Cosa c'è dopo la morte?

 Sicuramente il discorso della religione è una pura creazione e astrazione umana dovuta al fatto che l'uomo di per sè non accetta la morte. Non ho nulla contro chi vuole credere in qualunque religione, anzi invidio chi ha fede. Ma l'evidenza parla chiaro, ad oggi si è riusciti ad individuare i buchi neri... dove non c'è materia, radiazione elettromagnetica e non si propaga luce. Ma l'esistenza di un qualcosa di indefinito come il tempo come la si spiega? Può mai esserci qualcosa di finito (come la vita) dentro qualcosa di infinito come il tempo? Non credo sia tutto un caso. E l'anima poi? Una materia sottilissima? Come si spiegano quelle persone che sono 'tornate' e ti descrivono perfettamente ciò che hanno visto dall'alto? Io credo che la nostra vita continui magari in altre forme o attraverso altre esperienze. Voi che ne pensate? 

P.S: la storia del tunnel è dettata dall'inconscio, questo è stato dimostrato.

5 risposte

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  • 4 sett fa
    Migliore risposta

    Niente di niente finisce tutto.

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  • mg
    Lv 7
    1 mese fa

    Non è la sezione adatta per fare questa domanda. Unum scio: nihil scire.

    Ciao.

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  • 1 mese fa

    tu invidi i mentecatti drogati, riprenditi.

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  • 1 mese fa

    Io partirei dalla considerazione che tutti gli esseri umani (ovviamente con qualche eccezione) sono uguali e soggetti alla stessa "legge": nascita, sviluppo, deperimento, morte. Da un punto di vista materiale.

    Dal punto di vista spirituale, invece, ogni individuo è un pezzo unico, diverso da tutti gli altri, con una personalità fortemente articolata.

    Verissimo che, essendo naturalmente portato a riprodursi e assicurare la continuità della "vita", l'uomo cerca di sfuggire al passo della morte, ma proprio questo atteggiamento è la "causa" del suo incessante sviluppo spirituale (non solo religioso, ovviamente).

    Per me, l'uomo è lanciato su una parabola ascendente continua, e quanto "crea" di bello e di grande resta sulla Terra, anche quando il suo corpo muore.

    Non mi sembra possibile che se i suoi organi muoiono, anche la sua mente, il suo cuore debbano scomparire per sempre. "Aspetto la resurrezione del mio corpo", come di quello di tutti gli esseri umani, grandi e piccoli.

    "Ad oggi ..." giustissima l'espressione, la nostra esperienza materiale sembra avere il sopravvento, ma solo se noi l'ancoriamo al materiale.

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  • 1 mese fa

    Io credo fermamente nelle promesse che Dio ha fatto ai suoi profeti, che formano quel Libro straordinario chiamato Bibbia o Parola di Dio. Secondo le Scritture dopo la morte non c'è nulla, l'anima intesa come entità che alla morte si stacca dal corpo è frutto della fantasia di antiche religioni ed è stata in seguito perfezionata dal filosofo greco Platone; alla morte si resta semplicemente nella tomba in attesa della risurrezione.

    La Bibbia dice: "L'anima che pecca è quella che morirà" (Ezechiele 18:4, 20) In merito alla creazione della prima anima umana, in Genesi 21:7 si legge: "Geova Dio formava l'uomo dalla polvere del suolo e gli soffiava nelle narici l'alito della vita, e l'uomo DIVENNE UN'ANIMA [ebraico, nèfesh] vivente". Il termine ebraico nèfesh, tradotto 'anima', significa 'creatura che respira'. Quando Dio creò il primo uomo Adamo non infuse in lui un'anima immortale, bensì la forza  vitale che è sostenuta dalla respirazione. Pertanto, in senso biblico, l''anima' si riferisce all'essere umano nella sua interezza. Senza la forza vitale data in origine da Dio, l'anima muore. Dopo il peccato Dio disse ad Adamo: "Polvere sei e polvere tornerai" (Genesi 3:19) "Infatti la fine che attende gli uomini e la fine che attende gli animali è la stessa. Come muoiono gli uni così muoiono gli altri; e tutti hanno lo stesso spirito. Così l'uomo non è superiore agli animali, perché tutto è vanità" (Ecclesiaste 3:19) "Sappiate che colui che riporta indietro un peccatore dalla sua strada sbagliata salverà la sua anima dalla morte e coprirà una gran quantità di peccati" (Giacomo 5:20)

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