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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 2 mesi fa

Perché alcuni filosofi mettono in dubbio l'esistenza di un mondo esterno?

Perdonatemi la domanda un po' strana, ma perché pur essendo un dato di fatto che il mondo esiste, alcuni filosofi sostengono che l'esistenza del mondo esterno non è dimostrabile? 

2 risposte

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  • Risposta preferita

    Intanto varrebbe la bene porsi bene le domande. Quali filosofi mettono in dubbio esistenza del mondo esterno a noi? In realtà nella maggior parte dei casi viene messa in discussione la REALTA' della nostra percezione sul mondo esterno. Tipica è la posizione kantiana che a ben vedere si limita a dire che del noumeno non possiamo dire nulla con certezza se non che esista. Ricordiamoci infatti che non esiste solo la critica alla ragion pura dove viene sostanzialmente affermata un'afonia della ragione sul noumeno, per cui semplicemente non se ne può parlare. C'è anche una ragion pratica che afferma il principio che DEVE esistere un'anima immortale, un Dio e un mondo esterno se DEVE esistere una legge morale. 

    Le posizioni idealiste al contrario di quanto credo di intravedere nella tua domanda da Fichte in poi affermano la possibilità di CONOSCERE il noumeno. Cosa significa conoscere? Eliminare la differenza tra Io e Non-Io. Se io conoscessi TUTTO il mondo esterno la mia conoscenza coinciderebbe con esso e sarei tutta la REALTA'.La domanda allora non è se esiste un mondo esterno a noi, ma in che misura esso è REALE e dunque che cos'è la realtà. Siamo convinti per esempio che lo specchio rifletta la nostra immagine e che quella immagine sia concreta e reale, ma mentre io alzo la mano destra, l'immagine riflessa alza la sinistra. 

    Senza farla troppo lunga la questione in quasi nessun caso è negare l'esistenza della realtà esterna, ma capire in che misura essa è razionale, ovvero, conoscibile. Da Eraclito, passando per gli stoici si arriva ad Hegel convinto che la realtà fosse INTERAMENTE razionale. Tutto le cose sono, esistono e accadono sulla base di una LEGGE (logos) che è quella de divenire eracliteo (tesi, antitesi, sintesi). In Hegel spadroneggia dunque l'universale, lo spirito, il logòs, il destino, il razionale, chiamalo come vuoi rispetto alla quale l'individuale è impotente, un nulla. La posizione contraria è quella che invece privilegia l'individuale, il particolare, l'eccedenza della realtà rispetto al razionale. Per quanto possa conoscere la realtà, la realtà sarà sempre un di più che sfuggirà alla mia comprensione. Anche io personalmente sono convinto così. Esiste un dato reale capace di CONTRADDIRE la comprensione che ne ho qualunque essa sia. 

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  • 2 mesi fa

    Ciao io ho letto di Paramahansa Yogananda l Autobiografia di uno Yogi, e di swami kriyananda il Sentiero, nel libro l Autobiografia di uno yogi si parla dell illuminazione e del samadhi esperienza dell unita con Dio e Yogananda lo descrive nel samadhi la coscienza e interiorizzata e hai l esperienza solo della beatitudine di Dio il mondo sembra scomparire sei consapevole solo della beatitudine cosi la descrive Yogananda, e anche nel libro il Sentiero parla delle esperienze dell anima 

    Credo quindi che  alcuni filosofi descrivono il samadhi poi forse  hanno sperimentato tanto il mondo interiore che hanno negato l esteriore e ciò e sbagliato

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    • Rishika
      Lv 7
      2 mesi faSegnala

      E un maestro illuminato e ha parlato delle esperienze dell anima e questa domanda era su i filosofi tu capisci i filosofi? 

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