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Anonimo
Anonimo ha chiesto in ViaggiEstremo OrienteGiappone · 6 mesi fa

Sono razzista con gli asiatici. Come guarire?

Di base sono diffidente verso tutti gli stranieri - non italiani - ma non è un tipo di diffidenza venato di odio, quanto piuttosto di complesso di inferiorità.

Invece con i gialli la situazione è diversa.

In particolare, 'odio' e disprezzo i giapponesi. Mi fanno proprio schifo. Mi sembra che la loro 'cultura', ciò che si tramanda di loro, sia un enorme, colossale bluff. Che siano persone superficiali, attaccate morbosamente all'estetica, alla pelle bianca e alla magrezza, e razzisti di conseguenza con chi non risponde ai canoni, perché negro, perché grasso, perché brutto. Mi sembra inoltre che le donne giapponesi siano delle 'mischine', cioè con un po' di pietà delle persone senza spina dorsale, piegate a 90 nel sistema maschilista che le costringe ad essere brave mogli silenziose e ubbidient (ovviamente sempre e costantemente MAGRE), amorevoli col partner e coi genitori (anche se poi i genitori sono delle merdè: che ne sappiamo?), educate e bamboline, per vedersi poi scavalcate come delle fesse dall'ologramma di Miku Hatsune o dalla bambola reborn di turno.

I maschi, poi, non ne parliamo: non riesco neppure a immaginare come deve essere per una donna qualsiasi stare con un giapponese.

Se poi ingrassi o diventi vecchia, tac, ti molla seduta stante per andare con una zoccolà più magra e più giovane.

E la grande arte giapponese? Fanno i fumetti. Eh. E poi?

Insomma, questo è quel che penso. Ditemi voi se è razzismo, xenofobia, o se alla fin fine ho ragione.

Aggiornamento:

Ah, un proverbio giapponese dice: 'neppure la morte può redimere uno scemo'. E quindi auspicano la morte per gli scemi? Tesi avvalorata pure da un racconto della mitologia giapponese che ho letto, in cui un uomo veniva giustiziato perché imbecille. E poi non aveva neanche la consolazione della morte, perché si beffavano pure di quella.

Aggiornamento 2:

Pintupi: bamboleena meea, io facevo un discorso più sociologico e psicologico e meno culturale/tradizionalistico :)

E mi vuoi fare la parafrasi del mito di cui accenno sopra - trovato in 'Principesse e Mononoke', tanto per evitare dubbi? Cos'altro pensare di loro, leggendolo, se non che siano una marea di meschini (nel senso proprio di 'vili'), che si burlano, tradizionalmente, degli scemi pure quando sono morti?

Aggiornamento 3:

Non che me ne freghi nello specifico, ma è per far capire che stanno alla profondità d'animo come l'aceto sta al latte bianco.

E sui 'pregiudizi' e 'preconcetti' che ho riguardo le loro fissazioni estetiche e al loro razzismo... me li sai pure smentire? ^_^ *faccina giappa*

Ti ringrazio cmq per il consiglio, vedrò di fare una vacanza in Giappone, magari, in un'altra vita e sotto diversa identità.

Aggiornamento 4:

Anonimo: Io istruita? Lusingata, ma proprio no :(... Io sarò sciocca, e vittima di 'pochezza intellettuale', di fatto non mi pollicio da sola e non ho bisogno di ricorrere a insulti personali per sostenere (debolmente) le mie posizioni *_*

(Tra l'altro, il discorso della magrezza non l'hai proprio capito... o hai scritto la prima scempiaggine che ti passava per la scatola cranica tanto per tappare il buco... magari quanto a sciocchezza sono in buona compagnia...)

Aggiornamento 5:

Di fatto, né tu né l'altra che mi ha 'attaccato' sapete controbattere precisamente alle mie accuse. Il che vuol dire che sostanzialmente sono veritiere e che, come sempre e come volevasi dimostrare, ho ragione... :)

Tanto basta.

Ti darei la mr per farti una coccola, va', ma a quanto pare mi hai bloccata. 

