Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaGenealogia · 4 sett fa

IMPORTANTE DOMANDA DI STORIA?

Ragazzi è importantissimo che qualcuno mi rispondi in fretta alle seguenti domande, anche in breve

1 quali erano i pilastri della costruzione dello stato romano?

2cosa si intende con il termine cursus honorum?

3come di attuato il tentativo di silla nel restaurare lo stato aristocratico

4confronta la dittatura di silla e Cesare?

5chi era Lucio sergio Catilina e quale fu il significato nel suo agire?

6da chi fu stipulato il primo triunvirato e il suo scopo

7quali furono le tappe che portarono dalla Repubblica romana al principato 

8come fu rinnovata da Augusto l'amministrazione a Roma?

9quali valori esaltò Augusto e quale compito ebbero gli intellettuali durante il governo di Augusto?

Do 5 stelle a chi mi risponde brevemente pls

1 risposta

Classificazione
  • 4 sett fa
    Migliore risposta

    1. Quali erano i pilastri della costruzione dello stato romano? I pilastri dello Stato romano erano: il Senato, organo collegiale permanente formato dagli esponenti delle più antiche e illustri gentes romane; i consoli, due magistrati eletti annualmente con poteri molto ampi specialmente in campo militare; i tribuni della plebe, magistrati eletti annualmente con il compito di garantire gli interessi dei plebei e col diritto di veto nei confronti di misure legislative ritenute lesive della plebe. Vi erano poi altre magistrature minori (pretori, questori, edili, censori eccetera). Col passare dei secoli, l'esercito romano acquisì un'importanza decisiva nella costruzione dello Stato, specialmente dopo la riforma militare di Caio Mario.     

    2. Cosa si intende con il termine "cursus honorum"? Col termine di "cursus honorum" s'intende il percorso obbligato, scandito da tappe ben precise e distanziate nel tempo, che permetteva a un aristocratico romano di candidarsi e di essere eletto dai comizi alle principali cariche pubbliche (magistrature), ossia come questore, edile, pretore, console, censore eccetera.

    3. Come fu attuato il tentativo di Silla di restaurare lo Stato aristocratico? Silla, una volta divenuto dittatore, ridimensionò i poteri dei tribuni della plebe, stabilì un'età minima per il conseguimento delle magistrature, ampliò il numero dei senatori portandolo da 300 a 600, restituì il potere giudiziario al Senato. Tutte queste misure erano tese a restaurare il potere dell'oligarchia senatoria, ma furono di breve durata: morto Silla, Pompeo e altri leader politici romani, fra cui Cesare, abrogarono le riforme sillane.

    4. Confronta la dittatura di Silla e di Cesare. Silla si servì della dittatura per liberarsi dei suoi nemici politici attraverso le liste di proscrizione e per imporre nuovamente lo strapotere dello Stato aristocratico. Cesare invece voleva utilizzare la dittatura come strumento di cooptazione dei cavalieri (equites) nell'aristocrazia senatoria, di cui allargò i ranghi, e per condonare almeno parzialmente i debiti contratti dal popolo e da una parte degli aristocratici. Poiché fu assassinato nel 44 a.C., l'azione di Cesare fu interrotta bruscamente, ma la sua eredità politica fu raccolta da Ottaviano.   

    5. Chi era Lucio Sergio Catilina e quale fu il significato nel suo agire? Lucio Sergio Catilina era un aristocratico romano appartenente a una gens antica ma decaduta e oberato di debiti. Si era candidato più volte alla carica di console, ma senza successo. Infine, stanco di questi insuccessi, organizzò una congiura che gli avrebbe permesso di impadronirsi del potere, di cancellare i debiti, di redistribuire i terreni coltivabili e di portare avanti una serie di misure improntate a maggiore giustizia sociale. La congiura fu scoperta grazie a una delazione, denunciata pubblicamente in Senato e repressa nel sangue da Cicerone fra il 63 e il 62 a.C. Il significato dell'agire di Catilina era dare voce e rappresentanza politica ai ceti sociali meno abbienti e più disagiati di Roma.  

