Come mai il cielo è azzurro,?

Qualcuno potrebbe spiegarmelo 

13 risposte

Classificazione
  • mg
    Lv 7
    4 sett fa

    Sono le molecole dell'azoto che ci fanno vedere la luce azzurra. Hanno le dimensioni giuste per rifrangere quella particolare frequenza e i nostri occhi sono predisposti a recepirla. Le altre frequenze sono assorbite.

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  • Anonimo
    3 sett fa

    Ciao,mi sei molto simpatica e dolce hai instagram che parliamo un pò?Se sì lasciami il tuo username nei commenti

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  • giokko
    Lv 6
    4 sett fa

    Da me il cielo è grigio

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  • 5 giorni fa

    perche' se era verde le apine lo confondevano con un prato.

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  • 3 sett fa

    Diciamo prima che il colore di un oggetto è quella parte della delle radiazioni elettromagnetiche è riflessa. Se il cielo ha colore blu vuol dire che la radiazione elettromagnetica della luce è tutta assorbita mentre quella relativa al blu (di data frequenza) è riflessa.

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  • Anonimo
    1 mese fa

    È l'effetto che si viene a creare tra l'atmosfera i raggi solari e lo sfondo nero dello spazio, risultato cielo azzurro.

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  • 1 mese fa

    E' dovuto alla struttura chimica e fisica dell'atmosfera, cioè alla sua composizione chimica e al fatto che l'atmosfera ha una struttura stratificata.

    Fonte/i: Google
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  • Mars79
    Lv 7
    1 mese fa

    Era da tanto che non leggevo questa domanda su Answers.

    http://www.planetariumpythagoras.com/pitagora/divu...

  • 1 mese fa

    Il cielo che vediamo azzurro, in realtà dovrebbe essere viola.

    Dovrebbe essere viola perché è questo il colore, e non l’azzurro (o il blu) il colore dalla lunghezza d’onda più piccola tra quelli dello spettro della luce visibile del sole.

    Le ragioni per le quali lo vediamo invece blu sono almeno due, distinte: una che dipende dal sole, l’altra da noi.  

    Il fattore umano dipende dalla minore sensibilità al viola dei fotorecettori della retina del nostro occhio, che penalizza ulteriormente la capacità di percepire quel poco viola che viene diffuso dall’atmosfera.

     Di conseguenza quello che percepiamo è soprattutto la fascia di lunghezza d’onda subito maggiori del viola, che vengono diffuse anch’esse in tutte le direzioni dalle molecole di azoto, seppur con efficienza inferiore: quelle del blu.

    A schiarirlo adeguatamente, fino a portarlo a quell’azzurro talvolta molto tenue al quale siamo solitamente abituati, concorrono tutte quelle particelle, di acqua in primo luogo, che stanno sospese nel cielo e che hanno tanto più possibilità di intercettare i raggi del sole quanto più stiamo in basso, in pianura, ad osservare il cielo.

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    • ghepardo
      Lv 5
      1 mese faSegnala

      La mia risposta risulta non visibile nonostante i parecchi pollici versi.
      Comunque avevo detto le stesse cose di @ses

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  • Raizo
    Lv 5
    1 mese fa

    La luce visibile di colore bianco che proviene dal Sole è formata dalla sovrapposizione di onde elettromagnetiche di lunghezza d'onda variabile e da noi percepita come violetta, fino alla radiazione che ci appare rossa, passando per il blu, il verde, giallo e arancione. La luce blu è diffusa in tutte le direzioni, per via della sua lunghezza d'onda più breve che quindi è rifratta dalle più piccole particelle degli strati più alti dell'atmosfera, al contrario degli altri colori. In qualunque direzione si osservi, una frazione di questa luce giunge ai nostri occhi. Infatti il cielo ci appare blu.

    Al tramonto invece il cielo appare arancione perché la luce del sole per raggiungere i nostri occhi deve attraversare un maggior spessore di atmosfera rispetto a quando il sole è a mezzogiorno, quindi la luce blu viene diffusa di più in più aria e ci raggiunge solo la luce rossa/arancione tipica del tramonto.

    Le nuvole invece appaiono bianche a causa della maggiore dimensione delle particelle che le compongono rispetto all'aria. Quindi esse diffondono i diversi colori della luce tutti allo stesso modo e quindi ci appaiono bianche (il bianco è l'insieme di tutti i colori).

    Il fenomeno della diffusione che colora il cielo e le nuvole è stato studiato da John William Strutt Rayleigh e prende il nome di scattering di Rayleigh.

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