(Sarà mica l'anonimo insultatore che entra sempre nelle mie domande? :O)

Aggiornamento 6:

Karmen, di tutti quelli che hanno risposto, tu sei la più intelligente. Il giappone oggettivamente è un Paese (e una società) che fa pena, non si tratta di essere razzisti. E' un dato di fatto. Se poi vogliamo continuare a cullarci nell'illusione che sia paro-paro a come lo vediamo nei cartoni animati, tutto fiori di ciliegio - gelatini - cieli azzurri - gattini, come si vuole, ma che si capisca che non c'è nessuna onestà intellettuale né realismo in ciò.

Aggiornamento 7:

Anonimo: sul discorso dei coreani nemmeno mi esprimo specificatamente. Ma è indicativo di quella superficialità che riguarda - a livello generico, chiaramente - tutti gli asiatici...

Aggiornamento 8:

Vedo dai continui 'scema' che siamo alle scuole medie... Perché giusto a quell'età si trova un bullismo così becero e infantile.

Pollice su per la risposta di Moriko e aggiungo: Luca... se tutti quelli che la pensano come me fossero davvero me, io avrei più cloni di Naruto nella sua tecnica maggiore della moltiplicazione del corpo... Per usare un tipo di linguaggio che uno sfigàto anime-dipendente come te può ben capire XDD

Aggiornamento 9:

Andy... Risposta molto esaustiva. Se avessi risposto prima, ti avrei dato la mr :)

e NON si tratta di premiare chi mi da ragione... come dice qualcuno. Ma di premiare chi è onesto, cioè a dire non ha gli occhi foderati di prosciutto (questi non possono che darmi ragione, ma per conseguenza del fatto che io sto dicendo cose, comunque, fondate.)

11 risposte

Classificazione
  • Karmen
    Lv 7
    6 mesi fa
    Risposta preferita

    Non mi sembra razzismo il tuo, hai solo un pensiero negativo della loro società. In parte quello che dici è vero, le ragazze (ma ormai anche alcuni ragazzi) si truccano in un certo modo per sembrare occidentali e non è una bella cosa cercare di cambiare i connotati, che accettassero i loro lineamenti, molto schematici, sia nelle relazioni sia nel lavoro e pure a scuola, infatti nelle scuole c’è molto bullismo e troppe regole severe (un esempio non ci si può tingere i capelli e non si possono avere le tipiche relazioni degli adolescenti) e si lavora talmente tanto che ci sono tanti suicidi a causa del lavoro. Lì hanno i fumetti, gli Anime & Manga, gli Hentai (mi pare si chiamino così) ma su queste cose sono più fissati gli occidentali che i Giapponesi stessi.

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    • Karmen
      Lv 7
      6 mesi faSegnala

      Quanti pollici giù, proprio vero che la verità amara è difficile da accettare, manco avessi detto chissà cosa, anzi bello da visitare il Giappone ma è inutile negare i lati negativi, per me è grave che le persone si suicidino per il troppo lavoro, giusto per fare un esempio.

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  • 6 mesi fa

    Cosa stai cercando dunque, appoggio e approvazione? 

    Tu sei libero di odiare chi vuoi ed essere razzista, certamente il problema è tuo, nel senso che vivrai male: portarsi dietro odio fa vivere male te, mica gli altri!   

    Posso solo dirti che hai detto un bel pò di sciocchezze, perché affermare che la loro cultura sia un bluff e non c'è altro a parte i fumetti è una stupidata galattica e ti consiglierei di evitare di dirlo se non vuoi fare figuracce con chi il Giappone lo conosce anche solo un po' . Già il fatto che la loro cultura sia diversa da tutte le altre è una cosa straordinaria. Hai mai sentito parlare di Ukiyo? 

    Leggiti questo articolo e rimarrai sorpreso a scoprire come l'Ukiyo abbia influenzato l'impressionismo in Europa: 

      https://caffebook.it/2018/06/29/l-arte-giapponese-...

