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Marina ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 6 mesi fa

Poesia aiuto ....grazie?

Differenze tra "l'infinito" ",a zacinto" e "Alla sera"

2 risposte

Classificazione
  • exProf
    Lv 7
    6 mesi fa

    Che c'entra "L'infinito"?

    Il terzo termine da paragonare non dovrebb'essere un altro sonetto? Magari "In morte del fratello Giovanni"?

    Boh!

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    DIFFERENZA #1

    {Leopardi, Fòscolo, Fòscolo}

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    DIFFERENZA #2

    {15 endecasillabi sciolti, sonetto, sonetto}

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    DIFFERENZE ULTERIORI

    Boh! Ti copio i testi, vedi un po' tu.

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    «Sempre caro mi fu quest'ermo colle,

    E questa siepe, che da tanta parte

    Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.

    Ma sedendo e mirando, interminati

    Spazi di là da quella, e sovrumani

    Silenzi, e profondissima quïete

    Io nel pensier mi fingo, ove per poco

    Il cor non si spaura. E come il vento

    Odo stormir tra queste piante, io quello

    Infinito silenzio a questa voce

    Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,

    E le morte stagioni, e la presente

    E viva, e il suon di lei. Così tra questa

    Immensità s'annega il pensier mio:

    E il naufragar m'è dolce in questo mare.»

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    «Forse perchè della fatal quïete

    Tu sei l'immago a me sì cara, vieni,

    O Sera! E quando ti corteggian liete

    Le nubi estive e i zeffiri sereni,

    E quando dal nevoso aere inquiete

    Tenebre, e lunghe, all'universo meni,

    Sempre scendi invocata, e le secrete

    Vie del mio cor soavemente tieni.

    Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme

    Che vanno al nulla eterno; e intanto fugge

    Questo reo tempo, e van con lui le torme

    Delle cure, onde meco egli si strugge;

    E mentre io guardo la tua pace, dorme

    Quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.»

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    «Né più mai toccherò le sacre sponde

    Ove il mio corpo fanciulletto giacque,

    Zacinto mia, che te specchi nell'onde

    Del greco mar, da cui vergine nacque

    Venere, e fea quelle isole feconde

    Col suo primo sorriso, onde non tacque

    Le tue limpide nubi e le tue fronde

    L'inclito verso di Colui che l'acque

    Cantò fatali, ed il diverso esiglio

    Per cui bello di fama e di sventura

    Baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

    Tu non altro che il canto avrai del figlio,

    O materna mia terra; a noi prescrisse

    Il fato illacrimata sepoltura.»

    ------------------------------

    «Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo

    Di gente in gente; mi vedrai seduto

    Su la tua pietra, o fratel mio, gemendo

    Il fior de' tuoi gentili anni caduto:

    La madre or sol, suo dì tardo traendo,

    Parla di me col tuo cenere muto:

    Ma io deluse a voi le palme tendo;

    E se da lunge i miei tetti saluto,

    Sento gli avversi Numi, e le secrete

    Cure che al viver tuo furon tempesta;

    E prego anch'io nel tuo porto quiete:

    Questo di tanta speme oggi mi resta!

    Straniere genti, l'ossa mie rendete

    Allora al petto della madre mesta.»

    • Marina6 mesi faSegnala

      Grazie, mi sono spiegata male intendevo sui contenuti....però grazie comunque

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  • 6 mesi fa

    Tutte e due belle sono

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
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