Abracadabra ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 1 mese fa

Ti sei mai sentito come una sagoma senza qualità*? Un acquerello che scivola via, per te stesso e per gli altri?

*non intendo "qualità" come pregi ma come caratteristiche, quindi una sagoma spersonalizzata che potrebbe avere tutte le caratteristiche a seconda del recipiente e allo stesso tempo nessuna. 

Potresti essere un bonsai o una stampella appendiabiti, non nutri vero interesse in te né gli altri te ne rivolgono...se non in misura occasionale e parziale. 

Non sei invisibile, ma scorri via. 

Sei una carpa che filtra l’universo e non trattiene nulla, né dentro te stesso né sulla superficie degli altri in forma di traccia.

E se si è acquerelli e fuochini allo stesso tempo, come si fa? Ve lo ricordate il gioco del nascondino di “acqua-fuochino-fuoco”? Come fate se non vi ritrovate? 

Assumete altre forme?

Voi siete persone che s’incastrano nella memoria degli altri? 

Scivolate via come acquerelli, come carpe, come persone il cui nome è stato scritto sull’acqua?

“Quanto a me, io sono un acquerello.


Mi dissolvo.”

(Con la peperonata smetto quando voglio, lo giuro)

Aggiornamento:

All'anonimo postante che ha cancellato la risposta in cui mi dice che "non te se fila nessuno" sentitamente ringrazio nuovamente, ciao fegatino! ^_^

Poi, vorrei aggiungere una cosa ovvia: quel che diciamo su questo sito ci definisce certamente, ma è soltanto una gocciolina di quel che siamo. Capisco le deduzioni siano fisiologiche, ma non è sempre un'equazione lineare, certe volte va a zig-zag. Questo è il caso.

15 risposte

Classificazione
  • 1 mese fa

    Acquerello, fuocherello: è deformazione promozionale: si sale di livello. Forse è parte del processo di crescita, forse diventarsi, acquisire consapevolezza di sé vuol dire perdere densità, consistenza, i colori si adombrano, sono sfocati, ma è perché si sta mettendo a fuoco (obiettivo: ri-nascere, ritrovarsi). Ti stai ritrovando, credo. Un passaggio di materia, senza che cambi la sostanza: Abracadabra foreversempre. E capisco che tu ti senta smarrita, carpaforme, scivolante, dissolvente, perché la vita è tagliente, è bruciante, è abrasiva. Ecco, appunto: Abra, si va! Buon viaggio. Non sarai mai sola :)

  • Serena
    Lv 7
    1 mese fa

    Veramente no, anche nei momenti peggiori ho avuto una mia netta dimensione, una certezza di me stessa incrollabile, mai mi sono sentita acquerello. 😺

  • 4 sett fa

    Non mi sono sentita forse mai come descrivi, mi è capitato invece - e mi capita - quel senso di scomodità e di non appartenenza che fa girare la testa ed a volte preludio

    di tumefatti stati di ansia purtroppo indomabili, ed ai quali non importa nulla di quei sentimenti complici di un acquerello, di un olio ed aggiungo mosaico.

    In quei momenti l'unico modo è lasciarmi andare, non puntare i piedi per timore del vuoto, passa, ed appena meglio, il trucco è inseguire il primo dettaglio

    concreto a disposizione, farmi riempire la mente, immedesimandomi al punto tale di ritornare finalmente viva e fisica.

    Posso comprendere però la tua sensazione, ma mi oppongo e ti dico, relativamente alla gocciolina ed a quel zig-zag delle parole qui, che tra tanti nick e geroglifici di utenti,

    la tua personalità poliedrica non mi dà x nulla quella sfuggevolezza di cui parli, anzi il contrario, quel misto di parole, toni, stati d'animo leggendoti, mari e monti insomma,

    e che addirittura influiscono sulla tua sintassi a seconda dei TUOI momenti e probabilmente degli argomenti trattati ed a te più cari, ti colorano a tinte forti, inconfondibili, a volte tenere altre talmente istintive che quella corrente animosa  conta quasi più del condividere o no le tue idee, almeno x il mio modo di percepire, in Internet

    Ma come spesso concludo i miei bla-bla, qui come nella vita, -ognuno sa di se stesso -

    ci@o :-)

     

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    • Abracadabra
      Lv 6
      4 sett faSegnala

      tinte forti, il mio fuoco. E il fuoco in me c'è, c'è lava. E sono anche convulsa, è vero. Però nella vita, e credo anche qui nonostante sia meno appariscente del fuoco, so essere silenziosa, discreta sino al limite - anche se qui non pare, boh -, estremamente riflessiva fino a cadere dentro me. 