    Lo sai cosa è una katana? Mentre in europa si combatteva con spade rozze, pesanti e raramente ben forgiate, in Giappone esistevano delle spade con lame d'acciaio ripiegate anche 200 volte, che le rendeva leggere, maneggevoli, ma soprattutto in grado di tagliare in due un uomo con un solo fendente. 

    Ti ho fatto solo due esempi a caso, in ambiti diversi, ma si potrebbe andare avanti per ore: la loro cultura può piacere o non piacere, mi rendo conto che è talmente diversa da generare sospetto e spesso essere incomprensibile agli occhi di un occidentale, che è libero di apprezzarla o criticarla, ma asserire che non c'è nulla oltre ai fumetti vuol dire prestare il fianco!. Evita, perché non ci fai una grande figura. 

    Se la tua conoscenza del Giappone, come sembra, si basa solo su fumetti e una serie di stereotipi, sei preso piuttosto male. 

    Vedo che manco conosci i loro proverbi, perché il proverbio originale è "solo la morte cura uno stupido" e il significato, per chi non ha la mente ottenebrata dai preconcetti direi che è chiaro, non augura la morte a nessuno, ma dice semmai che non c'è nessuna cura in vita per la stupidità. Ne esiste uno simile dalle mie parti che recita: "viajar (viaggiare) descanta, ma chi parte mona , torna mona." Serve che te lo traduca?  

    Ripeto, tu sei libero di amare o odiare chi ti pare, ma se pretendi anche di porre delle motivazioni, e le motivazioni sono quelle che hai elencato, diciamo che sono decisamente debolucce.......

    Non c'è ombra di dubbio che la società giapponese sia estremamente formale, ma chi siamo noi per giudicare? In compenso c'è un grande senso civico, cosa che a noi tendenzialmente manca, tanto per dirne una... Lo sai che in Giappone non esiste la figura del controllo medico fiscale, perché ad un giapponese non passa neanche per l'anticamera del cervello di fingersi malato? Oppure che fin da bambini, a scuola, viene imposta la regola di pulire le classi alla fine delle lezioni, perché devono imparare fin da piccoli il senso di responsabilità? Come vedi qualcosa da imparare c'è in tutte le culture. 

    Che poi ti siano simpatici o meno, questa è un'altra storia, ma denigrare a prescindere credo sia sempre sbagliato. 

    Già che ci sono ti cito un altro proverbio Giapponese: la rana dentro il pozzo non conosce l'Oceano. Uscire dal pozzo fa solo bene.   

    Forse il modo per guarire, come dici tu, è uscire dal pozzo. 

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  • Anonimo
    6 mesi fa

    Credi quello che ti pare. Non sei tenuto a farti piacere gli asiatici.

    Però questo non vuol dire che il tuo giudizio sia fondato.

    Anzi in realtà, hai scritto solo ridicolaggini che non ti dipingono come razzista ma come sciocco che si crede astuto, perché sei qui per provocare e cercare qualcuno che provi a smentirti.

    Sarebbe facile.

    Per esempio i giapponesi sono mediamente magri per via della alimentazione e non per accontentare questo o quello.

    Le donne giapponesi non sono vittime senza spina dorsale, basta conoscerne un paio. E' fin troppo ovvio a chi ha almeno mezzo neurone attivo, che milioni di persone in Asia non sono tutte fatte con lo stampino come carattere.

    Eccetera.

    Sarebbe facile continuare ma non vale la pena, non siamo in psichiatria e non è nostro dovere curarti e darti gli strumenti intellettuali per essere più profondo di una pozzanghera.

    Se vuoi conoscere viaggia, se no sarai sempre giudicato negativamente per il modo puerile in cui tu giudichi gli altri e a nulla servirà, si capisce da come scrivi, di essere una persona istruita.

    Anzi sarà più forte il contrasto tra la tua istruzione e la tua pochezza intellettuale.

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  • Anonimo
    6 mesi fa

    Il razzismo è una forma di noi stessi, chi lo rinnega, non può smettere di essere razzista.

