sergione ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 12 mesi fa

Il voler lavorare fino all'ultimo giorno di vita è una malattia?

Se si lavora anche quando si è vecchi è malati senza averne la necessità economica piò essere dovuto a una sindrome?

9 risposte

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  • Anonimo
    12 mesi fa

    Mio nonno quand'è andato in pensione è caduto in depressione e ha vissuto quasi tutto il periodo post-pensione da depresso, fino alla morte. 

    Per alcune persone il lavoro è anche un modo per mantenere vivi i rapporti umani. Soprattutto per le persone semplici che non hanno mai coltivato grandi passioni. 

    C'è gente che in pensione approfitta del tempo libero per scrivere i romanzi che ha sempre desiderato pubblicare, oppure dipinge i quadri che ha sempre voluto esporre, oppure viaggia (se ha accumulato una discreta ricchezza da consentirglielo). 

    La maggior parte dei pensionati però passa la giornata davanti alla tv (rete4 o rai1). 

  • 12 mesi fa

    Ricorda caro amico che un vecchio detto dice: "il lavoro nobilita l'uomo". La vera malattia non è la voglia di lavorare ma la voglia di non lavorare. Il lavoro ci permette di relazionarci con gli altri tramite uno scambio di idee e valori. L'uomo è un'animale sociale e non c'è modo più bello di confrontarci con gli altri se non tramite le nostre esperienze. Io sto parlando dando per scontato che chi leggerà viva una situazione rurale come la mia, dove il mostro del capitalismo non si è ancora abbattuto privando l'uomo della gioia del lavoro, illudendolo e facendolo crogiolare nel vile Dio denaro.

  • 12 mesi fa

    È la cosa più normale del mondo se per anni e anni hai fondato la quasi totalità della tua vita sul lavoro. Ormai in questi casi non si ha molto altro... sì, c'è la famiglia, i figli e i nipotini ma a livello intimo e personale si è abituati a investire energie solo in quell'ambito.

  • Anonimo
    12 mesi fa

    difficile lavorare in italia oggi come oggi

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  • ???
    Lv 4
    12 mesi fa

    Dipende da persona a persona. Non penso, sia una malattia!

  • 12 mesi fa

    Importante è farlo perché si desidera, l'attività tiene vivo l'organismo e stimola la mente... Se piace perché no?

  • Anonimo
    12 mesi fa

    Ciao.

    Ci sono persone che dopo aver lavorato una vita intera non vogliono smettere, cioè per vita intera, intendo una percentuale di anni elevata.

    Cioè c'è gente che lavora trent'anni, quarant'anni e penso pure cinquanta, p.s. in matematica sono un casino.

    Comunque posso garantirti che ci sono anziani che una volta che smettono, ricordano gli anni belli e le giornate di lavoro, ci sono vecchietti che a volte persone prendono in giro, che si fermano fuori dai cantieri e fissano lontano.

    Il lavoro rende felici, liberi, indipendenti e se la paga è equa per il lavoro svolto, soddisfa la persona.

    Chiaro che una persona sottopagata che raggiunge il minimo di pensione, può anche dire " Non voglio lavorare più, ma devo farlo per forza " allora non avendo pagato chissà quanti contributi, continua a lavorare per qualche soldo in più per pagare le spese.

    Anche questa è una sorte di schiavitù.

    Siamo in una società senza pietà, dove le persone vengono trattate in molte senza dignità.

    Chissà ancora per quanti anni saremo schiavi della precarietà in tanti.

    Delle persone che conosco hanno iniziato a lavorare dopo la terza media, se non erro uno dei miei amici anche prima, hanno preso su di loro lo spirito del lavoro, ora possono vivere indipendenti anche senza diploma, si sono sporcati le mani e hanno raccolto, più di tanti laureati che nel nostro paese sono senza occupazione.

    A volte anche l'ignoranza vince sull'intelligenza quando sa affrontare la vita più di chi si ferma un libro.

    Per sporcarsi le mani, intendo che hanno lavorato da giovanissimi.

    Questo mi fa riflettere anche a me, di quanto sia penoso ad aver studiato inutilmente qualcosa a trovarmi carta straccia e a volte sentirmi un incapace.

    Se facevo come loro, ero sposato, pagavo le tasse con uno stipendio più umile secondo me, ma potevo pagare tutte le spese e potevo fare come hanno fatto loro.

    A 26 anni è difficile che ti prendano per imparare un mestiere.

    Per questo apprezza il lavoro.

  • Anonimo
    12 mesi fa

    Malattia forse no, ma sicuramente è sintomo di solitudine. Conoscevo un amico di mio padre così, dopo essersi lasciato con la moglie ha spostato tutte le sue energie sul lavoro. Anche quando giunse il momento di andare in pensione chiese al suo capo di continuare (sicuramente non con la stessa paga) e lui accettò. Da qualche tempo però l'hanno dovuto lasciare a casa per forza e lui ora aiuta suo fratello nei campi. 

    È un uomo solo che per non focalizzarsi sulla sua solitudine cerca di concentrarsi e sfogarsi con altro. 

  • Anonimo
    12 mesi fa

    Stupidità più che altro

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