    6. Da chi fu stipulato il primo triumvirato e il suo scopo? Il primo triumvirato fu stipulato nel 60 a.C. da Cesare, Pompeo e Crasso: era un'associazione illegale di privati cittadini che intendevano spartirsi il potere e ottenere le principali magistrature di Roma. Pompeo era un generale che aveva condotto campagne vittoriose in Asia contro i re Mitridate del Ponto e Tigrane d'Armenia, Crasso un ricco "palazzinaro" dell'epoca, Cesare un nobile squattrinato. Pompeo voleva che fossero assegnate e distribuite terre ai suoi veterani e che il Senato riconoscesse l'assetto politico da lui imposto all'Oriente ellenistico, Crasso voleva affermarsi nell'agone politico e Cesare sperava di acquisire gloria militare e ricchezze facendosi assegnare (come poi avvenne) il proconsolato nelle province della Gallia Cisalpina, della Gallia Narbonense e dell'Illiria.   

    7. Quali furono le tappe che portarono dalla Repubblica romana al Principato? Le principali tappe che portarono dalla Repubblica romana al Principato furono: le guerre civili fra Caio Giulio Cesare e Gneo Pompeo (49-46 a.C.), con la vittoria finale del primo sulle forze pompeiane radunate in Macedonia, in Spagna e in Africa; l'assassinio di Cesare (44 a.C.), la stipula del secondo triumvirato fra Marco Antonio, Ottaviano e Lepido e la guerra contro i cesaricidi (42 a.C.), con la disfatta di Bruto e Cassio a Filippi; la guerra civile fra Marco Antonio e Cleopatra da una parte e Ottaviano dall'altra, con la decisiva vittoria navale di quest'ultimo ad Azio (31 a.C.) e la conquista di Alessandria e dell'intero Egitto (30 a.C.) in seguito al suicidio di Marco Antonio e Cleopatra. Nel 27 a.C. Ottaviano ottenne dal Senato il conferimento dei titoli di princeps, pater patriae e Augustus.     

    8. Come fu rinnovata da Augusto l'amministrazione a Roma? Augusto riorganizzò l'amministrazione delle province, assegnando il governo di alcune a esponenti del Senato e riservando a personaggi nominati dal princeps il compito di governare le province più esposte agli attacchi dei popoli confinanti, cioè quelle in cui si trovavano stanziate le legioni. Augusto divise la città di Roma in quattordici regiones (quartieri), istituì il corpo dei vigiles (una specie di incrocio fra la Polizia Municipale e i Vigili del Fuoco, con compiti di sorveglianza e controllo dell'ordine pubblico), avviò un imponente programma di lavori pubblici e riformò l'annona, cioè il sistema di approvvigionamento di grano diretto alla Capitale dalla Sicilia, dall'Africa e dall'Egitto.  

    9. Quali valori esaltò Augusto e quale compito ebbero gli intellettuali durante il governo di Augusto? Augusto esaltò i valori tradizionali di Roma (mores maiorum), cioè il rispetto e la venerazione verso gli dei romani, l'importanza della famiglia tradizionale e del ruolo del pater familias, la fecondità, l'espansionismo militare di Roma e la sua missione civilizzatrice nei confronti del mondo intero. Durante il principato augusteo, gli intellettuali ebbero il compito di esaltare le la gloria di Roma, le imprese militari e civili del princeps, dei suoi collaboratori e dei suoi figli adottivi, di fungere da cassa di risonanza dei risultati ottenuti dall'azione di governo del princeps (propaganda), di veicolare la ricezione di determinati messaggi politici e di condannare comportamenti ritenuti biasimevoli o scandalosi.   

    • Accedi per rispondere alle risposte
Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.