    Quindi se detesti un etnia è il tuo modo di pensare, il cervello è un meccanismo complesso, ti condiziona anche senza pensare, per vincere il cervello e smettere di provare questa repulsione, guarda foto di ragazze asiatiche che siano single, vedi che provi attrazione, se ad un certo punto smetti di provare disgusto, allora credo tu abbia smesso di provare razzismo.

    Non ho specificato giapponesi, ma credevo cinesi.

    Ma comunque indipendentemente stiamo parlando di asiatici, comunque io non sono razzista, semplicemente non approvo il credo musulmano imposto a quello cristiano per forza.

    Quello mi da fastidio.

    Cioè, vieni in Italia rispetta la nostra fede e non imporlo, invece ci sono islamici che vogliono farlo.

    Da cristiano ti dico di amare comunque incondizionatamente il tuo prossimo, non c'è un modo più concreto dell'apprezza per cancellare l'odio, può assopirsi e pure tornare.

    Magari vedi se ti innamori di qualche ragazza Giapponese, anni fa io non volevo di certo sposare una rumena o un ucraina ma se il destino vorrà, non sarà ad oggi una cosa negativa.

    Ti ho fatto l'esempio di come si vince il razzismo.

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  • Anonimo
    6 mesi fa

    Io lo sono con quelli del est..uomini ******* donne approfittatrici

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  • 6 mesi fa

    Di tutto ciò ho capito solo che devi stare attento a parlare male del giappone, perché i fanatici del giappone o gli otaku ti vengono addosso come dei cani pastore.

    Anch'io appoggio la risposta di Karmen e aggiungo che su Facebook, per chi lo volesse, c'è una pagina che si chiama 'Il giappone NON è sempre mon amour' (contrapposto alla celebre pagina 'Giappone mon amour' di Laura Imai Messina) che mette in pubblica piazza tutte le vergogne e lo squallore, il 'lato oscuro' del Giappone che tutti dovrebbero conoscere. Curato da un'italiana (Napoletana) che vive lì, quindi proprio 0 razzismo...

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    • Androide
      Lv 6
      6 mesi faSegnala

      personalmente nessuno di coloro che insultano è sintomo di grave immaturità mentale, frustrazione mentale e magari repressione sessuale. ;)

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  • 6 mesi fa

    Ho voglia di rispondere anche se hai già dato il "premio" miglior risposta. A parte i toni un po' forti, condivido pressoché tutto quello che hai detto, ma a differenza di te a me piace il Giappone (ci sono stato anche se non per molto e conosco qualche giapponese, quindi parlo con un po' di cognizione).

    Che sia un Paese da incubo per molti che ci vivono, è vero. Però ci sono abituati dalla nascita, quindi lo accettano con la logica del "così va il mondo". In più, la loro cultura impone l'accettazione cieca delle regole e degli ordini di chi sta più in alto, senza discussioni. Questo significa avere un Paese più sicuro, perché ognuno sa quale è il suo posto e fa il proprio dovere, non come in Italia dove, tanto per dirne una, gli uffici pubblici ti fanno fare mille giri per una fesseria che potrebbe fare un singolo impiegato in cinque minuti. Tale aspetto dei giapponesi ha ovviamente un rovescio: sono troppo robotici. Vanno in panico se la situazione si complica un poco, o se non c'è qualcuno che dà loro ordini. La limitazione della libertà è il prezzo che pagano per stare tranquilli e sicuri in ogni circostanza. È in questa chiave che vanno letti i numerosi divieti.

    Sulla loro superficialità hai ragione. Ne parla con parole di fuoco Kenzaburo Oe, scrittore giapponese Premio Nobel nel '94. Sostanzialmente lui dice che i giapponesi contemporanei si sono rammolliti, in un "copia-incolla" sterile dell'Occidente, e che la cultura "seria" giapponese è morta (beninteso, Oe è un pacifista e vorrebbe l'eliminazione della figura imperiale; non è Mishima). A mio umile giudizio, il Giappone è andato in crisi nera, culturale e morale, dopo la Seconda Guerra Mondiale, e ha per gran parte dimenticato la sua antica cultura (spesso perché collegata a doppia mandata a un passato militarista e bellicoso), trattenendo solo la "facciata" per il folklore. Da qui discende la superficialità.

