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Candi ha chiesto in SportTennis · 2 mesi fa

Perché nel tennis i giocatori possono provocare gli arbitri senza rischiare penalitâ?

Trovo questo molto diseducativo

2 risposte

Classificazione
  • Paragonati a colleghi di altri sport, i tennisti si comportano rispettosamente nei confronti degli arbitri. Poi, a causa delle caratteristiche del tennis (essere soli in campo esposti a qualsiasi tipo di situazione che può far andar male le cose, come una chiamata dubbia, il vento, un nastro fortunato dell'avversario, l'arbitro che ti sanziona per una perdita di tempo...), non è difficile avere momenti in cui ti metteresti a urlare contro tutto e tutti. Questo “tutto e tutti” è naturalmente rappresentato dall'arbitro a prescindere che sia direttamente lui il responsabile della situazione che ti ha fatto perdere un punto ovviamente di importanza cruciale per le sorti del tuo incontro e dell'intera umanità.

    Venendo alla tua domanda, dovresti portare qualche esempio per vedere se davvero in quelle circostanze non hanno preso penalità. Bisogna anche dire che, più altisonante è il nome del giocatore, più difficile è che un arbitro timoroso (non faccio nomi, ma ce ne sono un paio che si girano spesso dall'altra parte) prenda dei provvedimenti davanti a violazioni magari eclatanti. Ti ricordo in ogni caso che l'arbitro di sedia non può espellere il giocatore, decisione che può essere presa solo dal giudice arbitro o supervisor.

    Aggiungiamo che, se espelli un calciatore, non succede granché, mentre nel caso del tennis l'incontro finisce. E, prima di mandare a casa diecimila persone e spegnere le TV che hanno pagato i diritti, ci si pensa due volte. Inoltre, gli episodi da espulsione sono estremamente rari.

    Prendiamo un esempio eclatante. Nella finale dello US Open 2018,  in mondovisione, Serena Williams ha chiamato l'arbitro “bugiardo” e “ladro” solo perché ha applicato il regolamento (bisogna quindi capire l'arbitro che finge di non vedere qualche violazione). Williams è stata sanzionata a termine di regolamento per le tre infrazioni commesse con la “scaletta” del punteggio penalizzato (avvertimento,  penalità di un punto, penalità di un gioco) e poi è stata multata di 17.000 dollari (come se un normale lavoratore fosse multato di 17 centesimi). Secondo me, però, se il giocatore che si comporta da imbecille e incivile fosse semplicemente considerato tale da TUTTO il pubblico, sarebbe una sanzione e un deterrente ben più valido di un punto perso o una multa ridicola.

    Il vero problema è che l'inciviltà dilagante fa sì che non solo i comportamenti peggiori vengano minimizzati, ma che siano addirittura acclamati. D'altra parte, è lo stesso coach Patrick Mouratoglou a suggerire di eliminare il codice di comportamento in modo da lasciare che i giocatori mostrino i loro lati peggiori a vantaggio dello spettacolo.

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  • 2 mesi fa

    Il tennis è uno sport storicamente aristocratico. Non è nato come sport popolare, come il calcio o il basket, è più uno sport da fighètte, tipo il polo. Pertanto l'arbitro non può "penalizzare" più di tanto i giocatori perché, concettualmente parlando, sono loro i padroni.

    • Candi2 mesi faSegnala

      Proprio perché aristocratico dovrebbe essere educativo

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