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  • Blu.
    Lv 7
    4 sett fa

    No,mai!!                                         

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  • Anonimo
    1 mese fa

    Certe volte mi chiedo chi sono. Una, nessuna e centomila. Prendo forma a seconda delle persone con cui mi relaziono.

  • 1 mese fa

    Credo che spesso le persone cerchino di penetrare i miei strati...quelli che come una cipolla formano il mio corpo. 

    E mi piace l'adattamento ed il tiraemolla delle dimensioni: e' un ottimo allenamento...come Alice viviamo nel mondo delle Meraviglie ( e degli Orrori) e pare difficile non sentirsene parte: a volte con gioia altre meno. 

    E si mi piace la multiformita'...la metamorfosi camaleontica...fa parte della natura e dell'evoluzione e non e' solo un sentire interiore: anche il nulla percepito dagli altri e' un qualcosa...l'energia percepita invisibile ma presente.

  • 1 mese fa

    Ahh BRAva CADABRA! Questa domanda è fatta proprio per la mia forma, t’informo, sono in forma per la tua domanda, quindi!

    Pensa che sono una capra, pure, non trattengo nulla, né dentro me stessa ma riverso sulla superficie, a volte anche degli altri, in forma di traccia a forma di cioccolata...

    E niente, io scivolo via viscida come sciolta al sole...a volte però la vita m’indurisce e a me non mi resta che fare allenamento, tenendo sodi gli addominali. Faccio la dura, insomma, ma poi guardo al passato e mi sciolgo come le trecce ai cavalli...corro e scorro, come l’acqua sotto i ponti, a volte discariche di pensieri che tento di bonificare per non morire di gas asfissianti.

    Son solida liquida e gassosa, quindi. Frizzante ed ariosa, faccio digerire, quando voglio. :)

  • 1 mese fa

    Me ne faccio una ragione, cara Abra, perché è l'unica cosa che posso fare per me stessa..

    In un periodo della mia vita, mi sono sentita cosi: come un acquerello che scivola via, non come un colore ad olio, caldo nelle sue sfumature, e accogliente, vivido, impresso in una tela. 

    In un periodo in cui ho sentito di aver fallito: e i sensi di colpa mi attanagliavano, voraci e persistenti, dilanianti e intimidatori, sempre li a ricordare i miei errori. E mi sentivo a terra, perché avevo deluso. 

    Non ho assunto nessuna forma:ho preso coscienza, ho metabolizzato, ho fatto forza su me stessa, anche se i momenti di apnea mi impedivano di riprendere fiato. 

    Ma poi, sono diventata di nuovo quel colore caldo, marchiato su quella tela, anche se non splende, fa la sua bella figura. 🤗🤗🤗

  • Crispo
    Lv 6
    1 mese fa

    Effettivamente io sono così, credo, oltre al fatto che mi ci sento. Credevo più tu fossi di quelle persone "che sanno precisamente quello che vogliono" ecc. 

    Tuttavia la domanda mi confonde, perché ho avuto anche delle inaspettate gratificazioni circa l'avere lasciato un segno nella memoria di qualcuno. È stata gloria vera, in particolare, come studente di ogni ordine e grado. 

  • 1 mese fa

    Sì, però non so quanto sia reale. Nel senso che temo sia una percezione contaminata molto spesso dalla mia autostima vacillante e dal mio umore che da ballerino di charleston scivola nel laghetto della morte del cigno!

    Non penso di essere una personalità indimenticabile, mai stata l'anima della festa, sono più una da "dietro le quinte". Quindi, almeno per quel che riguarda gli occhi estranei, non direi di restare troppo impressa. Non mi svelo molto all'altro. So di dare un senso di fiducia, mi è capitato con una curiosa frequenza che sconosciuti si rivolgessero a me per parlarmi della loro vita, ma è sempre finita lì. 

    Quanto al resto, penso che più ci apriamo verso l'altro, più ci sia la possibilità di conquistare una porzioncina di cuore. Potrebbe dispiacermi essere acquerello per coloro che ho ritenuto importanti, anche solo per una fase della vita, ma non so, a questo punto, quanto potrei farmene una colpa. Né voglio sezionarmi nella delirante operazione del gioco delle qualità. Mi sembra fosse Salinas a parlare delle persone come "luce improvvisa", ecco. A qualcuno arrivi, ad altri no. Tutto il resto sono paranoie, nevrosi, capricci della mente.

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    • StellaS!
      Lv 7
      3 sett faSegnala

      Ma zitte, zitte, che nulla immaginate dell'acquerellìo avvertito quando i miei due unici neuroni salterellano sbattendo ovunque nella calotta cranica. E che vi devo dire giuovanotte

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