    Infine, sulla donna: vero. La donna non è emancipata come in Occidente; ma anche in questo caso è un fattore di cultura. La donna "classica" (cioè che si attiene allo stereotipo) è "la regina della casa": gestisce tutto, incluso i soldi dello stipendio del marito (la moglie li intasca per pagare le varie spese di casa e dà poi delle "paghette" quotidiane al marito per le sue spese personali). Però stanno aumentando di numero le donne single che lavorano e basta, senza mai mettere su famiglia. In generale, le donne hanno un po' meno libertà degli uomini, ma non è poi così tanta la differenza.

    Ti domanderai allora perché amo il Giappone (anche se pure io a volte lo odio): perché è diverso, strano, anomalo, eppure funziona e ha le sue bellezze. Per esempio, parlando di arte: molti monumenti ed edifici, pur pubblicizzati, non sono poi granché; ma è il loro contesto a essere bellissimo. Una passeggiata a Odaiba (isola urbanizzata nella baia di Tokyo), e sono rimasto incantato dai larghissimi viali pedonali lindi, con le aiuole curate nel minimo dettaglio, e una prospettiva da Champs Elysee. Oppure ti dirò: vai nella stazione dei treni e metropolitana di Shibuya, una delle più trafficate al mondo, e vedi le persone che si incanalano verso le banchine in maniera ordinatissima, senza farti perdere tempo. Quando sono tornato in Italia, alla stazione di Mestre mi veniva il nervoso a vedere le persone che si fermavano bloccando tre quarti di scala e cose simili. Da ultimo: togli un giapponese dal suo contesto, e ti sembrerà una persona quasi normale anche agli occhi occidentali. Non sono "morti dentro", robotizzati per davvero. Lontano dai contesti pubblici, o meglio lontano dal Giappone, sanno recuperare molta (ma non moltissima) spontaneità.

    Spero di averti spiegato bene come la penso. :)

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  • Quasar
    Lv 6
    6 mesi fa

    Facendo un bel viaggio in Asia

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  • Anonimo
    6 mesi fa

    Pensa un po' che i coreani sono anche peggio. I coreani sono tutti rifatti perché seguono standard di bellezza da TV. Loro per natura sono l'opposto di quello che vorrebbero essere, quindi spendono migliaia di soldi in chirurgia altrimenti vengono emarginati dalla società. E nonostante siano tutti complessati, al punto da ricorrere così morbosamente alla chirurgia, pensano di essere la perfezione fisica rispetto a tutte le altre etnie del mondo. 

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  • 5 mesi fa

    Probabilmente sei cicciona, vecchia e brutta. Questo è quello che ho capito dalla tua domanda. Poi che hai contro i bianchi dato che voi italiani siete bianchissimi. Comunque a .e stanno simpatici e sono un nero

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  • Anonimo
    6 mesi fa

    Come sempre hai ragione? Consideri più intelligente chi ti ha dato ragione? 

    Mai vista tanta presunzione!Secondo me devi fare molta attenzione ad andare in Giappone, non è un caso che ti abbia colpito quel detto, perché va a pennello per te. Attento che potrebbero prenderti in giro anche dopo la morte! Fai discorsi senza capo né coda, ti hanno smentito in tanti e tu fai finta che non sia così, non riesci neppure a riportare un proverbio correttamente: quello non ti smentisce secondo te? Sei proprio il soggetto del proverbio!! Il problema non è la società Giapponese, il problema sei tu, so che non ne sei capace, ma dovresti riflettere sulla quantità enorme di cretinate che dici. Dice bene l'anonimo hai la profondità di una pozzanghera, per giunta di acqua sporca, se giudichi una cultura millenaria dai fumetti.      

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