di vista economico e culturale. Non per questo il Medioevo europeo è da condannare in blocco: trascorsi i secoli davvero bui (secc. V-XI), la civiltà europea e cristiana è riuscita non solo a respingere i suoi nemici, ma a convertire al Cristianesimo numerosi popoli pagani (Frisoni, Angli, Sassoni, Danesi, Norvegesi, Svedesi, Polacchi, Ungheresi, Boemi, Croati, Bulgari, Russi eccetera), a integrarli in un sistema di valori coerenti e in un ordine geopolitico fondato sulla Chiesa e sull'Impero, a far sorgere monarchie e letterature nazionali, a dare voce a intere nazioni prima illetterate e analfabete. Non solo, al Medioevo va attribuito il merito della costruzione delle grandi cattedrali romaniche e gotiche, la fondazione dei primi ospedali e delle prime Università, l'istituzione delle prime banche, la creazione di un reticolo di santuari uniti da vie di pellegrinaggio e di commercio, la realizzazione di opere d'arte senza pari come gli affreschi di Giotto, gli scritti di san Tommaso d'Aquino, le opere di Dante, Petrarca, Boccaccio, Chaucer, la Chanson de Roland, el Cantar de mio Cid, il Roman de la Rose, e molti altri testi epici, poetici, filosofici, teologici, scientifico-naturalistici, come le traduzioni delle opere di Aristotele, Avicenna e Averroè dall'arabo in latino.       

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  • exProf
    Lv 7
    9 mesi fa

    Non si tratta di "invece", ma di "nonostante".

  • Anonimo
    9 mesi fa

    Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus

  • Beavis
    Lv 7
    9 mesi fa

    Mi vengono in mente anche Giotto, Giustiniano, ed il mio preferito Carlo Martello (che sicuro nelle scuole pubbliche filo sinistra radical chich terzomondista subirà la "damnatio memoriae".).

    Cmq è innegabile che dai tempi dell'impero romano si siano fatti numerosi passi indietro, sia in termini di avanzamenti scientifici che benessere generale.

  • Nick
    Lv 7
    9 mesi fa

    infatti loro (bè, più Petrarca...) sono della fine del medioevo e precursori del rinascimento; a parte questo le cose che tu citi sono elementi della cultura alta riservata ai pochi nobili, non è la cultura delle masse. il medioevo in effetti non era di barbarie, ma sicuramente una caduta notevole rispetto all impero romano in termini di cultura, economia, società e prosperità. le poche eccezioni non cambiano le cose, anche perchè il potere religioso  - che arrestò ogni progresso e distrusse il sapere antico per oltre mille anni - le faceva fuori (es Dante costretto in esilio....)

  • Il medioevo è un periodo di oltre 1000 anni. Indubbiamente è un periodo pieno di crudeltà, guerre, violenze, barbarie, epidemie, carestie o ogni genere di disgrazia. Poi ci sono stati anche aspetti positivi. 

    L'amore verso le donne non è nato nel medioevo.

  • Anonimo
    9 mesi fa

    dvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvvv

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